Sono passati i primi giorni di raduno in casa Varesina e mister Daniele Angellotti ha già preso confidenza con il centro sportivo di Cairate, con la squadra e con l’ambiente rossoblù. Tutto è nuovo per l’allenatore classe 1981, che in estate ha preso la pesante eredità di Marco Spilli, che ha guidato le Fenici per 13 stagioni.
«Il direttore ha velocizzato il mio ingresso – si presenta mister Angellotti -. Come diceva prima anche Max, fin dal primo incontro con tutta la famiglia c’è stata subito una grande empatia e, quando si è presentata la possibilità, non ho avuto dubbi nel venire qui. Cercavo un progetto importante, serio e con idee chiare; dopo tanti anni nello stesso posto, questo cambiamento ci voleva anche per me. Questi primi giorni sono stati molto positivi: al di là del fatto che metà squadra àa conoscevo già, crediamo fermamente nell’importanza dei rapporti con i ragazzi per creare il giusto gruppo e il giusto spogliatoio. Nelle scelte dei giocatori si guarda sempre prima all’aspetto umano e poi a quello di campo. Ora stiamo lavorando per velocizzare la conoscenza reciproca: i più esperti, con il loro entusiasmo e la loro esperienza, devono trascinare i più giovani per fare grandi cose insieme.»
«Vedo questa esperienza come una grande opportunità e mi fa enormemente piacere – prosegue il mister -. Raccogliere un’eredità dopo così tanti anni non è mai semplice, quindi il fatto che la scelta sia ricaduta su di me dimostra grande fiducia nel dare continuità al pensiero della proprietà. Non mi pesa assolutamente, anzi. Con il mister ci siamo incontrati e parlati già in passato: tra noi c’è sempre stato un rapporto cordiale e positivo. L’ho sempre considerato un allenatore importante e, pur non essendo io molto più giovane di lui, rappresenta senza dubbio un esempio per tutto quello che ha fatto nella sua carriera.»
«Abbiamo costruito la squadra seguendo le idee che in questo momento riteniamo adatte per stare nei primi posti della categoria – anticipa l’allenatore delle fenici -. La struttura di base è pensata per il 4-2-3-1: a me piace una squadra che cerchi di dominare la partita e sia molto propositiva in fase offensiva, senza mai tralasciare l’equilibrio e la fase difensiva. Vogliamo vedere un gruppo che abbia sempre il pallino del gioco, che sappia esattamente cosa fare, che non molli fino alla fine e che metta in campo idee chiare. Il nostro compito è trasmettere e velocizzare questo processo, pur senza fossilizzarci su un unico sistema di gioco: in passato abbiamo utilizzato anche il 3-5-2 o la difesa a tre in corsa, adattandoci ai momenti, agli avversari, alle squalifiche o alle assenze. Tutto parte dalla capacità di creare un’idea comune con lo staff e con tutti coloro che gravitano attorno al mondo Varesina: se remiamo tutti dalla stessa parte, la squadra lo percepisce e ne trae giovamento. Questo è un aspetto fondamentale su cui martelleremo dal primo all’ultimo giorno. Ogni singola persona che collabora con noi, dal magazziniere al manutentore, deve sentirsi parte di una visione chiara e condivisa, elemento che l’anno scorso è un po’ mancato».
Chi invece c’era anche nella stagione scorsa – anche se arrivato in corsa – è Carlo Manicone, autore dell’autore del gol salvezza nella sfida playout a Castellanza, e praticamente unico segno di continuità rispetto al passato. «Trovo riduttivo parlare solo del singolo. Sono arrivato a gennaio in un momento in cui la squadra era in difficoltà e sono stato felice di tornare: la società mi ha voluto fortemente e mi ha riaccolto benissimo. Quando parti con questi presupposti è sempre più facile integrarsi, conoscendo già l’ambiente. Da metà gennaio fino all’ultima partita abbiamo fatto un percorso impegnativo ma chiaro: tutta la squadra voleva raggiungere l’obiettivo. Anche i nuovi arrivati hanno dato un contributo fondamentale. Mi ricordo che ogni martedì ci ritrovavamo nello spogliatoio e il mister era il primo a crederci, il primo a farci capire che la salvezza era possibile, e così è stato. Ora è bello ripartire per una nuova stagione: il passato aiuta a crescere, le difficoltà forgiano il carattere ed è bellissimo farlo ancora qui alla Varesina».
Volto nuovo per la Varesina ma ben conosciuto sia da allenatore e direttore sportivo è l’attaccante Stefano Banfi: «Lo scorso anno alla Pro Sesto con mister Angellotti e il ds Scandola è stata un’esperienza molto positiva, ho fatto il mio record di gol. Sapere che alla Varesina c’è un progetto importante e una società solida a cui non manca nulla è stato fondamentale per me. La società è stata molto chiara fin da subito rispetto agli obiettivi della squadra: se sono qui è perché ho l’ambizione di fare qualcosa di importante, e il club mi ha trasmesso immediatamente questa stessa determinazione».
Un altro arrivo importante è quello di Tommaso Tentoni che porta in dote tecnica e fantasia: «Il progetto e l’ambizione di questo club mi hanno convinto subito, perché anch’io sono ambizioso quanto loro: quando si è presentata questa opportunità l’ho colta immediatamente e con grande entusiasmo. Ci tengo a ringraziare pubblicamente il Varese, dato che l’anno scorso per me è stato un anno di rilancio importante: se oggi sono qui è anche grazie a tutte le persone che ho incontrato sul mio cammino e che mi hanno aiutato a puntare a qualcosa di ancora più alto, lasciandomi in ottimi rapporti con tutti. Ora però inizia un’altra stagione: sono qui per fare un campionato di vertice e toglierci grandi soddisfazioni».
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