L’Europa è diventata uno dei mercati globali della droga più grandi e remunerativi del pianeta. E la situazione, invece di migliorare, si aggrava: le reti criminali si adattano con una velocità che le forze dell’ordine faticano a eguagliare, i sequestri raggiungono record storici senza che la disponibilità di sostanze sul mercato diminuisca, e la violenza legata al narcotraffico , un tempo concentrata nei grandi porti , si sta diffondendo nelle città medie e nei quartieri periferici di tutta l’Unione. È il quadro che emerge dal briefing pubblicato a maggio 2026 dal Servizio di Ricerca del Parlamento Europeo, che fotografa con precisione la portata del fenomeno e le risposte che Bruxelles sta cercando di mettere in campo.
I numeri di un mercato da 31 miliardi.
I mercati al dettaglio della droga nell’UE , secondo l’esperta Katrien Luyten, hanno generato circa 31 miliardi di euro di vendite nel 2021, equivalenti allo 0,3% del PIL europeo. Una cifra che racconta meglio di qualsiasi altro dato la dimensione economica del problema. Il mercato illegale della cannabis è il più grande nell’UE, con un valore minimo annuo stimato di 11,4 miliardi di euro nel 2020, seguito da quello della cocaina, valutato tra 7,7 e 12,8 miliardi.
Sul fronte della salute pubblica, i dati sono altrettanto preoccupanti. La cannabis resta la sostanza più consumata nell’UE, con circa 24 milioni di adulti che ne hanno fatto uso nell’ultimo anno. La cocaina è la seconda droga più diffusa, con quasi 2,7 milioni di giovani adulti che l’hanno utilizzata nel corso dell’anno. Nel 2023 si sono registrate 7.459 morti per overdose nell’Unione, e i decessi nella fascia 50-64 anni sono più che raddoppiati tra il 2013 e il 2023, riflettendo l’invecchiamento della popolazione di consumatori di oppioidi.
Sequestri record, ma la droga non manca.
I dati sui sequestri sembrerebbero incoraggianti, ma raccontano una storia più complessa. Nel 2023 la cocaina sequestrata ha raggiunto il record di 419 tonnellate, con un aumento del 581% nell’arco di dieci anni. Eppure la disponibilità sul mercato resta alta. Il paradosso si spiega con la crescita parallela della produzione: le reti criminali aumentano i volumi a un ritmo che i sequestri, per quanto imponenti, non riescono a compensare.
Belgio, Spagna e Paesi Bassi hanno registrato i volumi maggiori di sequestri, rappresentando il 72% del totale, a conferma del loro ruolo come principali punti di ingresso della cocaina proveniente dall’America Latina. I porti di Anversa e Rotterdam guidano la classifica delle strutture portuali con più intercettazioni, ma man mano che i controlli nei porti maggiori si intensificano, i trafficanti si rivolgono sempre più spesso agli scali minori.
Narco-sottomarini e droni: la tecnologia al servizio del crimine.
Le rotte e i metodi di trasporto si evolvono con rapidità inquietante. I trasferimenti in mare aperto stanno diventando un metodo sempre più diffuso: una nave madre proveniente dall’America Latina trasferisce la cocaina a un’imbarcazione più piccola al largo delle coste dell’Africa occidentale, da cui poi viene portata a terra o dirottata verso le Isole Canarie.
Il miglioramento dei controlli nei porti e della scansione dei container sta spingendo i trafficanti verso soluzioni sempre più sofisticate: sommergibili semiautonomi , i cosiddetti “narco-sub” , sistemi di comunicazione criptati, droni e natanti autonomi per eludere le forze dell’ordine. Nel maggio 2026, la polizia spagnola ha sequestrato un carico record di cocaina da una nave nell’Oceano Atlantico.
L’Europa non è solo destinazione: è anche produttrice.
Un dato che molti ignorano: l’UE è diventata un importante produttore di droghe sintetiche distribuite a livello globale. Le autorità smantellano in media 500 laboratori di produzione ogni anno. Grandi impianti per la produzione di MDMA, amfetamine, metanfetamine e catinoni sintetici sono stati individuati nei Paesi Bassi, in Belgio e, in misura minore, in Polonia.
A questo si aggiunge il problema ambientale: i rifiuti tossici prodotti dalla sintesi di droghe o dall’estrazione della cocaina vengono spesso smaltiti illegalmente, con gravi rischi per l’ambiente, le comunità locali e le forze dell’ordine.
Il reclutamento dei minori: l’allarme più grave.
Tra le tendenze più inquietanti segnalate nel rapporto c’è il coinvolgimento crescente di giovanissimi nelle reti del narcotraffico. Un fenomeno particolarmente preoccupante è il reclutamento , sia di persona che online , di minori anche molto giovani, utilizzati come corrieri della droga e, nei casi estremi, coinvolti in episodi di violenza e omicidi. La digitalizzazione ha reso questo processo più semplice e più difficile da intercettare: le piattaforme di social media e i sistemi di comunicazione criptati sono diventati strumenti ordinari di arruolamento criminale.
La risposta dell’UE: strategia in cinque pilastri.
Bruxelles ha risposto con una strategia articolata, presentata dalla Commissione europea a dicembre 2025, strutturata attorno a cinque pilastri: preparazione alle minacce emergenti, tutela della salute pubblica, sicurezza e smantellamento delle rotte criminali, riduzione del danno, e cooperazione internazionale.
Sul piano operativo, il piano d’azione contro il traffico di droga 2026-2030 prevede 19 azioni a breve e medio termine, focalizzate su sei aree prioritarie: il contrasto alle nuove rotte e ai nuovi metodi dei trafficanti, la prevenzione del crimine e la protezione dei minori, il potenziamento tecnologico delle forze dell’ordine con strumenti basati sull’intelligenza artificiale, la lotta alle droghe sintetiche, la ricerca e l’innovazione, e la cooperazione internazionale.
Sul fronte istituzionale, l’UE ha rafforzato i mandati di Europol, Eurojust e Frontex, e nel 2026 ha adottato una strategia specifica per la sicurezza portuale, che prevede controlli sistematici sul personale dei porti e una valutazione congiunta degli scali ad alto rischio nei Paesi terzi.
Cosa pensa l’opinione pubblica.
Secondo un Eurobarometro del settembre 2024, il 41% degli europei considera il traffico di droga una preoccupazione grave nella propria area locale, e il 39% dice lo stesso riguardo al consumo di sostanze. Le misure ritenute più efficaci dai cittadini sono sanzioni più dure per i trafficanti, maggiori investimenti in educazione e prevenzione, e lo smantellamento delle reti criminali.
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Martina Cossu
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