Intesa Sanpaolo entra direttamente nella partita per il controllo di Banca Monte dei Paschi di Siena e lancia un’offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria totalitaria sull’intero capitale della banca senese, a meno di ventiquattro ore dalla proposta di aggregazione avanzata da Banco Bpm. L’offerta prevede un corrispettivo composto da 1,6 azioni Intesa Sanpaolo di nuova emissione e un euro in contanti per ogni azione Mps, per una valorizzazione di 10,091 euro per azione. Il corrispettivo incorpora un premio del 12,5% rispetto al prezzo ufficiale di Mps del 5 giugno e del 17,4% rispetto alla media ponderata degli ultimi tre mesi. L’operazione è stata annunciata con una comunicazione ai sensi dell’articolo 102 del Testo unico della finanza
Il controvalore complessivo massimo dell’offerta, in caso di integrale adesione, sarà di circa 30,6 miliardi di euro, si legge in una nota.
L’avvio dell’offerta è subordinato al rilascio delle autorizzazioni preventive. L’offerta rappresenta un’operazione di “mercato rivolta direttamente a tutti gli “azionisti dell’emittente, tale da garantire loro la possibilità di essere gli artefici, con l’adesione all’offerta stessa, di un’aggregazione tra l’offerente e l’emittente che permetta la piena valorizzazione delle potenzialità dei due gruppi”, si legge in una nota.
Approvato l’acquisto del 3,01 per cento di Generali
Contestualmente il cda di Intesa Sanpaolo, a seguito della decisione di promuovere l’offerta su Mps, ha approvato l’acquisto del 3,01% di Generali e la sottoscrizione con una primaria controparte finanziaria di un contratto derivato di copertura avente quale sottostante la stessa partecipazione.
La partecipazione detenuta da Mediobanca in Generali verrebbe mantenuta come investimento finanziario e non comporterebbe alcun coinvolgimento nella governance della compagnia assicurativa. E’ quanto afferma Intesa Sanpaolo nel documento relativo all’Opas lanciata su Banca Monte dei Paschi di Siena. La banca spiega che, in caso di successo dell’operazione e della conseguente acquisizione indiretta di Mediobanca, la partecipazione in Generali sarebbe mantenuta come “investimento azionario non di controllo”, precisando che non vi sarebbe “alcuna interferenza nella governance di Generali”. Intesa sottolinea inoltre che la quota beneficerebbe del trattamento prudenziale del cosiddetto Danish Compromise, evidenziando che il gruppo è già oggi qualificato come conglomerato finanziario. Secondo la banca, tale elemento rappresenta uno dei fattori che contribuiscono alla sostenibilità patrimoniale dell’operazione. Nel documento si ricorda inoltre che Monte dei Paschi detiene l’86,348% di Mediobanca e che, in caso di perfezionamento dell’Opas, Intesa acquisirebbe indirettamente tale partecipazione.
Con Mps si stima un utile di 16 miliardi al 2029
Il gruppo risultante dall’operazione tra Intesa Sanpaolo e Mps si stima che avrà un utile netto al 2029 pari a oltre 16 miliardi di euro rispetto agli oltre 11,5 miliardi attesi nel piano di Impresa 2026-2029 di Intesa Sanpaolo. Il Roe sarà di oltre il 20%, mantenendo invariato l’assunto conservativo del piano di un tasso euribor stabile a circa l’ 1,95%, e si prevede un ulteriore potenziale di crescita dei ricavi derivante dall’aumento dei tassi rispetto all’assunto conservativo del Piano.
Accordo con Unipol, avrà brand Mps e 635 filiali
Intesa Sanpaolo ha stipulato un accordo con Unipol Assicurazioni nell’ambito dell’Opas volontaria totalitaria lanciata su Banca Monte dei Paschi di Siena. L’intesa, definita nel documento dell’offerta come “Accordo Unipol”, prevede che il gruppo assicurativo acquisisca una banca operante sotto il marchio e i segni distintivi di Mps, con un perimetro costituito da 635 filiali e da gran parte delle strutture centrali necessarie per operare in modo indipendente. Nel dettaglio, Intesa rende noto di avere “stipulato, un accordo con Unipol Assicurazioni” che prevede l’impegno del gruppo assicurativo ad acquisire “l’intero capitale di una entità giuridica bancaria, eventualmente identificata nello stesso Emittente, e comunque operante sotto il marchio e i segni distintivi” di Monte dei Paschi. L’operazione è subordinata al perfezionamento dell’Opas, all’adesione di Mps all’accordo e all’ottenimento delle necessarie autorizzazioni. Il compendio aziendale destinato a Unipol sarà costituito da “un insieme di 635 filiali” di Monte dei Paschi, con i relativi elementi patrimoniali e rapporti giuridici connessi, oltre a “gran parte delle strutture/attività centrali” della banca senese, con le relative attività e passività, necessarie per operare come banca autonoma. Intesa sottolinea che l’Accordo Unipol è “funzionale a gestire proattivamente le tematiche antitrust” legate all’operazione su Monte dei Paschi e precisa che l’intesa “ha natura industriale”. La banca aggiunge inoltre che la sua esecuzione resta subordinata al perfezionamento dell’offerta, promossa da Intesa “in totale ed esclusiva autonomia e con piena e discrezionale potestà decisionale”. Nel documento relativo all’Opas, Intesa evidenzia inoltre che le stime industriali dell’operazione, incluse le sinergie e gli obiettivi dimensionali del gruppo combinato, tengono conto, ove applicabile, dell’avvenuta esecuzione dell’Accordo Unipol.
Con il nuovo gruppo ai soci 61 miliardi al 2029
Intesa Sanpaolo prevede che il gruppo risultante dall’operazione con Mps potrà distribuire circa 61 miliardi di euro per il 2025-2029 rispetto ai circa 50 miliardi previsti nel Piano di Impresa 2026-2029, con una distribuzione cash straordinaria per il 2026-2027 di 2,7 miliardi di euro. Prevista la conferma della politica di distribuzione indicata nel piano di Impresa 2026-2029 di Intesa Sanpaolo, che prevede un payout ratio pari al 95%, riferito all’utile netto contabile, per ciascun anno del 2026-2029, di cui 75% da dividendi cash e 20% da buyback, e ulteriori distribuzioni da valutare anno per anno a partire dal 2027.
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