Il Consiglio dei ministri ha approvato un taglio di 17 centesimi sul gasolio per contenere gli aumenti legati alla nuova crisi dei mercati internazionali. L’8 agosto è il giorno in cui terminerà la misura, finanziata con circa 125 milioni di euro. Benzina e tabacchi restano esclusi dall’intervento. Il governo controllerà ogni giorno l’andamento dei prezzi e ha già programmato una nuova riunione per il 4 agosto.
Il provvedimento è contenuto nel decreto legge intitolato “Disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi connessi alla ulteriore crisi dei mercati internazionali e in materia di Ilva S.p.A. in amministrazione straordinaria”.
La scelta di intervenire soltanto sul gasolio concentra le risorse disponibili sul carburante utilizzato dal trasporto merci, da una parte rilevante delle attività agricole e da numerosi veicoli privati. Il decreto comprende anche disposizioni dedicate all’Ilva in amministrazione straordinaria, ma i dettagli forniti riguardano soprattutto la riduzione delle accise.
Come funziona lo sconto di 17 centesimi
Il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, ha spiegato che il Consiglio dei ministri ha approvato lo sconto esclusivamente sul gasolio. L’intervento riduce il peso fiscale sul prezzo finale pagato alla pompa, senza applicare una misura equivalente alla benzina.
Giorgetti ha annunciato una nuova riunione del Consiglio dei ministri il 4 agosto per valutare come procedere dopo il 6.
Il testo definitivo del decreto dovrà quindi fissare senza ambiguità la scadenza giuridica dello sconto.
Quanto costa la misura sulle accise
Il costo per le finanze pubbliche è stato quantificato dal ministro dell’Economia durante la conferenza stampa successiva alla riunione.
“Complessivamente il costo dell’operazione si aggira attorno ai 125 milioni di euro per quanto riguarda lo sconto sulle accise”.
La somma copre il mancato gettito derivante dalla riduzione applicata al gasolio nel periodo previsto. Il governo non ha esteso il taglio agli altri carburanti e non ha compensato l’intervento attraverso un aumento della tassazione sui prodotti da fumo.
“Non siamo intervenuti sulle accise sui tabacchi”.
Il tema era entrato nel confronto politico collegato alla ricerca delle coperture. Giorgetti ha escluso quella soluzione e ha legato le prossime decisioni all’andamento dei mercati energetici.
“Monitoreremo giornalmente l’andamento dei prezzi che evolvono in base alle situazioni di conflitto”.
Il controllo quotidiano annunciato dal ministro dovrà fornire al governo i dati necessari per decidere se prorogare, modificare o interrompere lo sconto dopo la prima fase.
Perché il governo ha scelto il gasolio
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha collegato il decreto alla ripresa delle tensioni sui mercati internazionali e all’effetto dei rincari sul trasporto stradale.
“Le tensioni internazionali stanno facendo salire di nuovo il prezzo dei carburanti e, con esso, il costo di tutto quello che viaggia su strada. Di fronte a questo rincaro, che non abbiamo determinato ma dobbiamo gestire, abbiamo deciso di intervenire subito: oggi il CdM ha approvato, con decreto, un taglio immediato sul gasolio, il carburante che pesa di più su trasporti, agricoltura e sui prezzi che ogni famiglia paga. Sappiamo che non risolve il problema. Ma è una risposta tempestiva e responsabile, tenendo in considerazione le poche risorse che abbiamo e un quadro internazionale in continua evoluzione”.
La dichiarazione individua tre destinatari indiretti: autotrasporto, agricoltura e famiglie. Il prezzo del gasolio incide sui costi delle imprese che movimentano merci su strada e può riflettersi sui prezzi dei prodotti distribuiti nei negozi.
Lo sconto resta comunque temporaneo. Anche la presidente del Consiglio riconosce che la riduzione non elimina le cause dell’aumento, legate alle quotazioni internazionali e alle tensioni geopolitiche.
Cosa contesta Davide Faraone
Davide Faraone, vicepresidente di Italia Viva-Casa Riformista, ha definito insufficiente la misura e ha criticato sia la durata sia la scelta di limitare l’intervento al gasolio.
“La montagna del Consiglio dei ministri ha partorito un nuovo topolino: nonostante si tratti del terzo intervento nel giro di pochi mesi, il governo non è riuscito ad andare oltre il solito provvedimento tampone. Ancora una volta ci si è tenuti bel lontani dalle radici strutturali del caro-energia”.
Faraone ha contestato anche l’effetto dello sconto sulle categorie esposte ai costi energetici.
“Meloni e i suoi ministri pensano davvero che uno sconto di centesimi di sconto – e solo su quello – fino al 6 agosto sia sufficiente ad aiutare famiglie, imprenditori, autotrasportatori ad affrontare i costi sempre più insostenibili dell’energia? Si rasenta la provocazione. Questo risultato ridicolo è anche frutto delle divisioni sempre più profonde della maggioranza. Ci mancava solo la lite sulle sigarette, una vecchia tassa di sempre. Ancora una volta il governo ha dimostrato di anteporre, ai problemi degli italiani, i giochetti di partito”.
La posizione dell’opposizione concentra l’attenzione sulla natura limitata dell’intervento. Il governo, al contrario, presenta la riduzione come una risposta immediata compatibile con le risorse disponibili.
Quando il governo deciderà l’eventuale proroga
Il prossimo appuntamento indicato da Giorgetti è il Consiglio dei ministri del 4 agosto. In quella sede l’esecutivo esaminerà l’andamento dei prezzi registrato nei giorni successivi all’entrata in vigore del decreto.
La decisione dipenderà dalle quotazioni dei prodotti petroliferi, dall’evoluzione delle tensioni internazionali e dalle risorse necessarie per prolungare lo sconto. Un’estensione alle stesse condizioni richiederebbe nuove coperture finanziarie.
La pubblicazione del decreto chiarirà anche il termine esatto della riduzione. Le informazioni iniziali indicano l’8 agosto, mentre Giorgetti e Faraone hanno richiamato il 6 agosto. La distinzione non è secondaria per distributori e consumatori, perché determina l’ultimo giorno di applicazione dello sconto fiscale.
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