178 telecamere e protocolli attivi in città



Il dibattito sulla sicurezza urbana e sul controllo dei quartieri torna a scaldare l’aula di Palazzo Estense, confermandosi uno dei terreni di scontro più accesi tra i banchi della politica varesina. Questa volta a portare il tema in Consiglio comunale è stata una corposa mozione presentata da Franco Formato, consigliere di Lombardia Ideale, nata – secondo il proponente – dalle continue segnalazioni e documentazioni video raccolte quotidianamente dai cittadini nei quartieri e nelle aree verdi della città.

L’attacco di Formato: «Interventi episodici, serve un piano in 90 giorni»

Nel suo intervento, il consigliere di minoranza ha duramente criticato l’operato della Giunta Galimberti, definendo le attuali misure come “annunci ed emergenze” privi di una reale visione d’insieme.

«Garantire ai cittadini il diritto di sentirsi al sicuro, dai bambini nei parchi agli anziani per strada, non è un’ambizione straordinaria, è il minimo – ha affondato Formato –. La stampa locale documenta con frequenza aggressioni, bullismo ed episodi di violenza giovanile che non sono casi isolati, ma il segnale di un tessuto sociale che si sta sbilanciando. Ricordiamo tutti il video virale dell’ottobre 2024 sulle devastazioni in città: quella scena ha rappresentato la sconfitta dell’amministrazione».

La critica politica si è concentrata sull’assenza di una strategia: «Non diciamo che la Giunta non ha fatto nulla, ma che ciò che è stato fatto è episodico e non verificato. Non esiste una mappa condivisa dei rischi né obiettivi misurabili».

La mozione di Lombardia Ideale avanzava cinque richieste tassative:

Un Piano per la sicurezza urbana da adottare entro 90 giorni con obiettivi misurabili e pubblicati semestralmente sul sito del Comune.

Un piano di espansione della videosorveglianza entro 120 giorni con tecnologie moderne e monitoraggio in tempo reale.

Un programma strutturato contro la violenza giovanile, introducendo educatori di strada e aggregazione positiva nelle scuole con risorse dedicate a bilancio.

La piena trasparenza sulle risorse spese e il coinvolgimento dei rappresentanti di quartiere e dei comitati.

La revisione del Regolamento di Polizia urbana, per normare l’uso degli spazi pubblici da parte dei minori nelle ore serali.

La replica dell’assessore Catalano: «Misure già attive, non creiamo allarmismi»

La risposta della Giunta è stata affidata all’assessore alla Sicurezza, Raffaele Catalano, che ha respinto fermamente l’impianto della mozione, smontando punto per punto le richieste dell’opposizione e definendo alcune proposte persino prive di solidità giuridica.

«Tutti i Comuni d’Italia, compresi quelli amministrati dal centrodestra, affrontano oggi fenomeni legati al disagio e alla violenza giovanile – ha esordito l’assessore –. Ma le risposte strutturate a Varese ci sono già. Entro il 31 gennaio di ogni anno il Comune adotta, in chiave integrata, il documento di programmazione richiesto dalle linee statali».

L’assessore Catalano spiega come funziona (davvero) la sicurezza a Varese: “I fenomeni sociali non si reprimono, si governano”

Catalano ha poi replicato nel dettaglio alle richieste della mozione:

Tavolo di coordinamento: «La mozione chiede l’istituzione di un tavolo permanente tra Comune, Prefettura e Forze dell’ordine. Ricordo al consigliere che questo organismo esiste in tutte le province d’Italia dal 1981: è il Comitato provinciale per la sicurezza pubblica, presieduto dal Prefetto e di cui il sindaco fa parte stabilmente per analizzare le criticità locali».

Violenza giovanile e App: «Sul disagio giovanile e il bullismo opera già una Conferenza provinciale che unisce scuole e terzo settore, mettendo a disposizione dei giovani educatori e supporto psicologico. Inoltre, per le segnalazioni anche anonime di spaccio o bullismo, esiste già dal 2017 l’applicazione ufficiale della Polizia di Stato “YouPol”, rendendo inutile la creazione di nuovi canali dedicati».

I numeri della videosorveglianza: «In città sono perfettamente funzionanti ben 178 telecamere, tutte collegate in tempo reale con le centrali operative della Polizia Locale e delle Forze dell’ordine. Di queste, 3 sono delegate a compiti specifici, 11 vigilano sui giardini, 7 su via Dante e 12 si trovano all’interno del Parco di Villa Mylius. I collegamenti delle ultime 18 sono in fase di ultimazione. Inoltre, il Comune ha accolto la proposta di una società tecnologica per installare a titolo sperimentale e a costo quasi zero in Piazza della Repubblica speciali telecamere dotate di intelligenza artificiale per la prevenzione dei reati».

L’assessore ha infine espresso forti perplessità sulla richiesta di limitare o regolamentare l’uso degli spazi pubblici da parte dei minori nelle ore serali: «Sono certo che il consigliere non intenda proporre una limitazione delle libertà personali dei ragazzi. Un simile provvedimento restrittivo assunto dal Comune non avrebbe alcuna base giuridica e si presterebbe a un immediato annullamento da parte dei giudici amministrativi».

Alla luce delle ampie rassicurazioni e dei dati forniti, l’assessore Catalano ha invitato il consigliere Formati a ritirare la mozione. L’opposizione ha tuttavia mantenuto la linea di fermezza, portando il documento al voto dove la maggioranza consiliare lo ha respinto.

Giordano (FdI): «Paradossale rifiutare la mozione, servono più fondi e più agenti in strada»

A dare un vigoroso sostegno alla mozione è stato il consigliere di Fratelli d’Italia, Salvatore Giordano, che ha spostato il focus sulla carenza di organico e sui limiti finanziari imposti alla Polizia locale, attaccando l’atteggiamento di chiusura della maggioranza:

«La sicurezza del territorio dovrebbe essere considerata anche come un’opportunità di crescita, persino in termini di investimenti e decreti, e invece l’amministrazione preferisce fare a meno di risorse aggiuntive – ha contestato Giordano –. Mi riferisco in modo chiaro al bilancio per gli straordinari e alla situazione di dovere in cui si trovano a operare i nostri agenti: è evidente che l’attuale struttura è in difficoltà e che si è fatto a meno di incrementi di forza che potessero garantire una maggiore presenza di agenti sulla strada. Non capisco perché non si prenda in seria considerazione la possibilità di fare richieste specifiche per ottenere risorse mirate al potenziamento della sicurezza. Altri Comuni si stanno già muovendo in questo senso, mentre la nostra amministrazione non si attiva per intercettare questi fondi. Trovo sinceramente paradossale che la maggioranza rifiuti questa mozione e non richieda risorse d’interesse pubblico. Qualcosa in più bisogna fare, non si può continuare a sostenere che vada tutto bene: quando parliamo di sicurezza, non è una questione di bandiere politiche, ma del diritto dei cittadini di camminare tranquilli nei quartieri come in centro».





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