«Aerospazio e Difesa sono settori ad alta densità tecnologica e possono dare un contributo fondamentale alla crescita dell’industria europea». Come? Puntando su alleanze industriali transnazionali. Gian Piero Cutillo, condirettore generale di Leonardo, cita l’esempio della joint venture sui veicoli militari siglata due anni fa con il gigante tedesco Rheinmetall: «Ci attendiamo risultati importanti. Puntiamo a realizzare un prodotto destinato all’export, non solo verso altri Paesi europei ma a livello globale». Industria Italiana ha intervistato il top manager del colosso guidato da Lorenzo Mariani a margine del XX Forum di Ahk Italien, la Camera di Commercio Italo-Germanica, dedicato proprio al tema di un “Rinascimento industriale europeo”. Al centro, la crescente importanza di Aerospazio e Difesa nell’interscambio fra i due Paesi ma anche in assoluto, nel contesto economico e industriale europeo.
Il messaggio è netto: per recuperare competitività nei confronti di Usa e Cina servono senz’altro politiche adeguate da parte delle istituzioni, sia nazionali sia comunitarie. Ma le imprese possono e devono fare la propria parte, mettendo a sistema competenze, tecnologie ed eccellenze. Perché l’aerospazio è un settore emblematico? Al centro del programma europeo Safe da 150 miliardi di euro, rappresenta anche una preziosa occasione di diversificazione per la filiera dell’automotive in crisi. Insieme Italia e Germania, i due motori manifatturieri d’Europa, detengono il 12% dell’export mondiale di comparto, una quota ancora lontana dal 25% americano, ma nettamente superiore al 4% cinese. E l’Italia gioca un ruolo di primissimo piano.
D: Dottor Cutillo, quando esprime la necessità di superare le frammentazioni e creare dei champion europei a cosa si riferisce? Collaborazioni, o anche fusioni e acquisizioni?
R: L’importante è fare sistema. Può avvenire attraverso una collaborazione commerciale, una partnership strutturale, creando una joint venture o un raggruppamento temporaneo di imprese per partecipare a una gara d’appalto. L’aspetto rilevante è costruire l’alleanza sugli aspetti industriali. La forma attraverso cui si persegue l’obiettivo dipende da modelli di business e aspetti contingenti, ma il concetto che voglio sottolineare è che la risposta deve essere assolutamente di collaborazione europea, di sistema, non può essere di una singola nazione.

R: Secondo Lei aerospazio e difesa possono dare un contributo importante allo sviluppo dell’industria italiana e dell’industria europea?
R: Non c’è alcun dubbio, lo dimostrano i fatti. Il nostro è un settore ad alta tecnologia, come ha sottolineato l’astronauta Samantha Cristoforetti nel suo intervento sulle potenzialità europee nel settore. I satelliti sono una parte importantissima della difesa e della sicurezza, e vengono anche utilizzati per l’osservazione della terra. Garantiscono una enorme quantità di dati di alta qualità da far processare agli algoritmi di intelligenza artificiale. Un altro esempio sono gli elicotteri. Io per anni ho guidato la divisione elicotteri di Leonardo. Parliamo di una macchina duale. Può trasportare truppe, equipaggiamenti, ma anche salvare persone. La tecnologia è esattamente la stessa. Un costruttore ha un ritorno sull’investimento importante sia sulla parte industriale sia sull’alta tecnologia.
D: Il settore rappresenta un mercato di conversione per l’automotive, e ci sono molti esempi di aziende che hanno intrapreso questa direzione. Non è però difficile che recuperi l’arretramento dell’auto, che resta la prima industria europea?
R: Può dare un contributo importante perché ci sono competenze dell’automotive che sono trasferibili. Come Leonardo stiamo ampliando la nostra catena di fornitura e ci rivolgiamo ad aziende fino a poco tempo fa concentrate solo sull’automotive, che oggi stanno ampliando l’attività all’aerospazio. Componentisti, società di ingegneria, imprese tecnologiche. Noi abbiamo partner che producono sedili sia per l’automotive che per gli elicotteri».

D: Un esempio può essere quello della torinese Sabelt, noto produttore di cinture e sistemi di sicurezza per auto, che di recente è entrata nell’industria aerospaziale con i suoi prodotti. Tuttavia, i volumi produttivi sono più contenuti rispetto a quelli che garantisce l’auto…
R: Certo, però il seggiolino del pilota ha caratteristiche di sicurezza avanzate e la cintura è più pregiata. Il prodotto ha un posizionamento alto sul mercato. Quindi è vero che i volumi sono inferiori, ma in termini di valore unitario c’è invece un guadagno più consistente.
D: Nel futuro di Leonardo, quindi nel 2027, vede crescita e alleanze in Europa. Cos’altro?

R: Sono già due obiettivi ambiziosi. Se, come penso, riusciremo a portare a termine tutti gli obiettivi del piano industriale, potremo ritenerci soddisfatti. Un esempio di alleanze europee è rappresentato dalla collaborazione fra Leonardo e Rheinmetall, da cui ci attendiamo risultati importanti. Puntiamo a realizzare un prodotto destinato all’export, non solo verso altri paesi europei ma a livello internazionale.
D: In che modo state aggiornando il piano industriale?
R: Ci stiamo lavorando proprio in questo periodo, ma restiamo nel solco già tracciato. Lo presenteremo fornendo tutti i particolari all’inizio dell’anno, come da tradizione.
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