#Finsubito news dalla rete – “Chiuso il bilancio 2025, perdita di 429mila euro”


Panebarco *

Il Consiglio di Amministrazione di RavennAntica ha approvato il bilancio 2025, con una perdita, 429 mila euro, che ci ha imposto una riflessione profonda sul presente e sul futuro della Fondazione. Fin dal nostro insediamento, avvenuto il 18 marzo scorso, eravamo consapevoli che non sarebbero stati mesi semplici. Abbiamo scelto di affrontare questa fase con uno spirito di verità, mettendo al primo posto la trasparenza e il senso di responsabilità verso i soci, i dipendenti e le dipendenti, i cittadini e le cittadine e tutti e tutte coloro che riconoscono in RavennAntica un presidio fondamentale per la valorizzazione del patrimonio culturale. È importante sottolineare che il risultato finale del bilancio non deriva da criticità nella gestione caratteristica dell’ente, che si presenta in sostanziale equilibrio, ma dipende da partite pregresse, in particolare gli adeguamenti del contratto nazionale di lavoro 2022-2024, che abbiamo ritenuto doveroso affrontare e contabilizzare con la massima prudenza e con chiarezza, senza rinvii e senza scorciatoie (e la mia priorità oggi come presidente è quella di garantire la corresponsione degli arretrati e degli aumenti contrattuali ai nostri dipendenti, perché il personale è il nostro asset più importante). Bilancio va inoltre va letto alla luce della notevole dimensione delle attività di RavennAntica che assicura ogni anno alla città circa 30.000 ore di apertura di musei, aree archeologiche e monumenti.

A ciò si aggiunge un’intensa attività educativa che coinvolge ogni anno quasi 100.000 studentesse e studenti. Si tratta di un patrimonio di lavoro e competenze che contribuisce in modo determinante alla vita culturale della città e alla sua attrattività. Abbiamo voluto accompagnare le necessarie azioni di riequilibrio economico con una visione più ampia, capace di guardare RavennAntica non come una somma di singoli siti e attività, bensì come un sistema culturale integrato, in cui patrimonio, comunità, ricerca, welfare, turismo e sviluppo del territorio possano rafforzarsi reciprocamente. Perché crediamo che la sostenibilità economica, da sola, non basti: serve una prospettiva capace di generare valore culturale, sociale e civile nel lungo periodo.

Abbiamo studiato punti di forza, debolezze strutturali, opportunità di sviluppo e potenziali rischi, con l’obiettivo di individuare azioni concrete, misurabili e immediatamente attuabili. La logica che guida questo percorso è semplice: valorizzare meglio ciò che già possediamo. In questa direzione assume particolare importanza il rinnovo dell’Accordo di valorizzazione con gli enti statali e comunali, all’interno del quale la Regione Emilia-Romagna ha manifestato la volontà di svolgere un ruolo attivo nel rafforzamento delle reti culturali territoriali.

Il confronto che si svilupperà nei prossimi mesi potrà rappresentare un’occasione importante per rafforzare l’integrazione tra i luoghi della cultura, migliorare la fruibilità complessiva del sistema e costruire percorsi sempre più leggibili e accessibili per cittadini e visitatori.

Un ruolo centrale in questa prospettiva continuerà ad averlo il rapporto con l’Università e con il mondo della ricerca, che rappresenta da sempre uno degli elementi distintivi di RavennAntica. Vogliamo rafforzare ulteriormente questa relazione, consolidando il dialogo con il sistema accademico nazionale e internazionale e valorizzando le opportunità che derivano dalla presenza a Ravenna di eccellenze formative strettamente legate alla nostra missione. Accanto alle azioni di breve periodo, risulta centrale una visione di più ampio respiro, fortemente orientata al welfare culturale, all’innovazione e alla dimensione internazionale.

Al centro di questa prospettiva si colloca il Museo Classis: una struttura di straordinario valore, inserita in un contesto territoriale che presenta ancora ampi margini di sviluppo e valorizzazione. Questa visione non nasce da zero. Negli ultimi anni RavennAntica ha maturato esperienze riconosciute a livello regionale e nazionale nell’ambito del welfare culturale, attraverso una progettualità che mette al centro la comunità, che considera le fragilità come patrimonio, che interpreta la cultura come strumento di crescita collettiva e che intende trasformare i luoghi della cultura in autentici presìdi di democrazia, partecipazione e socialità inclusiva. Crediamo che attorno a questa visione possano nascere nuove relazioni, nuove alleanze e nuove opportunità di collaborazione con gli stakeholder del territorio, con il sistema culturale nazionale e con partner internazionali.

Tuttavia, non basteranno gli sforzi che stiamo mettendo in campo per riequilibrare i conti e migliorare la capacità dell’ente di produrre risorse proprie. RavennAntica resta, prima di tutto, una fondazione culturale, chiamata a gestire e valorizzare una parte significativa del patrimonio storico, archeologico e artistico della città. Per questo sarà decisiva anche una chiara volontà politica di sostenerne il ruolo e la funzione pubblica, riconoscendola sempre più come un presidio culturale strategico per Ravenna e per il suo sviluppo. La sfida che abbiamo davanti è impegnativa. Ma la affrontiamo con fiducia, con entusiasmo e con la consapevolezza di poter contare su una direttrice di grande valore, su un Consiglio di Amministrazione coeso e soprattutto su una squadra di professioniste e professionisti che in questi anni ha dato un contributo fondamentale alla crescita della Fondazione. A loro, ai soci, in particolare al Comune di Ravenna e alla Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, alla Fondazione Del Monte di Bologna e Ravenna, alle aziende che sostengono i nostri progetti e a tutti coloro che continuano a credere nel ruolo di RavennAntica, va il mio ringraziamento più sincero.

Oggi presentiamo un bilancio difficile, ma veritiero. Presentiamo però anche una Fondazione che è una delle principali infrastrutture culturali della città, un luogo in cui patrimonio, educazione, ricerca, inclusione sociale e partecipazione civica si incontrano ogni giorno. È questo il valore che siamo chiamati a custodire e far crescere. La nostra responsabilità è custodire il patrimonio che ci è stato affidato. La nostra ambizione è farlo vivere sempre di più, per la comunità e con la comunità.

* Presidente di RavennAntica


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