Un protocollo per proteggere il tessuto economico
La Giunta comunale ha approvato lo schema del “Protocollo di legalità per la prevenzione amministrativa antimafia nel settore turistico-alberghiero tra la Prefettura di Roma e il Comune di Anzio”, autorizzando il sindaco alla firma dell’intesa.
Il documento nasce da una proposta trasmessa dalla Prefettura di Roma e punta a rafforzare gli strumenti di prevenzione amministrativa nei confronti delle possibili infiltrazioni mafiose nel settore dell’accoglienza turistica e della ristorazione.
L’intesa prevede una collaborazione stabile tra Comune e Prefettura, con il coinvolgimento di altri enti pubblici e soggetti privati, per monitorare le attività economiche considerate maggiormente esposte ai tentativi di infiltrazione criminale.
Perché il turismo è considerato un settore a rischio
Alla base dell’accordo c’è la consapevolezza che il turismo rappresenta uno dei comparti più strategici dell’economia nazionale e, proprio per questo, uno degli ambiti che possono attirare l’interesse della criminalità organizzata.
Nel provvedimento viene richiamata la relazione della Direzione Investigativa Antimafia relativa al secondo semestre del 2023. Il documento evidenzia come le organizzazioni mafiose abbiano modificato nel tempo le proprie strategie.
L’obiettivo non è più soltanto il controllo del territorio attraverso la forza intimidatoria, ma anche l’ingresso nell’economia legale mediante investimenti in attività imprenditoriali.
Secondo quanto riportato nell’atto, le infiltrazioni avvengono sempre più spesso in modo silenzioso. Le organizzazioni criminali cercano di acquisire imprese, controllare mercati e utilizzare attività economiche per riciclare capitali illeciti.
L’amministrazione evidenzia inoltre che le difficoltà economiche affrontate da molte imprese negli ultimi anni hanno aumentato la vulnerabilità del tessuto produttivo, rendendo alcune attività più esposte al rischio di condizionamenti esterni.
Le quattro modalità di infiltrazione
Nel documento vengono individuate quattro principali modalità attraverso cui la criminalità organizzata può entrare nell’economia legale.
La prima è l’investimento. In questo caso un’impresa viene utilizzata come veicolo per investire denaro proveniente da attività illecite.
La seconda riguarda il controllo del mercato attraverso pratiche intimidatorie o anticoncorrenziali, finalizzate a danneggiare le aziende concorrenti.
La terza modalità è rappresentata dalle cosiddette “cartiere”, società create esclusivamente per emettere fatture false e riciclare denaro.
Infine viene indicata la cosiddetta “impresa catturata”, ovvero un’attività nata regolarmente che viene progressivamente infiltrata dalla criminalità organizzata.
Una rete tra istituzioni e mondo economico
Uno degli aspetti centrali del protocollo è la costruzione di una vera e propria rete della legalità.
L’accordo prevede infatti il coinvolgimento non soltanto del Comune e della Prefettura, ma anche della Camera di Commercio, dell’Agenzia delle Entrate, dell’Istat, del sistema bancario e postale, delle Università, dei notai, dei commercialisti, delle associazioni di categoria e delle organizzazioni sindacali.
Ogni soggetto sarà chiamato a mettere a disposizione informazioni e strumenti utili per individuare eventuali anomalie nella costituzione di nuove imprese, nelle fusioni societarie, nelle acquisizioni di attività economiche e nella filiera degli appalti e delle forniture.
L’obiettivo è favorire uno scambio costante di dati e analisi nel rispetto della normativa sulla riservatezza.
Nasce un Osservatorio provinciale
Tra le principali novità previste dal protocollo figura anche l’istituzione di un Osservatorio provinciale.
L’organismo avrà il compito di raccogliere dati, monitorare l’evoluzione del fenomeno e individuare gli indicatori di rischio più significativi.
Le informazioni raccolte saranno elaborate attraverso strumenti statistici, algoritmi e modelli predittivi per individuare eventuali situazioni anomale.
I risultati dell’attività saranno raccolti in report periodici che potranno orientare le future strategie di prevenzione antimafia.
L’Osservatorio promuoverà inoltre iniziative di formazione, aggiornamento professionale e incontri di sensibilizzazione rivolti agli operatori del settore.
Controlli più approfonditi sulle nuove attività
Il protocollo introduce anche nuovi impegni operativi per il Comune di Anzio.
L’amministrazione si impegnerà infatti a richiedere la comunicazione antimafia per alcune attività economiche che possono essere avviate tramite Segnalazione certificata di inizio attività (Scia), selezionandole sulla base degli indicatori di rischio individuati dall’Osservatorio o emersi da precedenti attività investigative.
Particolare attenzione sarà riservata alle nuove aperture, ai cambi di gestione e alle variazioni societarie.
Tra gli adempimenti previsti figura anche la richiesta dell’elenco dei familiari conviventi maggiorenni del soggetto sottoposto a verifica, da allegare alla documentazione prevista per la Scia.
Il ruolo della Prefettura
Alla Prefettura spetterà invece il compito di svolgere gli approfondimenti antimafia previsti dalla normativa e condividere, quando necessario, gli esiti delle verifiche nell’ambito del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.
Per una città come Anzio, dove turismo, ospitalità e ristorazione costituiscono una parte rilevante dell’economia, il protocollo punta a rafforzare i controlli preventivi senza incidere sull’attività delle imprese regolari, creando un sistema di collaborazione tra istituzioni capace di intercettare con maggiore efficacia eventuali tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata.
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Bruno Fabbri
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