L’estate 2026 potrebbe essere l’estate più fresca che ricorderemo nei prossimi anni. Una frase controintuitiva, considerando il caldo estremo che continua a persistere sull’Italia e sull’Europa, ma secondo gli esperti è la triste verità. Siamo attualmente in quella che i giornali chiamano “terza ondata di caldo”. Una denominazione che fa sembrare il processo ciclico, ma che nell’esperienza quotidiana sembra invece qualcosa di continuativo, stabile, la nuova “normalità”. Ma di normale in queste temperature c’è ben poco.
Si stanno registrando delle ondate di caldo estremo tra le più violente da quando si monitora il fenomeno ed è chiaro a molti, come alla rete internazionale di scienziati fondata nel 2014 dalla climatologa Friederike Otto, che tutto questo non sarebbe possibile senza il cambiamento climatico. La World Weather Attribution, la scienza dell’attribuzione che si occupa di comprendere se i fenomeni meteorologici estremi siano provocati o esacerbati dal riscaldamento globale, ha segnalato una serie di record negativi prodotti dal caldo estremo in Europa.
Un caldo mai registrato prima
La climatologa tedesca Friederike Otto, fondatrice della rete di scienziati dietro la scienza dell’attribuzione, ha dichiarato:
Questa ondata di caldo sarebbe stata impossibile in assenza dei cambiamenti climatici.
Per Otto l’ondata che ha toccato l’Europa tra maggio e giugno è stata la più severa mai registrata, persino più intensa di quella storica che il continente ha vissuto nel 2003.
Giugno 2026 è stato infatti il giugno più caldo mai registrato nell’Europa occidentale e il secondo più caldo a livello globale, secondo l’aggiornamento mensile del servizio Copernicus.
Uno dei dati più rilevanti è quello dell’osservatorio Fabra di Barcellona, che monitora da oltre un secolo le temperature e l’8 luglio ha registrato la più alta di sempre: 40,5 °C.
Come leggiamo nel report della World Meteorological Organization, l’ondata di calore ha abbattuto diversi record di temperatura mensili e assoluti in diversi Paesi europei e ha contribuito a gravi ripercussioni sulla salute, tra cui i decessi correlati al caldo; inoltre è strettamente collegata alla diffusione degli incendi boschivi, in particolare nella penisola iberica e nel sud della Francia, e ha aumentato il rischio di siccità in alcune zone dell’Europa orientale.
I record di giugno
L’OMM sta compilando un elenco dei record di temperatura con l’obiettivo di facilitare la comunicazione da parte dei media e fornire informazioni sulla portata del caldo estremo. Non si tratta di un elenco esaustivo e soprattutto alcuni dati sono provvisori, spesso al ribasso.
Germania
Ha registrato record di temperatura per tre giorni consecutivi, riportando 41,7 °C il 28 giugno nella città di Coschen.
Secondo il Dipartimento meteorologico tedesco, 46 stazioni sulle 252 hanno registrato temperature superiori ai 40 °C fino al 27 giugno.
Sono stati infranti anche i record di temperatura notturna: in particolare, una stazione meteorologica nella Sassonia orientale ha registrato una temperatura minima notturna di 29,4 °C.
Ungheria, Polonia e Repubblica Ceca
Il 28 giugno nella capitale Budapest è stato registrato un record di temperatura con 40,7 °C.
Polonia e Repubblica Ceca hanno registrato un nuovo record assoluto di temperatura che provvisoriamente è stato segnalato a 40,5 °C.
Austria e Svizzera
A Vienna nel mese di giugno è stato registrato un record di temperatura con 40 °C e un’allerta rossa per la capitale che è rimasta in vigore fino al 29 giugno.
Anche il servizio meteorologico svizzero ha registrato un nuovo record di temperatura per giugno con 39 °C nella città settentrionale di Basilea.
Regno Unito
Il Regno Unito ha battuto diversi record, come quello di temperatura per giorni consecutivi con 37,3 °C registrati nell’Inghilterra meridionale dal 25 giugno. Si tratta di un dato provvisorio che secondo la WMO verrà rivisto al rialzo.
Dal 26 giugno è stata prevista l’allerta rossa, la prima volta nella storia dell’attuale sistema di allerta meteo nel Regno Unito.
Paesi Bassi e Danimarca
Il servizio meteorologico nazionale ha emesso un’allerta rossa per caldo estremo in otto province nel giorno del 26 giugno e ha segnalato diversi record registrati nelle stazioni.
A livello nazionale, un nuovo record di temperatura è stato battuto per il mese di giugno pari a 39,4 °C.
Mentre l’Istituto meteorologico danese ha registrato temperature massime di 37 °C in due località, superando il record stabilito nella storica ondata di calore del 1975.
Francia
La Francia è stata una delle nazioni più colpite nell’ondata di calore di giugno. Il 24 giugno ha registrato la giornata più calda di sempre, superando il record già stabilito il giorno precedente con una temperatura media nazionale di 30 °C (superiore ai record di luglio 2019 e agosto 2003).
Le temperature hanno raggiunto i 43,8 °C e anche le temperature notturne hanno fatto registrare il record di 22 °C.
È scattato l’allarme rosso di livello massimo in 58 dipartimenti e le autorità hanno iniziato una campagna di allerta per l’alto rischio di incendi boschivi a causa del peggioramento della siccità. Inoltre, a causa del caldo sono stati registrati 40 decessi per annegamento.
Spagna
Nelle giornate del 23 e del 24 giugno la Spagna ha registrato le giornate più calde di sempre con temperature che hanno superato di gran lunga i 40 °C, stabilendo nuovi record per il mese di giugno.
Secondo l’agenzia meteorologica statale, nella città di Bilbao sono stati raggiunti i 42,7 °C, la più alta mai registrata nel mese di giugno.
I record in Italia: mai temperature così alte
Un’estate così non si era mai vista. A dirlo è il professore di fisica dell’atmosfera dell’Università di Torino Claudio Cassardo.
Il professore ha messo a confronto l’estate infernale del 2003, quando in Italia si registrarono circa 20.000 morti per il caldo e fu una delle occasioni nelle quali ci si rese conto che il cambiamento climatico non era una “emergenza”, ma qualcosa di ormai sistematico.
Secondo il professore, però, parlare oggi di terza ondata di calore è riduttivo e piuttosto dovremmo intendere un’unica ondata di calore iniziata a metà maggio.
Una condizione che ha portato a superare diversi record di temperatura. A Torino sono stati registrati 38,3°, il quinto valore più alto di sempre da quando sono partite le serie storiche nel 1953. Il record assoluto è di 39,5° ed è stato registrato l’11 agosto 2003. Secondo Cassardo c’è una differenza sostanziale:
Ventitré anni fa non dovevamo affrontare un’ondata tanto lunga. Dopo un giugno rovente, luglio era stato relativamente mite per poi arrivare ai picchi di agosto, concentrati però in pochi giorni a metà mese.
Secondo i meteorologi l’ondata di calore durerà almeno fino al 20 luglio. Nel peggiore dei casi c’è chi la prevede fino a Ferragosto. In ogni caso, come fa notare Andrea Vuolo, allievo di Cassardo, il vero problema è che questa serie di valori molto elevati è iniziata con un mese e mezzo di anticipo rispetto alle medie storiche.
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