l’estate chiude con margini ridotti e costi elevati”


In provincia di Siracusa, la stagione estiva delle orticole lascia un bilancio complesso per la Soc. Agr. Zito & Co. Peperoni, melanzane e pomodoro tipo San Marzano hanno dovuto fare i conti con costi di produzione elevati, problematiche agronomiche legate soprattutto alle alte temperature e quotazioni non sempre sufficienti a garantire un’adeguata remunerazione.

“Con gli attuali costi di produzione e le problematiche che caratterizzano i mesi più caldi, si tratta di colture che per la nostra realtà risultano particolarmente onerose e con margini troppo ridotti rispetto ai rischi sostenuti”, spiega Tonino Zito, sintetizzando l’andamento della stagione estiva ormai agli sgoccioli.

© Soc. Agr. Zito & Co.

L’azienda siracusana aveva deciso di sperimentare produzioni differenti rispetto al proprio tradizionale calendario. Tra queste figuravano i peperoni estivi, una prova che, alla luce dei risultati ottenuti, difficilmente verrà ripetuta. “Abbiamo voluto fare qualcosa di diverso durante l’estate, ma l’esperienza ci ha fatto comprendere che dobbiamo valutare con maggiore attenzione la convenienza di queste colture nei mesi più caldi. La produzione del peperone si è scontrata con temperature molto elevate, marciume apicale, virosi e forte presenza di insetti, problematiche che richiedono maggiori interventi e fanno inevitabilmente aumentare i costi di produzione”, spiega Zito.

© Soc. Agr. Zito & Co.

GDO e mercati: andamento differente
Sul fronte commerciale, la stagione ha evidenziato una differenza significativa tra i diversi canali di vendita. I programmi sviluppati con la Grande distribuzione organizzata (GDO) hanno consentito all’azienda di collocare parte delle produzioni all’interno di una forbice di prezzi complessivamente più soddisfacente, pur in presenza di costi produttivi molto elevati. Più difficile, invece, la situazione riscontrata sui mercati tradizionali, dove in diversi momenti le quotazioni sono risultate sensibilmente inferiori e poco remunerative rispetto ai costi sostenuti.

“La GDO ci ha consentito di difenderci meglio, garantendo una maggiore continuità commerciale e quotazioni mediamente più soddisfacenti. Sui mercati, invece, abbiamo riscontrato valori spesso troppo bassi rispetto ai costi necessari per portare il prodotto fino alla raccolta e alla commercializzazione”.

Il problema, secondo Zito, non riguarda esclusivamente il prezzo finale, ma il rapporto tra quotazioni, costi e rischio produttivo. Nelle colture estive, infatti, alle normali spese di produzione si aggiungono maggiori difficoltà agronomiche, minori rese e una crescente incidenza della manodopera.

Melanzane, con il calo delle rese aumenta il costo della raccolta
Anche la campagna delle melanzane ha attraversato momenti complessi. La qualità del prodotto è rimasta buona, ma con l’avanzare della stagione sono diminuite progressivamente le quantità raccolte, facendo aumentare l’incidenza della manodopera per ogni chilogrammo di prodotto.

“Quando la produzione diminuisce, i costi non si riducono nella stessa proporzione. La raccolta diventa più onerosa e questo incide ulteriormente sulla marginalità. Anche in questo caso, i programmi con la GDO ci hanno permesso di ottenere risultati commerciali migliori rispetto alle vendite effettuate attraverso i mercati”.

© Soc. Agr. Zito & Co.

Pomodoro tipo San Marzano: costi difficili da sostenere
Negativo anche il bilancio del pomodoro tipo San Marzano, la cui raccolta si è conclusa nelle scorse settimane. La necessità di effettuare più passaggi di raccolta, insieme ai costi di coltivazione e alle condizioni climatiche estive, ha determinato un’incidenza dei costi particolarmente elevata.

“Il pomodoro è una coltura che richiede molta attenzione e manodopera. Quando si sommano i costi dell’intero ciclo produttivo, della raccolta e della selezione del prodotto, diventa difficile ottenere una marginalità adeguata, soprattutto quando il mercato non riesce a riconoscere il valore necessario”.

© Soc. Agr. Zito & Co.

L’esperienza estiva porta a rivedere il piano colturale
Il risultato della campagna ha quindi portato la Zito & Co. a una riflessione sulle future scelte produttive. L’obiettivo sarà concentrarsi maggiormente sulle colture nelle quali l’azienda dispone di maggiore esperienza, organizzazione produttiva e, soprattutto, di programmi commerciali consolidati. “L’esperienza di quest’anno ci ha insegnato molto. Con gli attuali costi di produzione e le problematiche climatiche e agronomiche che si presentano durante l’estate, colture come peperoni, melanzane e pomodoro risultano per noi troppo costose e rischiose. Non riteniamo conveniente programmarle nuovamente nel periodo estivo alle condizioni attuali”.

Zito sottolinea inoltre l’importanza di disporre di sbocchi commerciali programmati: “Ci siamo difesi soprattutto grazie alla GDO, che ha continuato a sostenerci commercialmente. Senza programmi e clienti consolidati, affrontare produzioni di questo tipo sarebbe ancora più rischioso”.

Per la nuova stagione, l’azienda ha pertanto scelto di concentrare maggiormente la propria attività sulle produzioni storiche dell’azienda, puntando soprattutto su finocchi, cavolo cappuccio e patate novelle, affiancati commercialmente da sedano e lattuga romana lunga.

Quasi 25 ettari destinati ai finocchi
Una delle principali produzioni della nuova campagna sarà il finocchio. “Ne abbiamo messi a dimora quasi 25 ettari. Inizieremo la raccolta tra una decina di giorni e andremo avanti fino a tutto marzo”. La scelta arriva dopo una precedente annata caratterizzata da andamenti molto differenti nel corso della stagione. Secondo Zito, nella prima parte della campagna il prodotto aveva incontrato maggiori difficoltà commerciali, mentre nella fase finale il mercato aveva mostrato un netto miglioramento.

“Attualmente il mercato dei finocchi sta mostrando segnali positivi, ma bisogna essere prudenti nelle valutazioni. Tra qualche settimana entrerà nel vivo la produzione siciliana e aumenteranno sensibilmente i quantitativi disponibili. Il vero andamento della campagna potrà essere valutato quando tutte le principali aree produttive saranno a pieno regime”.

Confermato il cavolo cappuccio
Un’altra referenza sulla quale Zito & Co. continuerà a puntare è il cavolo cappuccio, coltura che l’azienda realizza ormai da diversi anni. Anche in questo caso la precedente campagna aveva mostrato fasi differenti: una prima parte caratterizzata da maggiori difficoltà commerciali e una seconda fase più favorevole, che aveva consentito di recuperare parte della marginalità. La società ha quindi deciso di confermare il cavolo cappuccio, anche grazie ai programmi già sviluppati con la GDO, mentre sono state eliminate alcune altre tipologie di brassiche che non avevano dato i risultati sperati.

Patate novelle: attenzione alla situazione europea
Particolare attenzione è rivolta infine alla prossima campagna delle patate novelle. Zito guarda con interesse alla situazione produttiva europea, dopo una stagione caratterizzata in alcune aree da problematiche climatiche, riduzione dei quantitativi e calibri più contenuti.

“La situazione europea delle patate sarà sicuramente uno degli elementi da seguire nei prossimi mesi. Per le nostre novelle ci sono elementi che inducono a guardare con interesse alla prossima campagna, ma è ancora presto per fare valutazioni definitive. Molto dipenderà dalle produzioni disponibili, dall’andamento climatico e dalla situazione del mercato al momento dell’ingresso delle novelle siciliane”.

Rimane infatti determinante l’incognita climatica. Nella scorsa campagna l’azienda ha subito importanti perdite produttive a causa degli eventi meteorologici estremi, un ulteriore elemento che conferma quanto oggi la programmazione agricola debba necessariamente tenere conto non soltanto delle prospettive commerciali, ma anche dei crescenti rischi legati alla produzione.

Per maggiori informazioni:
Francesco Zito – responsabile alla produzione
+39 331 4001978
Simone Zito – responsabile logistica e lavorazione
+39 338 6813107
ZITO & CO. s.r.l. soc.agr.
via Teti 10
96010 Cassibile di Siracusa (SR)
[email protected]


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