“Fratelli, al tramonto e all’alba del 15 agosto tutti entrano a Ceuta“. Senza alcun riferimento agli 80 morti in mare e in barba al diritto internazionale, i social media del Marocco stanno già promuovendo l’invito ad una Ceuta 2.0 per Ferragosto.
Maldita, fondazione spagnola di fact-checking, ha scoperto una fitta rete di istruzioni logistiche e bufale per “inondare” la città. Gli 007 spagnoli hanno definito “pienamente credibile” l’esistenza di una nuova campagna per indurre i marocchini a raggiungere l’exclave spagnola, come riferiscono fonti di intelligence citate dalla principale radio del Paese, Cadena Ser.
La nuova ondata sarebbe persino più intensa della prima per il volume di messaggi in circolazione, la maggior parte basati su bufale circa presunte falle nei controlli di frontiera, hanno riferito fonti dei servizi segreti spagnoli che da giorni monitorano i canali social marocchini. Gli agenti stanno controllando i gruppi Facebook e WhatsApp e i principali profili TikTok dove è in corso un’altra campagna di reclutamento.
Secondo le ricostruzioni di Maldita e dell’Ue, anche Mosca avrebbe un ruolo nella crisi di Ceuta: il Cremlino starebbe usando la tipica arma della disinformazione russa per destabilizzare l’Ue, cavalcando la crisi migratoria.
Gli 007 non escludono che gli organizzatori possano anticipare la data rispetto a quella annunciata del 15 agosto per sfruttare l’effetto sorpresa. Le autorità spagnole indagano su chi sta promuovendo la campagna di mobilitazione.
Intanto, questa mattina, 7 agosto, Madrid ha pubblicato una nota contro Roma, intimando “misure proporzionate” se il governo italiano non riaprirà le frontiere tra i due Paesi.
Chi sta promuovendo la nuova invasione
Maldita riporta che tra i primi a diffondere l’appello c’è Youssef Belhaissi, presentatore della tv pubblica marocchina Al Aoula, che su Facebook conta più di 1,3 milioni di follower. Il posto originale è stato cancellato, ma il web non perdona e l’organizzazione lo ha visionato.
Secondo quanto riportato da El Espanol, la Guardìa Civil afferma che tra i migranti della prima ondata, quella tra il 30 e il 31 luglio 2026, ci sarebbero “una decina” di persone espulse dalla Spagna con l’accusa di essere terroristi di matrice jihadista.
Il 30 luglio il rappresentante israeliano alle Nazioni Unite, Danny Danon, ha dichiarato: “Sarebbe ora che la Spagna spiegasse al mondo perché ha ancora delle colonie in Africa”. Nelle stesse ore il dipartimento di stato statunitense, guidato da Marco Rubio, ha accusato il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez di “facilitare un’immigrazione illegale di massa in Europa”.
Le relazioni tra Madrid, da una parte, e Washington e Tel Aviv, dall’altra, si sono incrinate da quando Sánchez si è schierato a favore della Palestina e ha rifiutato di aprire lo spazio aereo spagnolo agli aerei statunitensi impegnati nella guerra in Iran.
Nonostante il solido sospetto – ma non la certezza – che dietro queste operazioni ci sia la mano del governo marocchino (vicino al presidente Usa, Donald Trump), Pedro Sánchez non ha accusato direttamente il governo di Rabat. Il premier spagnolo vuole evitare di compromettere le relazioni con Rabat, partner fondamentale per il contrasto dei flussi verso le Baleari, che sono molto più cospicui.
Come funziona la campagna
Maldita è riuscita a infiltrarsi in gruppi WhatsApp, pagine Facebook e oltre 50 account Instagram dove si prepara la Ceuta 2.0. Facebook funziona come una vetrina che riunisce e mobilita, mentre WhatsApp sembra più un “centro operativo”, dove vengono da istruzioni pratiche su come entrare nell’exclave spagnola. Ci sono anche istruzioni su come entrare a Ceuta dal punto opposto rispetto al frangiflutti di Tarajal, aggirato in massa durante la prima operazione.
Il punto di partenza, secondo la ricostruzione, potrebbe essere Castillejos (indicata con le etichette “Fenideq”, “Fnidaq”), la città marocchina più vicina a Ceuta.
I commenti sui social e i messaggi sui gruppi WhatsApp incoraggiano chi parte a portare cibo e acqua: “L’acqua è tutto ed è obbligatoria”, si legge in un messaggio.
“Molti non conoscono la realtà”
“Molti avranno paura, ma tanti non sono consapevoli di come stiano davvero le cose”, spiega Carlos Hernández-Echevarría, direttore di Maldita al Corriere della Sera. “In questi gruppi social dilaga tanta disinformazione: c’è chi sostiene che ‘la Commissione europea concede asilo a tutti‘ e chi assicura che ‘non respingeranno chi sa leggere e scrivere’”. Hernández-Echevarría non ha dubbi: “Il tentativo di un nuovo ingresso di massa ci sarà, il suo successo dipenderà da tanti fattori, incluso il dispiegamento delle forze dell’ordine da entrambi i lati della frontiera”.
Questa volta, però, Madrid e Bruxelles si dicono pronte a respingere la nuova invasione.
Madrid pronta ad aumentare gli agenti a Ceuta
Fonti del ministero dell’Interno spagnolo assicurano di disporre di personale ed equipaggiamenti necessari per fronteggiare una Ceuta 2.0. Nell’exclave spagnola, sono rimasti 4mila militari e agenti di polizia, già mobilitati durante la crisi di una settimana fa. Madrid fa sapere che, se necessario, aumenterà la presenza degli agenti. Le forze di sicurezza confidano anche nella collaborazione con il Marocco, che dovrebbe bloccare sul nascere le partenze di massa soprattutto nell’area di Fnideq, l’antica Castillejos.
Bruxelles in allerta
Anche Bruxelles, che ha confermato la solidarietà alla Spagna, si dice pronta a una nuova invasione programmata a tavolino. Mercoledì 5 agosto, un portavoce della Commissione europea ha dichiarato che l’attenzione dell’Ue “rimane davvero molto alta, prima, durante o dopo il 15 agosto”. L’Unione sta monitorando i social e coordinando risposte con le piattaforme digitali per contrastare i messaggi che invitano a una nuova traversata verso Ceuta. La Commissione europea ha denunciato campagne di disinformazione di attori russi finalizzate ad amplificare la crisi.
Il ruolo di Mosca nella disinformazione
La fondazione spagnola di fact-checking Maldita ha scoperto che il canale Telegram Pravda Spagna, legato al Cremlino, promuove messaggi di estrema destra sulla crisi e diffonde la narrativa secondo cui i cittadini di Ceuta sarebbero stati abbandonati dal governo spagnolo. Si legge anche che il governo spagnolo sta servendo la Nato invece di trovarsi dove dovrebbe essere, ovvero al confine con il Marocco.
“Abbiamo notato la presenza di canali di informazione e manipolazione, russi in particolare, che hanno sollecitato all’azione su diverse piattaforme in rete a partire dal 30 luglio”. Così ieri, 6 agosto, il portavoce della Commissione europea, Guillame Mercier, ha commentato la diffusione virale di fake news su Ceuta.
Mercier ha aggiunto che l’Ue sta “analizzando gli eventi nell’ambito della manipolazione e ingerenza delle informazioni da parte di attori stranieri (Fimi)“ . Il riferimento è alla strategia promossa dal Servizio europeo per l’azione esterna (Seae) per descrivere le campagne ostili di potenze straniere che usano notizie false, account fake, bot e media statali per destabilizzare le democrazie europee dall’interno. Il portavoce ha precisato che questi canali potrebbero essere “media controllati dallo Stato, canali diplomatici, o anche fonti vicine al Cremlino”.
La nota di Madrid contro Roma
Il governo madrileno ha diffuso questa nota poche ore fa: “Il primo agosto il governo italiano ha reintrodotto i controlli di frontiera con la Spagna, influenzando la mobilità di migliaia di passeggeri e generando incertezza legale nel pieno periodo estivo. Questa misura, senza precedenti nella storia recente, è stata adottata senza preavviso, unilateralmente e con argomentazioni fallaci che non rispettano né il Codice delle frontiere Schengen né la verità“.
Moncloa ricorda che Ceuta è soggetta a un regime speciale e che nessuno, dall’exclave, può fare ingresso liberamente nello spazio Schengen. Segnala inoltre che quasi tutti i migranti della prima ondata sono già rientrati in Marocco e che l’Italia è lo Stato che ha registrato il maggior numero di ingressi illegali negli ultimi anni, il doppio rispetto a quelli registrati dalla Spagna, secondo dati Frontex.
“Alla luce di tutto quanto sopra, si conclude che la misura adottata dal Governo italiano è ingiusta, contraria agli interessi dell’Ue e discriminatoria nei confronti della popolazione spagnola. Esortiamo quindi il Governo italiano a rettificare, porre fine ai controlli e trattare gli spagnoli come altri cittadini europei. Se non lo farà entro la fine di domenica 9 agosto, la Spagna sarà costretta ad adottare misure proporzionate per proteggere gli interessi e la dignità dei suoi cittadini. Confidiamo che l’europeismo, il buon senso e la buona fede prevalgano. I governi sono lì per promuovere la comprensione tra i Paesi e l’interesse generale delle loro popolazioni, non per creare fratture e conflitti sterili guidati da motivazioni elettorali interne”, conclude Madrid.
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