in via Maspero i giovani costruiscono il loro spazio



Varcare la soglia del civico 20 di via Maspero a Varese significa entrare in un ecosistema vivo e in continua evoluzione. È il “quartier generale” del progetto Desteenazione, un luogo multifunzionale dedicato ai ragazzi dagli 11 ai 21 anni, nato con un obiettivo ben preciso: offrire non solo un tetto, ma un ambiente plasmato direttamente sulle esigenze e sui sogni dei giovani. In una società che spesso richiede ai ragazzi di essere sempre produttivi e performanti, questo spazio si propone come un rifugio sicuro e stimolante. Qui, l’educazione, la creatività e l’ascolto si fondono per intercettare i bisogni di chi, troppo spesso, trova il proprio unico punto di ritrovo sulla strada, mettendo i giovani al centro di un vero e proprio processo partecipativo.

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Desteenazione Varese: in via Maspero i giovani costruiscono il loro spazio 4 di 13

Dalla strada al “quartier generale”: l’importanza dell’ascolto

Il cuore pulsante di Desteenazione risiede in un dialogo costante tra le attività all’interno della struttura e la realtà del mondo esterno. L’educativa di strada gioca infatti un ruolo cruciale, andando a intercettare i giovani direttamente nei loro luoghi di ritrovo informali. Come sottolinea Selene, le due realtà «si nutrono un po’ a vicenda». L’obiettivo primario degli educatori è incontrare i ragazzi in quel “terzo spazio” quotidiano – la strada, per l’appunto – che non è legato né agli obblighi scolastici né all’ambiente familiare. Una volta stabilito un contatto, i ragazzi vengono invitati in via Maspero per scoprire le opportunità offerte dal territorio e dai laboratori. Per fare in modo che la struttura fosse davvero percepita come “casa”, il team ha deciso di partire dalle fondamenta dell’ascolto: attraverso delle vere e proprie interviste, gli educatori hanno chiesto ai diretti interessati cosa mancasse a Varese, in modo da rendere il luogo davvero a loro misura.

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Spazi flessibili “tutto in costruzione”

Questa spiccata capacità di adattamento si percepisce fisicamente attraversando i corridoi e le stanze del quartier generale. In una fase iniziale, il team aveva strutturato gli ambienti basandosi su alcune delle passioni giovanili più diffuse, predisponendo aule dedicate alla musica, all’espressione artistica e all’informatica. Ma la vera magia avviene con l’arrivo dei veri protagonisti. Fabiano racconta infatti che «l’obiettivo quotidiano è intercettare i nuovi interessi dei frequentatori, riadattando gli spazi per ospitare magari un gioco specifico o una nuova attività». In questo senso, via Maspero non è un ambiente statico, ma un luogo definito «tutto in costruzione», che muta pelle a seconda di chi lo vive.

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L’arte dell’accoglienza e il diritto di “stare senza fare”

Ma cosa succede nel momento esatto in cui un adolescente varca per la prima volta la porta di Desteenazione? Martina ci spiega che il primo passo è sempre un’accoglienza calorosa e non giudicante. Dopo i saluti e le presentazioni con le persone presenti, al nuovo arrivato viene proposto un giro per esplorare la struttura e le varie aule a disposizione. La fase successiva è forse la più controcorrente e innovativa dell’intero progetto: la libertà. Il giovane viene lasciato libero di esplorare e, soprattutto, gli viene garantito il diritto di «stare senza fare». Non c’è alcun obbligo di prestazione: i giovani possono scegliere di essere coinvolti nei laboratori, ma hanno anche la totale possibilità di studiare per conto proprio, relazionarsi con i coetanei o semplicemente rilassarsi in tranquillità.

Mani in pasta: i laboratori creativi per l’inclusione

Per coloro che invece desiderano mettersi in gioco attivamente, il calendario estivo di via Maspero offre opportunità pratiche di grande valore. Lo spazio si anima con laboratori legati alla formazione dei mestieri. Francesca, responsabile di questo settore, svela i cinque filoni principali che terranno impegnati i ragazzi: legatoria, sartoria, ceramica, ciclomeccanica e falegnameria.

La proposta è stata strutturata su due livelli per andare incontro alle diverse propensioni dei ragazzi. I mercoledì pomeriggio sono pensati per un approccio “soft” e senza vincoli di frequenza: l’idea è permettere ai giovani di «mettere le mani in pasta» privilegiando il puro divertimento e le relazioni, ma garantendo loro la grandissima autosoddisfazione di tornare a casa con un prodotto finito. Durante le mattinate, al contrario, vengono proposti percorsi più tecnici, in cui i ragazzi imparano a fondere la fase di progettazione con quella della realizzazione pratica.

Oltre all’apprendimento di una competenza, il lavoro manuale e creativo si rivela un formidabile veicolo di inclusione sociale. Lavorare in piccoli gruppi permette agli educatori di coinvolgere attivamente anche chi fa più fatica o chi vive fragilità molto marcate, poiché, come conclude Francesca, l’arte offre la preziosa «possibilità di esprimersi in altri modi». E dimostra, ancora una volta, che via Maspero è molto più di un indirizzo: è un laboratorio di futuro.




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