ARTE, esposizioni. Roma, Villa Altieri: Gazzie Rimembranza, di Monica Argentino


Roma, 26 luglio 2026 – Lunedì 27 luglio 2026 alle ore 17:30 inaugura, negli spazi della prestigiosa Villa Altieri Palazzo della Cultura e della Memoria Storica, la mostra personale Gazzie Rimembranza di Monica Argentino a cura di Roberta Melasecca, promossa dall’Associazione culturale Il Segno e con il patrocinio di Città Metropolitana di Roma Capitale.

GAZZIE RIMEMBRANZA

Gazzie Rimembranza è un progetto multidisciplinare che intreccia opere pittoriche, installazioni, azioni performative e video: nasce da una riflessione sulla memoria come luogo di permanenza, trasformazione e relazione tra corpo, gesto e pensiero, fondendo la dimensione intima e personale a quella collettiva. Durante la serata di inaugurazione, dopo gli interventi di Tiziana Biolghini, Delegata alla Cultura, Politiche sociali, Pari opportunità di Città metropolitana di Roma Capitale, e di Barbara Gentili, Docente di Filosofia e Storia, il progetto si amplia attraverso la presenza di due installazioni viventi dipinte dall’artista – Beatrice Ciccariello e Carlotta Valitutti – che trasformeranno il corpo in superficie espressiva, e attraverso una performance di danza – Marie Claire Graneri – che attraverserà lo spazio espositivo generando un dialogo con le opere in mostra.

ACACIE FARNESIANE

Il titolo del progetto, Gazzie, dedicato al padre dell’artista, trae origine da un termine dialettale, calabrese, con il quale vengono denominate le acacie farnesiane, alberi noti per la loro fioritura particolarmente inebriante. Il loro profumo resiste, infatti, anche dopo la scomparsa del fiore grazie alla continuità delle molecole odorose nell’aria e nella vegetazione circostante. Allo stesso modo, la memoria affonda le radici, si stratifica, perdura, abita il nostro essere, è colonna portante del nostro incedere nella vita, genesi della nostra identità personale, trama della nostra trasformazione nel tempo futuro. Come scrive Roberta Melasecca nel testo di presentazione: «Monica Argentino fonde pittura, corpo, parola, materia, e plasma un linguaggio della memoria attualizzata alla vita. Le diciassette tele, in mostra nelle sale di Villa Altieri, alle quali si affiancano i video e le installazioni viventi e performative, assumono le sembianze di luoghi dell’incontro tra le esperienze personali e le storie collettive e condivise».

STORIE COLLETTIVE E CONDIVISE

«L’artista scolpisce le superfici – prosegue la Melasecca -, da esse emergono materiali diversi dai semplici pigmenti, affiorano tessuti, oggetti metallici e legnosi, testi poetici, oggetti cari. Spiriti aleggiano: affetti riversati, ferite aperte e ricucite. Echi che scorrono dentro e fuori narrano perdite e ritrovamenti, di come sia possibile trattenere in noi le memorie identitarie e farle poi volare attraverso le nuvole di quello che siamo ora divenuti, nel tempo inesistente della vita. Ogni lavoro è intriso di densità polisemiche, che possiamo rimirare da un punto di vista particolare ma sfocato e indeterminato, e funziona come matrice di conoscenza che si rinnova costantemente e ogni volta in chi la osserva. Invece di riflettere esclusivamente il mondo, ogni opera lo apre, lo amplia, ne allarga le dimensioni, quelle macroscopiche e quelle micro, e così facendo espone chi la esperisce ad un procedimento di riconoscimento e rigenerazione».

INTIME CAPACITÀ DELL’OPERA

«L’opera diventa corpo vivente: da essa sorgono pensieri, visioni, ricordi – conclude la curatrice dell’evento -, su di essa possiamo trascrivere simboli e segni del transito delle nostre pelli. Nel magma degli impasti e delle concrezioni le assenze si tramutano in presenze incessanti, in immagini abitate nel presente. L’opera d’arte enuncia, allora, la sua intima capacità, quella di esigere qualcosa in chi la guarda, di dichiarare il processo che la realizza, concedendo di prendere parte ad un percorso che non è più solo appartenente all’artista e all’arte ma interessa ciascuno di noi. L’opera è soglia di attraversamento, di cambiamento e metamorfosi, e si avvera mediante una partecipazione incarnata, un continuo confronto tra diversi elementi, tutti immediatamente co-presenti (il reale, la storia e la memoria, e le immaginazioni di un futuro) per rivelare i mondi possibili in quello spazio di transizione tra presente effimero ed eternità. Noi siamo futuro quando dimentichiamo il passato e ci trasformiamo nell’immagine nuovissima e vecchissima di noi, quella che contiene i tempi delle ere per sempre e le nuove forme di quello che saremo»

MONICA ARGENTINO

Monica Argentino è un’artista visiva romana attiva nell’ambito della pittura, della performance, della videoarte e dell’installazione. Espone per la prima volta nel 1991 alla Galleria Comunale d’Arte Moderna di Roma. Nel corso della sua ricerca sviluppa una pratica interdisciplinare che integra gesto pittorico, corpo e immagine in movimento. Tra i progetti più significativi si ricordano Chimera: le forme del male, presentato nel 2017 alla Galleria d’Arte Polmone Pulsante di Roma; Archetipo Umano, presentato nel 2019 al MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma; e la videoarte Involucro, premiata alla Biennale Internazionale d’Arte di Bari e presentata al DORCAM – Doral Contemporary Art Museum di Miami. Le sue opere fanno parte di collezioni pubbliche e private, tra cui il MAAM – Museo dell’Altro e dell’Altrove di Metropoliz e la Pinacoteca d’Arte Contemporanea di Teora. Nel 2024 riceve una Menzione di Merito per l’opera Always Women Life Freedom nell’ambito della mostra Arte per i Diritti Umani, realizzata con il patrocinio di Amnesty International, e realizza una performance in diretta sull’emittente nazionale TV2000, dedicata al tema della violenza di genere. Nel 2026 la sua ricerca artistica è al centro di un documentario realizzato dall’Accademia del Cinema Renoir di Roma, dedicato al suo percorso umano e creativo, alla sua produzione artistica e all’evoluzione della sua poetica, a testimonianza della continuità e della rilevanza del suo percorso nel panorama dell’arte contemporanea.

INFO

Monica Argentino: Gazzie Rimembranza; evento a cura di Roberta Melasecca, promosso dall’associazione culturale Il Segno, con il patrocinio di Città Metropolitana di Roma Capitale;

allestimento presso Villa Altieri Palazzo della Cultura e della Memoria Storica, in Viale Manzoni 47 a Roma;

inaugurazione: 27 luglio 2026 alle ore 17:30; nel corso dell’evento avrà luogo una degustazione di vini a cura della Wine Ambassador Roberta Marchese Ragona;

l’esposizione sarà aperta al pubblico (ingresso libero) fino al 7 agosto 2026, orari: dal lunedì al venerdì dalle ore 09:00 alle ore 17:30, il sabato e la domenica chiuso.


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Redazione Insidertrend

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