Federico Faggin (padre del primo microprocessore al mondo e inventore del touchscreen) il 22 luglio 2026 a Mis di Sagron (TN) ha tenuto una memorabile lezione su ciò che è oltre la tecnologia, nel cuore della sua ricerca sulla fisica della coscienza e ha raccontato perché gli esseri umani possiedono qualcosa di unico e irriducibile a qualsiasi algoritmo: è la capacità di provare sensazioni, emozioni e intuizioni che dà alle nostre vite “il sapore del significato”.
L’evento, organizzato dal Gruppo Genitori Patti Digitali Primiero, Vanoi e Mis, è stato preceduto dalla proiezione esclusiva del docu-film Federico Faggin. L’uomo che vide il futuro, il racconto cinematografico straordinario sull’italiano che ha inventato il cuore tecnologico della Silicon Valley (51′).
Chiara Zagonel, fisica e matematica, è stata la moderatrice. Suo è questo elenco dei punti salienti dell’incontro:
1. Faggin, dopo essere stato presentato come scienziato, racconta l’esperienza straordinaria che ha fatto e che gli ha cambiato la vita. E’ da quel momento che ha dedicato sempre più tempo a conoscere se stesso e la sua coscienza.
2. La materia e il nostro corpo non sono tutto, anzi… quando il corpo muore noi continuiamo a esistere. La maggior parte degli scienziati, invece, si focalizza solo sulla materia e questo ha portato allo scientismo, che è una nuova religione.
3. La fisica quantistica con la sua matematica mette in luce che non ci si può limitare al misurabile, che è una percentuale davvero piccolissima di ciò che esiste. La scienza deve cominciare a indagare la coscienza.
4. Interrogato su cosa sia effettivamente l’IA (Intelligenza Artificiale), ha raccontato che i computer non sono coscienti e fanno solo quello per cui sono stati programmati; sono solo molto più veloci di noi ma non sanno dare significato alle informazioni che maneggiano. Per Faggin l’IA non arriverà mai al sapore del significato, che è l’amore.
5. Per affrontare la sfida data dalla crescente digitalizzazione, Faggin ha affermato che solo un lavoro profondo personale, che ognuno deve fare, può portare a una trasformazione. Anche a livello educativo, chi se ne occupa deve prima lavorare su di sé. I patti digitali sono una proposta che può aiutare purché siano bidirezionali e quindi devono essere rispettati anche dai genitori e dai formatori.
Patti digitali
di Sara Michelotto (Patto Digitale di Primiero, Vanoi e Mis)
«Non siete solo il vostro corpo» e «imparate a collaborare, non a competere». Sono questi i due messaggi che il professor Federico Faggin ha voluto affidare ai giovani durante l’incontro tenutosi lo scorso 22 luglio 2026 a Mis di Sagron (TN), due inviti semplici solo in apparenza, ma profondi e quanto mai attuali in una società in cui il valore delle persone è sempre più spesso misurato dall’apparenza, dalle performance e dalla continua esposizione digitale.
Queste riflessioni nascono da una serata intensa e partecipata: partendo dal tema dell’intelligenza artificiale e del rapporto sempre più stretto tra uomo e tecnologia, il professor Faggin ha guidato i presenti in una riflessione che è andata ben oltre gli aspetti scientifici, riportando al centro la persona, la coscienza e la responsabilità educativa degli adulti. Una domanda, in particolare, ha accompagnato tutto l’incontro: quale futuro stiamo costruendo per i nostri figli nell’era digitale?
Il tema è quanto mai attuale. Solo lo scorso marzo 2026, negli Stati Uniti, Meta e Google sono state accusate di aver favorito meccanismi di dipendenza tra i più giovani. Anche in Europa proseguono le indagini sulle piattaforme di Meta, sospettate di utilizzare sistemi capaci di incentivare un uso compulsivo dei social da parte degli adolescenti.
Noi genitori del Patto Digitale di Primiero, Vanoi e Mis siamo convinti che tutto questo, però, non basti. Crediamo che il cambiamento debba partire dal basso, da chi questi strumenti li utilizza ogni giorno e, soprattutto, dagli adulti che hanno il compito di educare e accompagnare le nuove generazioni. La vera sfida educativa parte dalle famiglie, dalle scuole e da tutte le realtà che accompagnano la crescita dei ragazzi.
Un risveglio di consapevolezza da parte di genitori, insegnanti ed educatori può davvero fare la differenza. Da questa convinzione nascono i nostri Patti Digitali: un percorso costruito a partire dalle domande che, come educatori e prima ancora come genitori, ci poniamo sul benessere dei nostri figli e di tutti i ragazzi.
I Patti Digitali sono una proposta educativa concreta: raccolgono buone pratiche e suggerimenti differenziati per fasce d’età, offrendo alle famiglie uno strumento per definire regole condivise sull’uso dei dispositivi digitali. Si tratta di costruire un’alleanza educativa in cui adulti e ragazzi condividono diritti, doveri e responsabilità.
Il valore del Patto cresce quando supera i confini della singola famiglia e diventa patrimonio della comunità. Le famiglie di una stessa classe, ad esempio, possono scegliere insieme di rimandare la consegna del primo smartphone personale fino al termine della scuola secondaria di primo grado, evitando che la pressione del gruppo condizioni le scelte dei singoli. Allo stesso modo, società sportive, associazioni e gruppi educativi possono adottare regole comuni sull’utilizzo dei telefoni durante allenamenti, attività e trasferte.
Si crea così una rete educativa capace di sostenere i giovani in modo coerente, offrendo loro spazi di relazione autentica, esperienze vissute senza la continua mediazione dello schermo e occasioni per crescere nella libertà e nella responsabilità.
L’incontro con il professor Faggin ha rappresentato un’importante occasione di riflessione. Ma, soprattutto, ha ricordato che il cambiamento non dipende soltanto dalle decisioni delle grandi aziende tecnologiche o dalle sentenze dei tribunali. Dipende anche da noi, dalle scelte quotidiane delle famiglie e dalla capacità di una comunità di educare insieme. È questo, in fondo, il significato più profondo dei Patti Digitali: trasformare una preoccupazione condivisa in un impegno concreto, che possa diventare anche occasione di ri-conoscerci come singoli e ri-scoprirci come comunità.
All’incontro erano presenti alcuni sindaci ed altre autorità. Qui di seguito uno degli interventi più apprezzati, quello del sindaco di Sagron Mis, Marco Depaoli.
Benvenuto Federico Faggin
di Marco Depaoli
A nome mio personale, dell’Amministrazione comunale e della comunità di Sagron Mis, porgo un cordiale benvenuto a Federico Faggin, – fisico di fama internazionale, scienziato, scrittore e imprenditore – a tutti voi e un sincero ringraziamento ai promotori del Patto Digitale tra le Famiglie delle Valli di Primiero, Vanoi e Mis, che hanno voluto organizzare questo importante incontro dedicato al tema:
“Il sapore del significato. Intelligenza artificiale e la sfida dell’educazione di oggi e di domani“.
È per noi un grande onore ospitare qui a Sagron Mis Federico Faggin, una delle figure più autorevoli nel panorama internazionale dell’innovazione tecnologica e protagonista delle più importanti rivoluzioni dell’informatica moderna che gli hanno valso prestigiosi riconoscimenti, ma che ha sempre saputo affiancare alle sue straordinarie invenzioni scientifiche, una profonda riflessione sul rapporto tra tecnologia, coscienza e dignità della persona.
Il tema è di straordinaria attualità e interpella ciascuno di noi come cittadini, genitori, educatori e amministratori.
È particolarmente significativo che questo evento si svolga qui a Sagron Mis, il comune più lontano da Trento, a un passo dal Veneto, una comunità piccola, ma viva e profondamente legata al proprio territorio, da sempre impegnata a custodire e valorizzare questo paesaggio naturale straordinario, ricco di bellezza e di biodiversità. Mantenere vive aree marginali come queste, significa preservare un patrimonio ambientale, culturale e umano di valore inestimabile. Il loro abbandono rappresenterebbe una perdita per tutti, soprattutto oggi, dove tutela ambientale, cambiamento climatico, transizione ecologica e sostenibilità sono priorità strategiche.
Sappiamo bene che vivere in questi territori non è facile e per continuare a farlo, è indispensabile poter contare su servizi essenziali e possibilità di lavoro.
L’innovazione tecnologica è oggi un’opportunità straordinaria se contribuisce a ridurre le distanze, facilitare forme di partecipazione, di comunicazione e di inclusione.
Ringrazio Federico Faggin che con il suo contributo ci offrirà una migliore comprensione delle potenzialità dell’intelligenza artificiale, delle applicazioni e del suo impatto etico, ma anche utili indicazioni sul corretto utilizzo e quindi un’occasione unica per interrogarci sul senso dell’educare e dell’innovare oggi per costruire insieme il futuro.
Grazie a tutti e buon incontro!
Qui di seguito è la registrazione video dell’evento:
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