L’apertura: i numeri da ricordare
Azimut|Benetti, Ferretti e Sanlorenzo hanno chiuso il 2025 con ricavi complessivi di circa 3,7 miliardi di euro, utili per circa 346 milioni e backlog attorno ai 4,3 miliardi. Tutti e tre hanno cassa netta positiva. Sono oltre i tre quarti del giro d’affari dei 13 bilanci di cantieri analizzati da SUPER YACHT 24 con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale. Il valore complessivo è indicativo, perché considera ricavi e valore della produzione a seconda dei soggetti esaminati.
Attorno a loro c’è un sistema di cantieri “indipendenti” (non facenti pare di un gruppo e quindi senza un bilancio consolidato) in cui, a volumi spesso rilevanti, i margini sono più sottili:
- Backlog e acconti: Palumbo dichiara circa 800 milioni di portafoglio ordini con un patrimonio netto di 6,9 milioni. Cantiere delle Marche ha 124 milioni di acconti clienti contro 6,6 milioni di patrimonio netto.
- Segnali di tensione: Next Yacht Group ha un covenant bancario non rispettato. Baglietto chiude con una perdita di 36,4 milioni, dovuta quasi interamente alla partecipata americana Bertram. Tankoa chiude in perdita di 1,7 milioni e il suo EBITDA positivo di 2,0 milioni dipende da un risarcimento una tantum di 7,2 milioni.
- Crisi conclamata: The Italian Sea Group ha un patrimonio netto negativo di 376,5 milioni, ha depositato un ricorso ai sensi dell’art. 44 del Codice della crisi, e la società di revisione ha dichiarato l’impossibilità di esprimere un giudizio sul bilancio.
- Eccezione di solidità: Codecasa non ha debiti bancari e ha una cassa netta di 36,6 milioni a fronte di un patrimonio netto di 40,9: è il bilancio più solido del campione.
Il campione e come leggerlo
Sono stati esaminati i bilanci 2025 di Azimut|Benetti, Ferretti e Sanlorenzo (consolidati), di The Italian Sea Group (solo comunicato stampa) e di nove cantieri con bilancio d’esercizio civilistico: Overmarine, Palumbo Superyachts, Baglietto, Rossinavi, Tankoa Yachts, Cantiere delle Marche, Next Yacht Group, Amer Yachts, Arcadia Yachts e Cantieri Navali Codecasa Tre. A questi si aggiunge Cantieri di Pisa, in forma abbreviata.
Due avvertenze sono necessarie per leggere i confronti:
- Esercizi diversi: Azimut|Benetti, Overmarine e Cantieri di Pisa chiudono al 31 agosto 2025, gli altri al 31 dicembre.
- Il fatturato civilistico inganna: I cantieri custom contabilizzano a stato avanzamento, quindi i “ricavi delle vendite” dipendono da quante barche vengono consegnate nell’anno. Rossinavi nel 2025 non ha consegnato nessuna unità, dopo quattro e 123 milioni di ricavi nel 2024. Il suo valore della produzione però cresce del 25%. Per confrontare i cantieri conviene usare il valore della produzione.
Il mercato visto dai cantieri
Le relazioni sulla gestione citano fonti di settore con metodologie diverse.
- Boat International (riportata da Arcadia): gli ordini mondiali di superyacht scendono di circa il 4%, da 1.138 a 1.093 unità. La quota italiana sale di due punti al 52%, con 568 ordini. L’Italia pesa il 56% degli ordini per unità e il 36% per valore.
- SuperYacht Times (citata da Baglietto): gli yacht in costruzione nel mondo passano da 695 a 691. L’Italia è prima con 371 progetti, contro i 119 della Turchia e i 67 dei Paesi Bassi. Il Paese ha una media di 517 GT per ordine, contro i 1.712 dei Paesi Bassi e i 4.663 della Germania.
- Dati di settore dal report “The State of the Art of the Global Yaching Market” (IV Edizione) realizzato da Deloitte in collaborazione con Confoindustria Nautica (riportati da Palumbo): il mercato globale delle nuove costruzioni vale 33,3 miliardi (−2,1%). La produzione italiana è stimata tra 5,4 e 5,5 miliardi, con circa il 70% riconducibile a grandi yacht e superyacht. Circa il 90% è esportata, di cui il 70% verso paesi extra-UE.
I numeri non sono sovrapponibili perché le soglie dimensionali cambiano, ma il messaggio è lo stesso. Il mercato dei grandi yacht tiene e l’Italia consolida la leadership, mentre la nautica più piccola rallenta, soprattutto verso gli Stati Uniti. Overmarine lo scrive esplicitamente: i superyacht trainano la crescita, la piccola nautica cala.
Azimut|Benetti
Il valore della produzione consolidato è di 1.561 milioni (+10%). L’EBIT è di 203,7 milioni, il patrimonio netto sale a 538,6 milioni da 415,3 e la posizione finanziaria netta è positiva per 518 milioni. La relazione la data “31 agosto 2024”, probabilmente un refuso per il 2025. Il capitale circolante netto è negativo per 169 milioni, a conferma di un modello finanziato dagli acconti dei clienti.
La divisione Benetti, la più legata ai grandi yacht, ha un valore della produzione di 656 milioni (+28% rispetto a 513) e ricavi per 581. Il 55% delle vendite è andato in Nord e Sud America, il 30% in Europa, il 15% nel resto del mondo. La divisione Azimut vale 845 milioni (861 nel 2024), incluso il contributo di 93 milioni di Azimut do Brasil, che ha venduto 42 imbarcazioni e fatto 9 milioni di EBITDA.
Il gruppo si dichiara per il 26° anno leader mondiale sopra i 24 metri nel Global Order Book 2026, con 163 unità in costruzione per 5.924 metri complessivi. Gli investimenti sono stati di circa 72 milioni, gli affidamenti bancari di 759 milioni, utilizzati per una quota minima. Nel dicembre 2024 ha rilevato il 90% di Team Cup, società di carpenteria navale e vetroresina.
Ferretti
Il Gruppo ha acquisito ordini per 1.136,6 milioni, in linea con i 1.139,3 del 2024. Il backlog a fine 2025 è di 1.715,7 milioni (+3,1% su dicembre 2024, +14,5% sul 30 settembre). L’EBITDA adjusted è di 202,8 milioni (+6,7%), con un margine del 16,5% sui ricavi netti nuovo, in aumento di 30 punti base. Ha distribuito un dividendo di 0,10 euro per azione, circa 33,8 milioni.
Il segmento Super Yacht genera il 15,5% dei ricavi netti nuovo. Nel 2025 gli ordini del segmento sono stati due unità del portafoglio di marca, contro due su misura e tre di marca nel 2024.
La ripartizione geografica dei ricavi netti nuovo mostra uno spostamento verso il Medio Oriente. L’area MEA vale 372,3 milioni (30,2%, dal 23,0%), l’Europa 540,5 milioni (43,9%, dal 50,6%), le Americhe 298,3 milioni (24,2%) e l’Asia-Pacifico 20,6 milioni (1,7%). È un dato di bilancio, da leggere accanto alle preoccupazioni geopolitiche citate da altri cantieri.
Sanlorenzo
I ricavi netti salgono del 4,0% a 1.002,1 milioni. I ricavi netti nuovo sono 960,4 milioni (930,4 nel 2024). L’EBITDA è di 180,6 milioni (18,0% dei ricavi netti), l’EBIT di 139,9 milioni, l’utile di gruppo di 107,4 milioni (+4,2%). L’utile ante imposte scende però da 141,5 a 137,0 milioni. Il tax rate del 20,3% riflette il beneficio patent box relativo al periodo 2020-2024.
La cassa netta cala da 29,1 a 20,1 milioni. La relazione la attribuisce al pagamento di dividendi per 34,8 milioni e all’incremento del capitale circolante netto, passato da 36,0 a 99,8 milioni. Gli oneri finanziari netti sono 2,7 milioni, contro proventi netti di 2,0 nel 2024, dopo le acquisizioni di Simpson Marine e Nautor Swan.
Le consegne scendono a 115 yacht (121 nel 2024). La divisione Yacht passa da 63 a 48 unità, mentre Superyacht cresce da 6 a 8, Nautor Swan da 12 a 19 e Bluegame resta a 40. Il backlog netto è di 1.002,5 milioni, appena sotto il miliardo del 2024. Gli investimenti scendono a 49,4 milioni, dai 188,1 del 2024 che includevano le operazioni straordinarie.
BDO ha rilasciato giudizi senza rilievi sul bilancio. Gli aspetti chiave della revisione sono la valutazione delle attività da contratti (294,8 milioni, pari al 24% dell’attivo) e il recupero dell’avviamento (69,6 milioni, più 40,8 milioni di marchi “Swan” e “Simpson”). Il collegio sindacale non ha osservazioni e richiama l’attenzione sull’evoluzione del Medio Oriente.
Il modello del general contractor
I conti mostrano una struttura di costo comune. Nei cantieri indipendenti i costi per servizi, cioè le lavorazioni affidate all’esterno, assorbono dal 56% al 75% dei costi della produzione. Il costo del personale pesa tra il 4% e il 10% del valore della produzione.
Tankoa contabilizza la maggior parte delle lavorazioni esterne tra le materie prime (86,5 milioni, circa l’83% dei costi della produzione) e solo 4,8 milioni tra i servizi, quindi il dato sui servizi non è confrontabile. Il personale pesa l’8,4% del valore della produzione.
Anche Codecasa contabilizza gran parte delle lavorazioni tra le materie prime (10,3 milioni, circa il 61% dei costi della produzione): il suo personale, 14 dipendenti, pesa il 6,6% del valore della produzione.
Nel caso di Baglietto è la stessa società a spiegarlo. Il cantiere ha scelto il ruolo di general contractor per mantenere una struttura snella, affidando la maggior parte delle commesse a imprese esterne. Il vantaggio è la flessibilità, ma il margine dipende dalla capacità di controllare tempi e costi dei subappaltatori. La relazione ricorda che le penali contrattuali difficilmente sono trasferibili per intero ai fornitori.
Il paradosso dei backlog con patrimoni sottili
Gli acconti dei clienti finanziano la costruzione, e in molti bilanci il patrimonio netto è una frazione minuscola dell’attivo:
Palumbo ha un attivo di 343,4 milioni (da 226,8), rimanenze di 271,3 e acconti di 284,3. Cantiere delle Marche ha debiti totali di 153,6 milioni a fronte di un patrimonio netto di 6,6, circa 23 volte. Il suo indice di indebitamento è sceso dal 24,35 del 2024 al 23,25. Rossinavi ha rimanenze di 176,2 milioni, da 70,3. Tankoa ha 114,0 milioni di rimanenze e 108,3 di acconti a fronte di un patrimonio netto di 16,7 milioni. All’estremo opposto Codecasa Tre ha un patrimonio netto di 40,9 milioni su un attivo di 44,5, acconti per appena 1,0 milioni e nessun debito bancario.
In un sistema così, finché le commesse chiudono in linea con i preventivi il modello regge. Un errore di stima, un ritardo o una penale su una singola unità può però pesare sul bilancio più dell’intero utile annuo. Cantiere delle Marche lo documenta: due delle cinque consegne 2025 erano state contrattualizzate prima della guerra in Ucraina, e le loro marginalità sono state compresse dai maggiori costi di materiali e appalti.
Le schede dei cantieri
Overmarine
L’esercizio al 31 agosto 2025 segna un raddoppio dell’EBITDA, da 12,6 a 25,4 milioni, e dell’utile, da 7,1 a 15,7. Resta sotto il picco del 2023, quando l’EBITDA era di 38,8 milioni. I ricavi di vendita scendono del 6%, a 209,5 milioni, mentre il valore della produzione sale del 7,7%.
La posizione finanziaria passa da +33,9 milioni a −16,4, con i debiti bancari saliti da 8,1 a 31,7 milioni. Secondo la relazione, il saldo è influenzato da crediti verso clienti di circa 20 milioni incassati nei primi giorni dell’esercizio successivo. Il patrimonio netto è 42,9 milioni, circa il 20% dell’attivo. La società esclude dubbi sulla continuità aziendale grazie al portafoglio ordini acquisito.
Palumbo Superyachts
Costruisce yacht e superyacht tra 20 e 100 metri e ha quattro marchi: ISA Yachts, Columbus Yachts, Mondo Marine ed Extra Yachts. Il valore della produzione cresce del 22% a 157,6 milioni, mentre i ricavi di vendita scendono da 81,9 a 45,5 per il minor numero di consegne. L’EBITDA sale a 7,0 milioni (5,5), l’EBIT a 3,0 e l’utile è di 1,1 milioni.
La cassa netta cala da 23,7 a 9,4 milioni, con liquidità di 22,5 milioni (33,0 nel 2024). L’indice di liquidità generale è 0,97 e quello primario 1,09, calcolato escludendo gli acconti. La società collega la riduzione di cassa alla fase di forte assorbimento di capitale circolante dei lavori in corso.
Baglietto
La gestione industriale tiene, il bilancio no. Il valore della produzione è di 157,0 milioni (+1,7%) e i ricavi di vendita 165,7 (+7,2%), con sette yacht consegnati: due da 40 metri della serie DOM, tre da 52 metri della T-Line, un 35 e un 44 metri. L’EBITDA è 6,9 milioni (6,6 nel 2024), pari al 4,4% del valore della produzione operativa. L’EBIT normalizzato è 2,4 milioni.
Il risultato netto è invece una perdita di 36,4 milioni (utile di 1,1 nel 2024). Le rettifiche straordinarie legate al marchio Bertram valgono 37,6 milioni:
– svalutazione della partecipazione in Bertram LLC per 30,4 milioni, dopo che il business plan della controllata ha fatto emergere indicatori di impairment;
– azzeramento dei finanziamenti e crediti verso la controllata indiretta Bertram Yachts LLC, citata come “impossibilità sopravvenuta di adempiere”. I finanziamenti pesano per circa 4,3 milioni e i crediti commerciali per il resto.
Bertram LLC ha chiuso il 2025 con una perdita di 28,2 milioni. La partecipazione residua è iscritta a 28 milioni. La stessa relazione presenta un conto economico pro-forma che isola Baglietto da Bertram: il solo cantiere avrebbe un risultato lordo positivo di 1,85 milioni e un utile netto di 1,78.
Sul piano patrimoniale, la controllante Aurelia ha rinunciato a crediti per 42,99 milioni (25,2 di finanziamenti soci e 17,8 di debiti commerciali verso la controllante), trasformati in riserve di versamenti in conto capitale. Il patrimonio netto è così salito da 22,8 a 29,5 milioni. In termini aritmetici, senza quella rinuncia sarebbe stato negativo per circa 13,5 milioni.
La posizione finanziaria netta è di −14,2 milioni (−12,9), con liquidità di 6,2 milioni (14,8) e debiti bancari di 20,4 milioni (6,5). L’attivo è per quasi il 64% acconti clienti (179,8 milioni, da 209,1) e per il 65% rimanenze (184,5 milioni). La società cita sei nuovi contratti per yacht tra 35 e 48 metri, il completamento dell’impianto per l’idrogeno verde a La Spezia, la crescita del refit e l’attività “Baglietto Navy”. Quest’ultima include il refit dell’Orsa Maggiore e quattro unità addestrative per la Marina Militare, in ATI con un altro operatore. Si colloca all’undicesimo posto mondiale tra i player.
Il revisore PwC ha espresso un giudizio senza modifica, il collegio sindacale non ha rilievi. L’organico medio è di circa 115 persone. Gli amministratori prevedono per il 2026 “il mantenimento del break-even point”: una prospettiva prudente, non di crescita della redditività.
Rossinavi
Società specializzata in grandi yacht full custom, nel 2025 non ha consegnato nessuna barca. Il valore della produzione sale da 87,6 a 109,3 milioni. L’EBITDA è 5,4 milioni (5,8 nel 2024), l’utile 1,5 milioni. Il patrimonio netto è 9,3 milioni a fronte di un attivo di 231,8 milioni (137,0 nel 2024).
La cassa netta cala da 23,3 a 13,8 milioni. Il cantiere ha varato il primo Nolimits NL45, con consegna a maggio 2026. La relazione cita trattative per le unità NL37+ e NL45 e sottolinea l’interesse di armatori per superyacht totalmente personalizzati oltre i 50 metri.
Tankoa Yachts
Il cantiere genovese chiude il 2025 con una perdita di 1,7 milioni (3,8 nel 2024), ma il dato operativo positivo dipende da un evento straordinario. Il valore della produzione sale del 18% a 103,0 milioni, mentre i ricavi di vendita scendono del 12,5% a 84,2. L’EBITDA indicato dalla società è di 2,0 milioni (−2,1 nel 2024), ma comprende 7,2 milioni di risarcimento riconosciuto da un cliente dopo la risoluzione del contratto per suo inadempimento, iscritto tra le sopravvenienze attive. In termini aritmetici, senza questa voce l’EBITDA sarebbe negativo per circa 5,1 milioni.
La relazione attribuisce il risultato ai ritardi di avanzamento legati al sito di Civitavecchia, alle inadempienze di alcuni fornitori strategici e a un forte aumento dell’organico che ha generato inefficienze. Le penali concordate sulle tre consegne dell’anno (due 55 metri della gamma T550 Sportiva e un 45 metri T450) valgono circa 1,8 milioni. Il cantiere è entrato nella Top 20 mondiale del Global Order Book di Boat International e punta ad almeno tre consegne l’anno nel segmento custom in metallo oltre i 45 metri.
La relazione non quantifica il portafoglio ordini. Elenca cinque unità vendute in costruzione (da 45 a 56 metri), tre commesse avviate in proprio e altre in fase di carpenteria a Civitavecchia. Per il 2026 sono previste le consegne di C114, C118 e C131. La commessa in proprio C116 è stata oggetto di risoluzione contrattuale nel 2026 per il venir meno delle condizioni finanziarie dell’acquirente, e il cantiere ha avviato la rivendita a condizioni migliori di quelle originarie. Dopo la chiusura è stata venduta la quarta unità T450 da 45 metri.
La posizione finanziaria passa da una cassa netta di 8,2 milioni a un indebitamento netto di 3,3, con liquidità di 14,6 milioni (22,3) e debiti finanziari di 17,9 milioni, inclusi un prestito obbligazionario da 2 milioni e un finanziamento di 2,5 milioni del socio Rivas International. Il patrimonio netto scende da 18,4 a 16,7 milioni (8,8% dell’attivo). I debiti verso fornitori salgono da 28,7 a 41,5 milioni, gli investimenti sono stati di 8,1 milioni e il cantiere ha rilevato il ramo d’azienda OTAM. L’indice di liquidità primaria è 0,19.
Cantiere delle Marche
Specializzato in explorer yacht, ha consegnato cinque unità nel 2025. I ricavi netti sono 99,9 milioni (+11%) e l’EBITDA 6,8 milioni, da 3,6. L’utile è di 0,44 milioni. Il patrimonio netto è 6,6 milioni, i debiti bancari scendono a 4,7 milioni e la liquidità sale a 22,8.
Ha accantonamenti per 2,26 milioni e fondi rischi per 3,5. Il Business Plan 2026/2028 sostiene la continuità aziendale. La società osserva che la perdita di committenza russa non preoccupa per il successo commerciale in corso. Aggiunge che l’impossibilità di eseguire contratti in area russa ha liberato slot produttivi sul mercato, il che può alterare le dinamiche competitive.
Next Yacht Group
Produce a marchio Maiora e AB Yachts. Il valore della produzione cresce del 12,5% a 84,2 milioni, mentre i ricavi di vendita si dimezzano a 37,4 milioni per il diverso timing delle consegne. Il risultato operativo passa da −2,7 a +4,1 milioni, l’utile da −3,9 a +0,17.
È il cantiere con la crescita patrimoniale più marcata: rimanenze a 106,9 milioni (+45), immobilizzazioni cresciute di oltre 11 milioni, acquisto del sito produttivo di Massa, stampi e brand. Gli investimenti sono stati sostenuti dai soci, con 13,8 milioni di versamenti in conto futuro aumento di capitale, che portano il patrimonio netto a 62,2 milioni (48,0).
La liquidità scende da 17,2 a 6,9 milioni. I debiti bancari sono 57,9 milioni e gli oneri finanziari crescono del 65%, a 3,5 milioni. La nota integrativa segnala che, tra i covenant bancari, solo quello PFN/EBITDA non è stato rispettato. Non dice se sia stata ottenuta una deroga.
Amer Yachts
Il cantiere ligure è diventato Amer Yachts S.p.A. con aumento di capitale di 6 milioni e ingresso di un nuovo socio di minoranza. Il valore della produzione scende del 17% a 54,7 milioni, i ricavi di vendita da 65,7 a 39,1. L’EBITDA sale però a 8,0 milioni (1,5), prima di un accantonamento per rischi di 3,0 milioni. L’utile è di 2,7 milioni.
Ha investito oltre 6 milioni nel nuovo sito di Pisa e ha una struttura con maggiore leva finanziaria: debiti bancari di 27,0 milioni contro cassa di 0,2. A luglio ha consegnato un Amer 120 e ha varato l’Amer 42, primo explorer in acciaio e alluminio con propulsione dislocante a bassi consumi, con consegna nel 2026.
Arcadia Yachts
I ricavi netti raddoppiano da 19,0 a 39,1 milioni grazie alla vendita di unità già costruite, e le rimanenze scendono da 26,3 a 10,3 milioni. L’EBITDA scende a 1,5 milioni (2,4 nel 2024, 4,7 nel 2023) e l’utile a 0,19 milioni. La posizione finanziaria passa da −11,3 milioni a +0,7, con liquidità di 15,4 milioni. La relazione precisa che risente della ristrutturazione del debito. Nel 2026 è partito l’investimento per un nuovo modello oltre i 120 piedi.
Il cantiere di Viareggio, controllato al 99% da Cantieri Navali Ugo Codecasa e parte del gruppo Codecasa Holding, costruisce su commessa con un ciclo produttivo di circa due anni e mezzo per scafo. Il conto economico è altalenante per natura: i ricavi di vendita crescono dell’11% a 21,0 milioni (19,0 nel 2024, 60,6 nel 2023), mentre il valore della produzione scende dell’11% a 19,6 milioni per lo smaltimento dei lavori in corso. Il 99,6% dei ricavi è realizzato fuori dall’Unione europea.
L’EBITDA è di 2,5 milioni (4,1 nel 2024, 12,0 nel 2023), circa il 13% del valore della produzione, e l’utile di 2,5 milioni (3,6 nel 2024, 9,1 nel 2023) viene interamente portato a nuovo. Con 14 dipendenti, i ricavi per addetto sono di 1,5 milioni.
È il bilancio più solido del campione. Non ci sono debiti bancari e la posizione finanziaria netta è positiva per 36,6 milioni (30,5): 17,6 di liquidità, di cui 16 in certificati di deposito, e 19,0 in due polizze assicurative a capitale garantito, con un fair value di circa 19,9 milioni. Il patrimonio netto è 40,9 milioni, il 91,9% dell’attivo di 44,5, gli acconti dei clienti sono 1,0 milioni e l’indice di liquidità primaria è 12,95.
La relazione parla di un portafoglio commesse definito ma non lo quantifica. In costruzione c’è la C128, un 58 metri con contratto di maggio 2023, trasferita da Pisa a Viareggio per l’allestimento finale, con consegna prevista dopo la stagione estiva 2026. A gennaio 2026 è partita in proprio la C129, terzo 58 metri della serie aperta dalla C127. Tra i rischi la società cita la carenza di manodopera specializzata e la guerra in Iran. Il collegio sindacale, che svolge anche la revisione legale, ha espresso un giudizio senza rilievi, e l’assemblea del 29 maggio 2026 ha approvato il bilancio.
Cantieri di Pisa
È il caso più piccolo e fa refit. L’esercizio chiuso al 31 agosto 2025 segna ricavi di 6,0 milioni (da 2,3) e una perdita di 0,49 milioni. Il margine operativo lordo è negativo per circa 0,27 milioni. La relazione spiega che i costi per servizi, cresciuti da 1,8 a 5,6 milioni, e spese commerciali e di brand hanno eroso il margine. Il cantiere ha rivisto la governance dopo la chiusura. Il patrimonio netto è 0,58 milioni e gli amministratori ritengono di poter contare sul supporto del socio unico (Enrico Gennasio).
La direzione di marcia è prevalentemente verso un maggiore assorbimento di cassa, perché i lavori in corso crescono. Sanlorenzo la attribuisce a dividendi e circolante. Palumbo parla di una fase fisiologica, con lavori in corso in forte assorbimento di capitale circolante. Ferretti, in calo di 13,6 milioni sul 2024, ha visto la cassa risalire di 45,8 milioni nel quarto trimestre grazie al rilascio di circolante e agli acconti sui nuovi ordini. Fanno eccezione Arcadia, Cantiere delle Marche e Codecasa che migliorano. Tankoa passa da cassa netta a indebitamento netto, e ha altri 10,3 milioni di titoli vincolati a garanzia delle fideiussioni rilasciate ai clienti.
The Italian Sea Group: il caso a parte
Il comunicato del 30 settembre 2026 fotografa un gruppo in crisi. Il consolidato 2025 riporta ricavi per 295,1 milioni, EBITDA di −99,2 milioni e risultato netto di gruppo di −170,9. Il bilancio della capogruppo evidenzia una perdita di 157,8 milioni e un patrimonio netto negativo di 376,5.
Il quadro giuridico e di governance emerge da cinque elementi del comunicato:
- Ricorso: il 1° luglio 2026 è stato depositato un ricorso ai sensi dell’art. 44 del Codice della crisi. Il Tribunale di Firenze, con decreto del 3 luglio, ha assegnato un termine, poi prorogato, per proposta e piano. Per effetto di questo, gli articoli 2446 e 2447 del codice civile sulle perdite di capitale non si applicano.
- Revisione: BDO, nelle relazioni del 9 settembre 2026, ha dichiarato l’impossibilità di esprimere un giudizio sui bilanci d’esercizio e consolidato e sulla rendicontazione di sostenibilità. Il collegio sindacale, tenuto conto delle significative incertezze sulla continuità aziendale, non ha formulato una proposta sull’approvazione del bilancio.
- Dimissioni del revisore: BDO si è dimessa il 27 luglio 2026. Nessuna società interpellata ha presentato un’offerta compatibile con l’assemblea, quindi l’incarico sarà conferito in una assemblea successiva. BDO continua intanto le funzioni, per non più di sei mesi dalle dimissioni.
- Governance: nominati un nuovo CdA di cinque membri con Saverio Schiavone presidente (Giovanni Costantino resta consigliere, indirettamente titolare tramite GC Holding del 53,6% del capitale) e un nuovo collegio sindacale presieduto da Gian Luca Ancarani.
- Manovra finanziaria: l’assemblea straordinaria ha delegato al CdA un aumento di capitale fino a 140 milioni e la facoltà di emettere strumenti finanziari partecipativi fino a 150 milioni. Le deleghe si inseriscono nella “manovra finanziaria in corso di definizione” e potrebbero prevedere investitori terzi o accordi con i creditori, con effetto diluitivo non determinabile.
I documenti disponibili non includono i dati 2024, quindi non è possibile misurare quanto sia peggiorata la situazione rispetto all’anno precedente.
Rischi e scenario 2026
I temi che tornano nelle relazioni:
- Medio Oriente. Arcadia parla di una guerra tra Stati Uniti e Iran nei primi mesi del 2026, con rialzo dei prezzi dell’energia e interruzioni del trasporto marittimo nello Stretto di Hormuz. Ferretti data gli sviluppi recenti dal 28 febbraio 2026. Il collegio sindacale di Sanlorenzo segnala la necessità di monitorare gli sviluppi, e la società indica un’esposizione MEA a una cifra. Rossinavi la ritiene limitata, perché l’area non è mercato strategico per il cantiere. Codecasa richiama il nuovo fronte di guerra in Irantra i rischi sulla catena di fornitura.
- Dazi e dollaro. Azimut|Benetti cita i dazi dell’accordo di luglio con gli Stati Uniti e il deprezzamento del dollaro come fattori di minore competitività delle esportazioni europee verso il mercato statunitense. Palumbo parla di barriere commerciali USA che hanno già generato pressioni sulla marginalità del settore, Rossinavi di un rallentamento del mercato americano.
- Russia. Azimut|Benetti e Palumbo dichiarano di non avere rapporti con soggetti sanzionati. Cantiere delle Marche si dice poco preoccupato dalla scomparsa della committenza russa, ma ha visto compresse le marginalità di due commesse firmate prima del conflitto.
- Costi. Palumbo cita potenziali pressioni inflazionistiche su materie prime e semilavorati. Cantiere delle Marche segnala l’aumento dei costi di materiali e appalti sulle commesse pre-conflitto. Tankoa cita costi aggiuntivi per inadempienze di fornitori strategici e penali per circa 1,8 milioni su tre consegne in ritardo. Codecasa indica comeprincipale rischio la carenza di manodopera specializzata.
Le prospettive dichiarate sono sorprendentemente omogenee: portafogli solidi e visibilità pluriennale per i grandi gruppi, “break-even” per Baglietto e riconferma della continuità per quasi tutti gli indipendenti.
Cosa dicono i bilanci
- Il vantaggio è di scala. I tre gruppi con distribuzione, marchi e gamma ampia fanno margini a due cifre e hanno la cassa per assorbire il ciclo. Gli indipendenti, con costi in larga parte esternalizzati, convertono molto meno fatturato in utile. Codecasa, con 14dipendenti e nessun debito, fa eccezione: margine EBITDA di circa il 13% e patrimonionetto pari al 92% dell’attivo.
- Il superyacht cresce, ma con definizioni diverse. Benetti (+28% di valore della produzione), il segmento Super Yacht di Ferretti (+28,1% di ricavi) e le otto consegne Sanlorenzo (da sei) indicano crescita. Gli indicatori non sono confrontabili: variano soglie dimensionali e metodo contabile.
- Il rischio è nella struttura finanziaria, non nella domanda. Backlog e acconti sono alti, i patrimoni netti sottili. I casi di tensione (Next Yacht, Baglietto, Tankoa, Cantieri di Pisa, in modo più grave The Italian Sea Group) nascono da leve, investimenti, partecipate estere, ritardi e penali o costi non controllati.
- I soci contano. Aurelia ha rinunciato a quasi 43 milioni di crediti per sostenere Baglietto. Next Yacht ha beneficiato di 13,8 milioni di versamenti dei soci. Cantieri di Pisa conta sul socio unico. Nel settore il supporto degli azionisti è spesso parte integrante della tenuta dei conti.
- Il 2026 si gioca sulle consegne. Con i ricavi che dipendono dal timing, molti cantieri hanno a bilancio unità in costruzione che andranno a ricavo nei prossimi esercizi (Rossinavi, Palumbo, Next Yacht, Amer, Tankoa, Codecasa). Il confronto più significativo sarà tra consegne e margini realizzati.
Nota metodologica:
Analisi dei bilanci e stesura del testo realizzate con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale; verifica dei dati e revisione finale a cura della redazione.
* Fonti: bilanci e relazioni 2025 depositati al Registro Imprese per 10 cantieri, bilanci consolidati e relazioni di Azimut|Benetti, Ferretti e Sanlorenzo, e il comunicato stampa del 30 settembre 2026 per The Italian Sea Group
* Stime: i rapporti percentuali (servizi su costi, personale su valore della produzione, patrimonio netto su attivo) e l’indebitamento di Amer e Next sono calcoli sui dati di bilancio, non indicatori delle società.
* Refuso Azimut|Benetti: la relazione data al 31 agosto 2024 la PFN, probabilmente per errore.
* Cantiere delle Marche: l’Ebitda è calcolato come Ebit più ammortamenti e accantonamenti e coincide con quello della società.
* Comparabilità: esercizi chiusi a date diverse e misure di Ebitda “adjusted” per Azimut|Benetti e Ferretti.
* Tankoa: l’EBITDA di 2,0 milioni comprende 7,2 milioni di risarcimento una tantum. Il collegio sindacale cita un richiamo di informativa sulla continuità aziendale che non compare nel testo della relazione BDO depositata.

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