Da venerdì 31 luglio a lunedì 3 agosto Casciago si prepara a vivere una delle tradizioni più sentite del Varesotto: la festa patronale di Sant’Eusebio, che affonda le radici in documenti risalenti al Duecento. Ne abbiamo parlato con Giacomo Baroni, che da anni ne coordina l’organizzazione.
Da quanto tempo segue la festa di Sant’Eusebio?
«Almeno trent’anni. Ho iniziato a metterci le mani verso i nove, dieci anni, seguendo i nonni che ci hanno tramandato questa festa di generazione in generazione. È un’eredità di famiglia: mio papà Carlo, ma prima ancora i nonni, con lo storico circolo, insieme a mio nonno Vittorio e i suoi amici riuniti al circolo. Sul sito abbiamo pubblicato anche le foto d’epoca, per far vedere com’era la festa una volta e come si è evoluta».
Oggi che ruolo ha all’interno dell’organizzazione?
«Negli ultimi anni sono diventato un po’ l’organizzatore. Mi hanno affidato questa responsabilità, soprattutto per trascinare la parte più giovane del gruppo».
Quante persone lavorano alla riuscita della festa?
«Durante l’allestimento siamo sempre i soliti 10-15, ma nelle serate arriviamo a essere una cinquantina solo in cucina, oltre a tutti i volontari dislocati tra la parte religiosa e i vari momenti della festa. Si muove praticamente tutto il paese, anche se mi piacerebbe che si muovesse ancora di più: i volontari scarseggiano. Quest’anno hanno risposto solo due associazioni, per mancanza di forze, ma una di queste ha comunque organizzato a luglio un evento benefico. E poi c’è sempre la nostra Mutuo Soccorso, e la Pro Loco che dà una mano con le strutture».
Come si articola il programma dei tre giorni?
«Si comincia venerdì: dalle 19 apre il banco gastronomico, poi verso le nove di sera arriva la fiaccolata con l’accensione del pallone votivo. Sabato alle 16:30 parte la processione delle barelle dalla chiesa di Casciago, e alle 23 c’è lo spettacolo pirotecnico, che è il momento clou della festa».
Ci racconta la fiaccolata da Vercelli?
«È legata alla figura di Sant’Eusebio e alle sue reliquie. La tradizione è nata circa trent’anni fa, con la costituzione della comunità pastorale voluta da don Natale. Quest’anno saranno una ottantina le persone coinvolte: ragazzi dell’oratorio, genitori, qualche bambino. Si parte da Vercelli, dove viene aperta la chiesa e si organizza un pranzo comunitario, poi si cammina fino a Casciago».
E le barelle dell’asta di sabato, cosa sono esattamente?
«Sono dei cesti, delle vere e proprie barelle come quelle utilizzate per i malati, riempite però di prodotti tradizionali: salame, frutta e verdura, un tempo anche gli animali che si allevavano in paese, oltre alla tipica pera di Sant’Eusebio. Negli anni si è aggiunta anche una componente più “commerciale”, tra virgolette, con dolci fatti in casa o vino. Tutto viene poi messo all’incanto, un’asta battuta rigorosamente in dialetto: è uno degli aspetti che teniamo di più a preservare».
Lo spettacolo pirotecnico da quanti anni fa parte della festa?
«Da quando ero piccolo io, quindi almeno quarant’anni, forse anche di più. È uno degli spettacoli pirotecnici più attesi della provincia, e arriva tanto pubblico anche da fuori».
Novità per quanto riguarda viabilità e parcheggi?
«Quest’anno abbiamo deciso di cambiare un po’ l’organizzazione: le moto verranno lasciate al parco della Pinetina e lungo il parcheggio di via Piave. Il parcheggio davanti alla chiesetta, dalle 19, sarà riservato solo alle persone con disabilità, per favorirne l’accesso. Come sempre saranno presenti la nostra protezione civile, la polizia locale e l’associazione carabinieri per gestire la viabilità, e le strade chiuse verranno indicate sia con un’apposita ordinanza pubblicata sul sito del Comune sia con segnaletica stradale sul territorio comunale».
Ci sono momenti religiosi particolari da segnalare?
«Abbiamo invitato tutti i sacerdoti che sono passati da Casciago negli anni, e qualcuno ha già confermato la presenza, compreso il nuovo parroco, don Ambrogio Cortesi, che si insedierà tra ottobre e novembre. Sabato mattina ci saranno tre messe, alle 6:30, 8:30 e 10:30, celebrate da diversi sacerdoti che negli anni hanno seguito la nostra comunità. Alle 21 ci sarà il Rosario, mentre lunedì 3 agosto si terrà la messa in ricordo dei defunti».
E il menù della tre giorni?
«Non abbiamo stravolto la tradizione: per la serata di venerdì abbiamo aggiunto le cosce di pollo con patatine fritte, mentre restano confermate l’amatriciana e la tagliatella al ragù, oltre a braciole, salamelle, hot dog e patatine. Il menù completo è comunque disponibile sul sito».
A proposito, quest’anno la festa ha anche un nuovo sito e una pagina Instagram…
«Sì, è una delle novità di quest’anno: abbiamo deciso di puntare anche sui social. Alcune indicazioni le ho date io, ma il sito lo ha realizzato Filippo, che di mestiere si occupa di queste cose e lo ha sviluppato anche con l’intelligenza artificiale. Diverse pagine che seguono sagre e feste ci hanno chiesto di partecipare, e arriveranno a provare il menù e l’atmosfera per farne delle recensioni».
C’è qualcos’altro che i visitatori possono provare, oltre al cibo e ai fuochi?
«Una delle cose che piace di più, soprattutto a chi non l’ha mai fatto, è suonare le campane del campanile storico della chiesetta millenaria: è un’esperienza unica. Si può fare già da venerdì, e poi durante tutta la tre giorni. E poi ci saranno le bancarelle con circa 30 espositori che presenteranno i loro prodotti per colorare e riempire l’attesa dei fuochi sabato 1 agosto».
Qual è il suo augurio per questa edizione?
«La mia grande aspirazione è ricoinvolgere davvero tutto il paese, anche chi è arrivato da poco, soprattutto i giovani. Quest’anno in cucina, tra i volontari, ci sono ormai più bambini che adulti: per questo da settembre vorremmo organizzare alcuni incontri per chi ha voglia di rimettersi in gioco. Ricordo infine che tutto il ricavato della festa va a sostegno della parrocchia di Casciago, per le attività dell’oratorio, il catechismo, il riscaldamento delle aule e le manutenzioni straordinarie».
Per il programma completo e tutte le informazioni: festasanteusebio.it e sulla pagina Instagram @santeusebi.
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