perché le città italiane stanno diventando sempre più calde


Estati sempre più torride, notti afose e temperature che nei centri urbani possono superare di diversi gradi quelle delle aree circostanti. Il fenomeno delle isole di calore è una delle principali sfide per le città italiane e rappresenta una conseguenza dell’urbanizzazione e dei cambiamenti climatici.

Negli ultimi anni le ondate di calore sono diventate sempre più frequenti e intense. A risentirne maggiormente sono le città, dove cemento, asfalto e traffico contribuiscono ad aumentare ulteriormente le temperature. È il fenomeno delle isole di calore urbane, studiato da anni dalla comunità scientifica e considerato una delle principali criticità per la salute pubblica e la qualità della vita.

Secondo gli esperti, nelle giornate estive più calde la temperatura nei centri urbani può risultare anche diversi gradi superiore rispetto alle aree rurali circostanti. La combinazione tra cambiamenti climatici e forte urbanizzazione rende questo fenomeno sempre più evidente anche in Italia, dove molte città stanno sperimentando estati caratterizzate da lunghi periodi di caldo estremo. Le istituzioni europee e gli enti di ricerca sottolineano la necessità di ripensare gli spazi urbani per renderli più resilienti agli effetti del clima che cambia.

Cosa sono le isole di calore urbane

Le isole di calore sono aree urbane in cui la temperatura dell’aria e delle superfici risulta più elevata rispetto alle zone periferiche o rurali.


Il fenomeno si verifica perché edifici, strade e infrastrutture assorbono durante il giorno una grande quantità di energia solare e la rilasciano lentamente durante la sera e la notte. Questo processo impedisce un rapido raffreddamento dell’ambiente urbano, mantenendo elevate le temperature anche dopo il tramonto.

L’effetto è amplificato dalla ridotta presenza di vegetazione, dalla scarsa ventilazione tra gli edifici e dal calore prodotto dalle attività umane, come il traffico, gli impianti industriali e i sistemi di climatizzazione.

Perché l’asfalto aumenta la temperatura

Uno dei principali responsabili dell’aumento delle temperature urbane è l’asfalto, insieme al cemento e ad altri materiali utilizzati nelle costruzioni.

Queste superfici hanno un’elevata capacità di assorbire il calore dei raggi solari e possono raggiungere temperature molto superiori a quelle dell’aria. A differenza delle aree verdi, inoltre, non favoriscono l’evapotraspirazione, il processo naturale attraverso cui le piante contribuiscono a raffrescare l’ambiente.

Anche la progressiva impermeabilizzazione del suolo riduce la capacità del terreno di trattenere l’acqua e abbassare naturalmente la temperatura. Per questo motivo le città con pochi alberi e ampie superfici asfaltate risultano particolarmente vulnerabili durante le ondate di calore.


Le città italiane più esposte

Le grandi aree metropolitane sono quelle maggiormente interessate dal fenomeno delle isole di calore.

Città come Milano, Roma, Bologna, Firenze, Torino e Napoli registrano frequentemente temperature molto elevate durante i mesi estivi, soprattutto nei quartieri con elevata densità edilizia e limitata presenza di spazi verdi.

Le condizioni meteorologiche, la conformazione urbana e il traffico contribuiscono a creare microclimi particolarmente caldi, con differenze di temperatura significative anche tra diverse zone della stessa città. Le aree periferiche ricche di vegetazione tendono infatti a mantenere valori più contenuti rispetto ai centri storici fortemente urbanizzati.

Gli effetti sulla salute

L’aumento delle temperature urbane non rappresenta soltanto un problema di comfort, ma anche di salute pubblica.

Le isole di calore possono aumentare il rischio di colpi di calore, disidratazione e aggravamento delle malattie cardiovascolari e respiratorie, soprattutto tra gli anziani, i bambini, le persone con patologie croniche e chi lavora all’aperto.


Le notti particolarmente calde riducono inoltre la qualità del sonno e limitano il recupero dell’organismo dopo le elevate temperature diurne. Durante le ondate di calore cresce anche il consumo di energia elettrica per l’utilizzo dei climatizzatori, con possibili ripercussioni sulla rete elettrica e sulle emissioni di gas serra se l’energia proviene da fonti fossili.

Le soluzioni adottate nel mondo

Per contrastare il fenomeno, numerose città stanno adottando strategie di adattamento climatico.

Tra gli interventi più efficaci figurano:

  • Piantumazione di nuovi alberi e ampliamento delle aree verdi.
  • Realizzazione di tetti e pareti verdi sugli edifici.
  • Utilizzo di materiali chiari e riflettenti per pavimentazioni e coperture.
  • Creazione di corridoi verdi per favorire la ventilazione naturale.
  • Recupero di superfici permeabili e aumento delle aree ombreggiate.

Città come Parigi, Copenaghen, Singapore e Melbourne stanno investendo in piani urbani che integrano natura e infrastrutture, con l’obiettivo di ridurre le temperature e migliorare la qualità della vita dei cittadini.

Caldo estremo e morti nei campi, Confeuro: «Servono presidi medici nelle aree agricole e più controlli»

" alt=""/>


Come cambieranno le città nei prossimi anni

Le previsioni climatiche indicano che gli episodi di caldo intenso potrebbero diventare sempre più frequenti. Per questo motivo urbanisti, amministrazioni locali e istituzioni stanno lavorando a nuovi modelli di progettazione urbana.

Le città del futuro saranno chiamate a integrare un numero maggiore di spazi verdi, sistemi di drenaggio sostenibile, edifici ad alta efficienza energetica e materiali capaci di riflettere il calore. La pianificazione urbana dovrà inoltre considerare la protezione delle fasce più vulnerabili della popolazione, aumentando le aree ombreggiate e migliorando l’accesso a luoghi freschi durante le ondate di calore.

Affrontare il fenomeno delle isole di calore significa rendere le città più resilienti ai cambiamenti climatici e più vivibili per tutti. Investire oggi in infrastrutture verdi, mobilità sostenibile e riqualificazione urbana potrà contribuire a ridurre gli effetti del caldo estremo, migliorando la salute pubblica e la qualità dell’ambiente urbano nei prossimi decenni.




#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
 Redazione

Source link


Di