Lino Guanciale è l'attore dell'anno: quattro serie, un film al cinema e un Nastro d'Argento Speciale per una stagione straordinaria


Da bambino voleva fare il benzinaio. Lo ha raccontato lui stesso, ridendo. «Mi piaceva molto l’odore della benzina e poi vedevo quei portafogli gonfi di soldi che mi facevano immaginare grandi ricchezze». La vita, per fortuna, ha deciso altrimenti. Lino Guanciale, 47 anni, abruzzese di Avezzano, ha appena chiuso la stagione televisiva più densa della sua carriera. E per questo, il Sindacato Nazionale dei Giornalisti Cinematografici ha deciso di celebrarlo con un Nastro d’Argento Speciale.

var adunit_wp_verticali_video_category = “film-e-serietv”;

L’anno straordinario di Lino Guanciale, premiato con il Nastro d’Argento Speciale

Nella motivazione ufficiale si citano i 4 titoli che l’hanno visto protagonista quest’anno, ognuno su un territorio completamente diverso dall’altro. La terza stagione di Il Commissario Ricciardi su Rai 1, tratta dai romanzi di Maurizio de Giovanni. L’invisibile – La cattura di Matteo Messina Denaro, la miniserie di Michele Soavi sulla caccia al boss di Cosa Nostra. Le libere donne, ancora con Soavi, ispirata al romanzo di Mario Tobino. Inoltre, è nel cast di Il Conte di Montecristo, la co-produzione internazionale, altro Nastro d’Argento già annunciato. E, poi, c’è  Scuola di seduzione di Carlo Verdone su Paramount+, dove si conferma anche nella commedia. Non basta: dal 28 maggio è al cinema con Innamorarsi e altre pessime idee di Simone Aleandri, in cui dimostra di avere tempi comici tutt’altro che secondari.

La consegna di questo inatteso Nastro d’Argento Speciale sarà il 6 giugno al Teatro San Carlo di Napoli, durante la cerimonia di consegna dei Nastri. La motivazione ufficiale recita:  «per la sua straordinaria capacità di dare vita a personaggi molto diversi mantenendo la stessa intensità interpretativa». Definizione perfetta.

lino guanciale

Lino Guanciale è l’attore dell’anno: quattro serie, un film al cinema e un Nastro d’Argento Speciale per una stagione straordinaria (foto Getty Images)

Lino Guanciale, medico mancato folgorato dal mondo della recitazione

Per capire chi è Guanciale bisogna tornare ad Avezzano, a quel padre medico che aveva per lui un futuro già scritto. «Inizialmente erano disperati. Avevo superato il test per entrare a Medicina, ma poi non mi sono iscritto: per mio padre è stata una delusione fortissima», ha rivelato.

Ma certi destini si annunciano presto: non è un colpo di testa il suo. A 15 anni Guanciale si abbona al cinema d’essai della sua città, poi nell’ultimo anno di liceo entra per la prima volta in un laboratorio di recitazione. Quello che succede lì dentro sorprende anche lui. «Sembra paradossale, ma lì mi sentivo a mio agio. Era come una terapia d’urto: non potevo sfuggire al contatto con gli altri, al giudizio del pubblico». A vent’anni parte per Roma, entra all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico, si diploma nel 2003 vincendo il Premio Gassman al miglior allievo degli ultimi dieci anni. I genitori, alla fine, lo seguono in ogni spettacolo. «Hanno fatto l’unica scelta veramente sensata: sono stati sempre presenti, non si sono mai persi uno spettacolo».

Per Lino Guanciale, il teatro prima di tutto

Quello che molti non sanno, o dimenticano, è che Guanciale è prima di tutto un uomo di teatro. Ha lavorato con Gigi Proietti, Luca Ronconi, Massimo Popolizio, Claudio Longhi, portando sul palco una formazione solida e una fame di testi che non si è mai spenta. Anche nella primavera del 2026, nel mezzo di una stagione televisiva da record, ha trovato il modo di tornare sul palcoscenico: Miracolo a Milano al Piccolo Teatro ha fatto il tutto esaurito per un mese, con le ultime repliche trasmesse su Rai 5. Quando parla del mestiere, Guanciale usa le parole di Hemingway per spiegare come funziona davvero: l’ispirazione vale l’1% del lavoro artistico, la traspirazione il restante 99%. «Un ramificato lavoro di indagine e studio, con l’obiettivo di trovare la chiave per parlare al proprio tempo».

Il fantasma che perseguita Lino Guanciale

L’uomo più visto della televisione italiana porta con sé, ancora oggi, una paura che non passa. «Il mio fantasma? Il giudizio degli altri. Fare questo lavoro paradossalmente mi ha aiutato molto ad affrontarlo: è stato ed è tuttora terapeutico per me. Non si guarisce mai né da quello né dall’ansia. Al massimo uno può imparare a gestirle nella maniera più sana e saggia possibile». Forse è proprio questa inquietudine sotterranea, questo non darsi mai del tutto per arrivato, il segreto di un’intensità che lo schermo cattura e restituisce intatta.

 

Lino Guanciale con la moglie Antonella Liuzzi alla Festa del Cinema di Roma 2024 (foto Ansa)

La moglie, il figlio, la famiglia: la vita privata che Lino Guanciale non racconta

Fuori dai set Guanciale ha scelto una vita lontana dai riflettori, blindata e custodita con determinazione. Nel 2020 ha sposato Antonella Liuzzi, manager e docente universitaria, con una cerimonia intima. Nel 2021 è diventato padre di un bambino, di cui la coppia protegge rigorosamente la privacy. Antonella, figlia dell’ex senatore Pietro Liuzzi, è project manager e docente alla Bocconi: una donna lontanissima dai radar del gossip, esattamente come lui. Sul loro rapporto Guanciale ha detto una cosa sola: «Il primo passo l’abbiamo fatto insieme. È stata la scoperta di un rapporto paritario in cui però bisogna mettersi in gioco fino in fondo».

Altrettanto essenziale è stato sulla paternità. «Essere genitore in generale è la cosa più difficile al mondo, è il lavoro impossibile da riuscire a fare in modo assolutamente perfetto. Si è assolutamente imperfetti nell’esserlo. Quello su cui bisogna cercare di essere impeccabili è nell’essere perennemente in ascolto».

The post Lino Guanciale, l’attore che non smette di stupire: un Nastro d’Argento Speciale celebra il suo anno straordinario appeared first on Amica.


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
 Sara Sirtori

Source link

Di