Gli Ayatollah: lanciati missili balistici. Tel Aviv: colpite strutture missilistiche. Il presidente Usa e la tregua
Israele colpisce Teheran mentre Donald Trump chiede a Benjamin Netanyahu di fermarsi. Dopo la pioggia di missili dell’Iran su Israele in risposta all’offensiva dell’Idf in Libano Tel Aviv risponde con un bombardamento in cui secondo gli Ayatollah sono stati utilizzati anche missili balistici. L’attacco avrebbe avuto obiettivi militari. Poche ore prima, Trump aveva dichiarato che i nuovi attacchi di Israele e Iran non avrebbero influenzato i colloqui di pace della sua amministrazione con Teheran, aggiungendo che il primo ministro israeliano Netanyahu «non è lui a dettare legge».
L’attacco di Israele all’Iran
Trump ha fatto pressioni su Israele affinché interrompesse gli attacchi in Libano per lasciare spazio a un accordo che ponga fine alla guerra con l’Iran, arrivando persino a rimproverare Netanyahu con insulti durante una telefonata la scorsa settimana. Tuttavia, domenica Israele ha lanciato attacchi nell’area di Beirut per la prima volta da quando gli Stati Uniti hanno annunciato un piano di tregua per il Libano la scorsa settimana.
L’Iran ha risposto con una salva di missili contro obiettivi israeliani, mettendo a rischio i colloqui di pace tra Stati Uniti e Iran. Ma Trump ha insistito sul fatto che un accordo per porre fine alla guerra rimane a portata di mano. Sebbene Washington e Teheran abbiano affermato di essere vicine a un accordo preliminare per la riapertura dello stretto, si sono ripetutamente scambiati attacchi, con un’escalation negli ultimi giorni che ha incluso attacchi contro i vicini stati arabi che ospitano basi statunitensi.
Trump e Netanyahu
Trump ha affermato che qualsiasi accordo per porre fine alla guerra deve impedire all’Iran di sviluppare un’arma nucleare ed è sotto pressione per imporre condizioni più severe rispetto a quelle concordate nel 2015 sotto la presidenza di Barack Obama, un accordo che Trump ha poi ripudiato. Le richieste di Teheran includono la revoca delle sanzioni statunitensi e internazionali, il riconoscimento della sua influenza sullo stretto e lo sblocco di miliardi di dollari di beni congelati. Una fonte a conoscenza dei piani statunitensi ha dichiarato sabato a Reuters che Washington potrebbe mettere a disposizione dei paesi vicini del Golfo beni iraniani per riparare i danni inflitti dall’Iran.
08 Giugno 2026 – 05:00
Missili balistici israeliani sull’Iran
08 Giugno 2026 – 04:00
Esplosioni a Teheran: l’IdF colpisce in Israele
Esplosioni sono state udite a Teheran e in altre città iraniane. Lo ha annunciato la televisione di Stato, mentre l’esercito israeliano ha affermato di aver colpito obiettivi militar” in Iran, come riporta l’Afp. «Diverse esplosioni sono state udite a Teheran, Tabriz e Isfahan», ha scritto sinteticamente la televisione di stato su Telegram. «Poco fa, l’aeronautica israeliana ha colpito obiettivi militari appartenenti al regime terroristico iraniano nell’Iran occidentale e centrale», ha scritto l’Idf in un post sul suo canale Telegram.
I vigili del fuoco di Teheran, citati dall’agenzia di stampa Irna, affermano che «le aree urbane» della Capitale «non sono state prese di mira». L’agenzia ha riferito che due esplosioni sono state udite nella zona ovest di Teheran alle 4:43 e alle 4:45 ora locale e che un portavoce dei vigili del fuoco della città ha annunciato che «le aree urbane non sono state prese di mira». Il portavoce ha aggiunto che il dipartimento rimane in stato di allerta.
08 Giugno 2026 – 03:00
L’Iran colpisce il Kurdistan
Lunedì 8 giugno le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno preso di mira i quartier generali di gruppi terroristici nel Kurdistan iracheno, secondo quanto riportato dai media statali di Teheran. «Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) ha preso di mira i quartier generali di gruppi terroristici a Sulaymaniyah, in Iraq», ha scritto l’agenzia di stampa iraniana IRNA su Telegram. Il dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha dichiarato che droni, missili o razzi sono stati avvistati anche nello spazio aereo giordano.
08 Giugno 2026 – 02:00
Da Usa nessun semaforo verde a Israele sugli attacchi a Beirut
La Casa Bianca non ha dato il semaforo verde all’attacco israeliano contro Beirut, che ha portato all’attacco missilistico dell’Iran contro Israele di questa sera. Lo riporta il giornalista di Axios, Barak Ravid, citando un funzionario statunitense, che ha aggiunto: «Non eravamo parte di questo evento». Secondo il media durante la telefonata di oggi dopo gli attacchi missilistici iraniani contro Israele, Trump ha detto a Netanyahu di aspettare dal mettere in atto una reazione, perché «siamo vicini a concludere qualcosa di positivo in termini di accordo», secondo quanto riferito da un funzionario statunitense ad Axios.
Netanyahu – secondo la ricostruzione – ha reagito, ma alla fine ha «pseudo accettato» di fare un passo indietro. «Pensiamo che il presidente abbia guadagnato un po’ di tempo. E’ piuttosto convinto che siamo vicini a un accordo con l’Iran. Non credo che ci sia nulla di imminente in termini di un attacco israeliano», ha dichiarato il funzionario statunitense. «Ci troviamo in un momento cruciale: perché mettere a repentaglio un potenziale accordo quando siamo nel quarto trimestre? Il Presidente pensa che siamo in questa situazione da tre mesi e che ora sia il momento di porvi fine», ha concluso il funzionario statunitense, parlando con Axios.
08 Giugno 2026 – 01:00
Trump: Netanyahu deve accettare l’accordo
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu non avrà altra scelta che accettare qualsiasi accordo gli Stati Uniti negozieranno con l’Iran. A spiegarlo, in un’intervista telefonica al Financial Times, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Netanyahu «non avrà scelta», ha dichiarato Trump al Financial Times. «Sono io a dettare legge. Sono io a dettare legge. Lui (Netanyahu) non ha voce in capitolo», ha detto ancora il presidente Usa. Trump ha affermato che gli attacchi iraniani non hanno modificato la sua volontà di concludere i negoziati tra Stati Uniti e Iran. «Non avrà alcun impatto sull’accordo», ha detto al Financial Times. E ancora: «Vedremo come andrà a finire. Ma gli attacchi missilistici contro Israele non hanno lasciato il segno. È una di quelle cose che vanno avanti da 3.000 anni, o da 47 anni, a seconda di come si conta».
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Alessandro D’Amato
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