La storica esponente radicale e fondatrice di +Europa era stata ricoverata in ospedale lunedì per una crisi respiratoria. Un miglioramento, che aveva indotto un cauto ottimismo, si era registrato prima del repentino peggioramento delle sue condizioni. Aveva 78 anni. Unanime il cordoglio della politica. Meloni: “Per decennni voce forte della politica”
È morta a Roma a 78 anni Emma Bonino, personalità che ha animato per decenni la politica italiana, storica figura dei Radicali italiani, attualmente nelle file di Più Europa (LA FOTOSTORIA). È stata ministro e commissario Ue, ex parlamentare, sempre in prima linea per le battaglie a sostegno dei diritti civili e delle donne. Unanime il cordoglio della politica per la sua scomparsa, con la premier Meloni che ha annunciato: “Stiamo predisponendo i funerali di Stato”.
Il ricovero il 7 settembre
Bonino era stata ricoverata in ospedale, presso il Santo Spirito di Roma, il 7 settembre, per una crisi respiratoria. Un miglioramento delle condizioni si era registrato prima di un nuovo repentino peggioramento. Ieri era uscita dalla terapia intensiva dell’ospedale ed era stata trasferita in una struttura privata, sulla base di quanto concordato tra il medico curante e i medici del Santo Spirito. La situazione anche ieri era stata definita “delicata”.
La vita e la politica, un tutt’uno indissolubile
Nata a Bra, nel cuneese, nel marzo del 1948, Bonino si laurea in Lingue alla Bocconi nel ’72. Ma è la Milano dei primi anni Settanta, quella dei fermenti civili e delle piazze calde, a segnarne il destino. Nel 1975 fonda il Cisa e mette in atto quello che diventerà’ il “metodo radicale” per eccellenza: l’autodenuncia. Finisce in carcere per aver sostenuto la pratica di aborti clandestini quando l’interruzione di gravidanza era ancora un reato da codice penale fascista. E’ il punto di non ritorno. L’incontro con Marco Pannella sigilla un sodalizio che cambierà la storia dei diritti e del costume in Italia. Nel 1976, a soli 28 anni, varca la soglia della Camera dei Deputati. Da quel momento, la sua traiettoria politica diventa un pendolo perfetto tra le battaglie civili, a volte ‘di nicchia’, e i palcoscenici internazionali. La sua determinazione la porta nel 1995 a Bruxelles come Commissaria Europea agli Aiuti Umanitari e alla Pesca nella
Commissione Santer. È lì, tra i campi profughi dei Balcani e le crisi nell’Africa dei Grandi Laghi, che Bonino si guadagna i gradi di “leader globale”, battendosi in prima linea per l’istituzione del Tribunale Penale Internazionale e contro le mutilazioni genitali femminili. Il ritorno alla
politica interna la vede protagonista nei governi di centrosinistra. È Ministra del Commercio Internazionale nel Prodi II, Vicepresidente del Senato, e infine Ministra degli Affari Esteri nel governo Letta tra il 2013 e il 2014. Una nomina, quest’ultima, arrivata a furor di popolo da
un’opinione pubblica che ne riconosceva lo spessore internazionale.
Approfondimento
Chi era Emma Bonino, una vita tra politica e battaglie per i diritti
La malattia e la nascita di +Europa
Nel 2015 l’annuncio della malattia – un microcitoma polmonare – affrontata senza nascondersi, rivendicando il diritto alla fragilità ma senza cedere un millimetro sul terreno dell’impegno. È in questo scenario che nasce l’avventura di +Europa, la sua ultima creatura politica concepita nel 2017 per arginare l’ondata sovranista e rimettere l’europeismo al centro del dibattito nazionale. Un’avventura vissuta con la passione di sempre fino alle dimissioni dalla presidenza arrivate all’inizio del 2025. Dopo la scomparsa, il nome di Emma Bonino resta il simbolo di un’Italia laica, transnazionale e ostinatamente aggrappata ai diritti civili. Una figura che, anche nei momenti di maggiore isolamento politico, ha saputo dimostrare come le idee, se sostenute dal coraggio personale, possano scardinare le resistenze del Palazzo.
Meloni: “Voce forte della politica”. Metsola: “Ha indicato la strada”
Unanime il cordoglio della politica (LEGGI TUTTE LE REAZIONI). Tra le prime voci a ricordare Emma Bonino quella della presidente del Consiglio Meloni. “Emma Bonino – ha detto – ha rappresentato per decenni una voce forte e riconoscibile della politica italiana, portando avanti le sue idee con determinazione”. “Le nostre storie e le nostre sensibilità – ha aggiunto – la premier – sono state lontane, ma questo non mi ha mai impedito di riconoscerne il peso e il ruolo nella vita pubblica della nostra Nazione. Alla sua famiglia e ai suoi cari va il mio cordoglio”. La premier ha anche annunciato che saranno predisposti i funerali di Stato.
Dalle istituzione europee si leva la voce della presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola: “Emma Bonino – scrive sui social – non ha mai aspettato che il mondo fosse pronto. Ha sempre scelto di andare avanti, indicando la strada agli altri. È così che sarà ricordata in Italia e a Bruxelles, dove ha ricoperto il ruolo di deputata al Parlamento europeo e di Commissaria europea. L’Europa per cui ha combattuto sentirà la sua mancanza”.
La nota di +Europa
Una nota di +Europa ricorda con commozione Emma Bonino. “Emma – si legge nel comunicato – ci ha lasciati ma non ci lascerà mai. Oggi non ci lascia soltanto la nostra leader, ci lascia una delle protagoniste più lucide, coraggiose e libere della storia politica del nostro Paese e del mondo libero. Emma fu ‘scelta dalla politica radicale’ quando un divieto cambiò la sua giovane vita. E da quel momento decise che avrebbe lottato affinché non potesse capitare mai più a nessuna. Attivista, parlamentare, ministra, commissaria europea. Sempre radicalmente libera. La sua vita è stata una lunga lotta contro tutto ciò che nega le libertà: contro l’aborto clandestino, contro la fame nel mondo, contro la partitocrazia, contro l’infibulazione, contro il giustizialismo, contro i genocidi, contro ogni forma di autoritarismo. Ma ancora più numerose sono state le sue battaglie per la democrazia, per lo Stato di diritto, per la giustizia internazionale, per i diritti e i doveri di ogni persona e ogni famiglia, per l’autodeterminazione delle donne, per la libertà di scegliere, fino alla fine. E per l’Europa unita, democratica e federale: gli Stati Uniti d’Europa. È questo il suo testamento: non è importante quante volte occorra perdere prima di riuscire a vincere e conquistare una libertà per tutti. Non ci sono parole per descrivere il dolore e il vuoto che proviamo oggi. Da domani proveremo a trovare le parole giuste per trasformare la gratitudine che proviamo per aver potuto lottare al suo fianco nel coraggio di continuare a batterci come ci ha insegnato”.
Grazie Emma, dal profondo del cuore”
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