CRIMINALITÀ, operazioni di contrasto. Friuli Venezia Giulia, droga: cambia la musica


Udine, 1 agosto 2026 – Con un dispiegamento di forze di quasi duecento militari coordinati dalla Guardia di Finanza di Udine, nella mattinata del 28 luglio scorso è stata portata a termine la vasta operazione di polizia denominata «Change the Music», culminata con l’esecuzione di ventiquattro misure restrittive della libertà personale nei confronti di persone per lo più residenti nella Bassa friulana, ritenute appartenenti a un’associazione criminale dedita alla commissione del reato di traffico di sostanze stupefacenti. I provvedimenti sono stati emessi dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trieste, all’esito di un’articolata e complessa indagine diretta dalla Direzione Distrettuale Antimafia del Capoluogo giuliano eseguita dai militari della Guardia di Finanza del Gruppo di San Giorgio di Nogaro, grazie alla quale è stato possibile fare luce sul rilevante traffico di sostanze stupefacenti nei comuni delle Provincie di Trieste, Udine e Gorizia.

ARMATI E ASSUNTORI DI SOSTANZE STUPEFACENTI

I delitti contestati concernono l’associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti (dei quali agli articoli 73 e 74 del Dpr. n.309/90) con le aggravanti dell’essere l’organizzazione criminale composta da più di dieci sodali, dediti all’assunzione di stupefacenti, alcuni dei quali armati. Le misure restrittive della libertà personale vengono assunte all’esito di complesse investigazioni effettuate mediante indagini finanziarie e attività di natura tecnica condotte contestualmente ai tradizionali servizi di osservazione dinamica dei sospettati. Nel corso delle indagini condotte in precedenza dalle Fiamme gialle erano già stati arrestati e tradotti in carcere per i medesimi reati altre otto persone.

DELINQUENTI A CAVALLO DI UN CONFINE CHE NON C’È PIÙ

Le investigazioni di polizia, in linea con le direttive emanate dal Comando Regionale della Guardia di Finanza del Friuli Venezia Giulia, sono il portato dell’attività di intelligence del Reparto che, operante sul territorio, è riuscito a valorizzare le informazioni fornite dalla cittadinanza. L’associazione criminale era di tipo piramidale e rinveniva al suo vertice un cittadino sloveno, ritenuto dagli inquirenti di notevole levatura criminale, che attualmente è astretto a detenzione in carcere all’estero, tuttavia già noto all’Ufficio per essersi reso responsabile di reati connessi agli stupefacenti, oltreché di omicidio, per il quale ha già scontato una pena sedici anni di reclusione.

LE REGOLE D’INGAGGIO DEL SODALIZIO CRIMINALE

Le regole di ingaggio dettate dal vertice dell’organizzazione criminale dovevano venire puntualmente osservate dai tre indagati, tutti di cittadinanza italiana e poco più che ventenni, che nel loro ruolo di promotori e organizzatori di ciascun gruppo, dagli stessi capeggiato, avevano suddiviso il territorio friulano in piazze di spaccio che gestivano in maniera autonoma. Alla capillare distribuzione delle sostanze stupefacenti provvedevano altri affiliati (i cosiddetti cavalli), alcuni dei quali giovanissimi, con compiti che, in sulla base del grado di incondizionata sudditanza psicologica nei confronti dei rispettivi capi del territorio e dell’indiscussa affidabilità acquisita nel tempo, erano in grado di prevedere la gestione e la raccolta del denaro, la partecipazione a incontri con i livelli gerarchici superiori e la condivisione di alcune informazioni sulle modalità di esecuzione dei traffici illeciti.

UN MERCATO RICETTIVO

Ulteriori sodali, reclutati nell’ambito dell’associazione criminale, ma posti al di fuori dei tre livelli gerarchici, erano preposti alla custodia delle sostanze stupefacenti, alla pesatura e suddivisione in parti nonché, nella veste di chimici, alla miscelazione con additivi, ad esempio bicarbonato, e al taglio delle droghe per accrescerne il valore economico di mercato. Il livello di pericolosità raggiunto dall’organizzazione è testimoniato dalla varietà delle sostanze stupefacenti smerciate, quali hashish, marijuana, cocaina, estratti oleosi di cannabis oppure la micidiale e ricercata cocaina rosa, comunemente chiamata droga delle feste e dello sballo, che si compone di un pericoloso cocktail di sostanze stupefacenti sintetiche dagli effetti dannosi e imprevedibili.

DROGA, SOLDI ED EDONISMO

Nel loro vivere quotidiano i giovani indagati mantenevano un tenore di vita nettamente sproporzionato rispetto alle possibilità economiche dichiarate, ostentando anche pubblicamente i facili guadagni ottenuti e non lesinando spese per viaggi all’estero o vacanze in rinomati luoghi di villeggiatura. I modelli idiomatici ricorrenti a cui si ispiravano erano personaggi di serie televisive che esaltano figure criminali ovvero cantanti di musica trap che nei testi inneggiano la violenza, l’uso delle armi e l’assunzione delle sostanze stupefacenti. La devozione verso questi ultimi era tale da spingere alcuni sodali a realizzare e pubblicare video musicali con contenuti espliciti relativi all’uso delle sostanze stupefacenti.

MOLTE PERSONE ARRESTATE

Al termine delle attività sono state eseguite ventiquattro ordinanze di custodia cautelare nei confronti degli appartenenti al sodalizio criminale, delle quali nove in carcere con traduzione dei soggetti nelle case circondariali di Gorizia, Pordenone, Trieste, Udine e Treviso, quattordici agli arresti domiciliari con applicazione dei dispositivi elettronici di controllo e divieto di comunicazione con persone diverse dai familiari conviventi e uno con obbligo di dimora e prescrizione di non allontanarsi dal comune di residenza senza autorizzazione della magistratura. Nel quadro della stessa indagine erano già state arrestate otto persone per il reato di traffico di sostanze stupefacenti.

REVOLVER E SCANNER ANTI INTERCETTAZIONE

Complessivamente sono stati rinvenuti e sottoposti a sequestro undici chilogrammi di hashish, diciassette chilogrammi di marijuana, oltre sei chilogrammi tra cocaina bianca, rosa e nera e un chilo e mezzo di sostanze da taglio e droghe sintetiche, materiale vario occorrente per la pesatura ed il confezionamento in dosi delle sostanze stupefacenti, nonché telefonini, sim card e quattro scanner anti-intercettazione. Sono stati anche rinvenuti due revolver con cartucce e silenziatori, quattro pistole a salve, numerosi coltelli, due katane, un machete e altri strumenti atti ad offendere quali taser e una balestra da tiro. Oltre ai riscontri avuti dai sequestri, grazie alle conversazioni intercettate, spesso molto chiare ed esplicite, è stato possibile ricostruire forniture e smercio dello stupefacente per oltre ottocento chilogrammi, per un giro di affari ammontante a  decine di milioni di euro.


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Redazione Insidertrend

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