Il pensiero federalista e autonomista a 25 anni dalla scomparsa di Gianfranco Miglio è ancora attuale, forse più di prima, specie in un contesto neo centralista come l’attuale dove di Autonomia reale si pratica ben poco, concentrando tutti i poteri e le risorse nella capitale a danno dei territori dove la ricchezza la si produce. Territori che per contrappasso stanno diventando sempre più poveri e disagiati proprio per la mancanza di autogoverno su come gestire le risorse prodotte in loco.
Miglio si è sempre ispirato a quel modello svizzero dei cantoni autonomi rispetto ad un governo federale con poteri residuali di coordinamento e di gestione di interessi generali, quelli che avrebbero voluto vedere realizzati personaggi come Umberto Bossi o Roberto Maroni e che non smettono mai di invocare Giancarlo Pagliarini, Paolo Grimoldi e, in misura minore, anche quel ministro agli Affari regionali e autonomie, Roberto Calderoli, che porta avanti la maggiore Autonomia per Lombardia, Veneto, Piemonte e Liguria in una corsa nei sacchi.
Le parole di Calderoli sull’anniversario della scomparsa di Miglio sanno un po’ di lacrime da coccodrillo: «questo 25esimo anniversario dalla scomparsa del professor Gianfranco Miglio arriva in un momento particolare e decisivo – dopo il recente voto favorevole del Parlamento sulle pre-intese per l’Autonomia differenziata delle prime quattro regioni, Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto – per chi, come lui, ha sempre indicato nell’Autonomia territoriale la via da seguire per raggiungere la massima efficienza amministrativa. Ho avuto la fortuna di confrontarmi di persona con il professor Miglio in anni ormai lontani, ascoltando e recependo le sue idee, che restano attualissime ancora oggi ad un quarto di secolo di distanza».
«Il professor Miglio – continua Calderoli -, come ho già detto più volte in passato nel ricordarlo, era uno studioso che parlava al cuore delle persone, che credeva nel cambiamento e credeva nella democrazia, quella diretta, e infatti ripeteva sempre che “con il consenso della gente si può fare di tutto”. È quello che stiamo facendo oggi, con il consenso della gente, attuando la riforma dell’Autonomia regionale, una riforma che Miglio avrebbe condiviso e sentito sua». Sorvolando sul fatto che l’Autonomia corre con il passo del bradipo e, nel caso sempre più probabile di elezioni ad aprile 2027 per evitare l’ingorgo autunnale con la manovra di bilancio 2028, anche il tentativo lodevole ma debole di Calderoli è destinato ad evaporare, facendo tornare il grande gioco dell’Autonomia alla casella di partenza.
Per il segretario regionale della Lega Lombarda Salvini Premier e capogruppo dei senatori salviniani, Massimiliano Romeo, recentemente ai ferri corti con la linea salviniana del partito, celebra anche lui l’anniversario della morte di Miglio, «un uomo che sapeva guardare avanti e credeva nel cambiamento e nella democrazia e ricordava sempre che “con il consenso della gente si può fare di tutto”. Anche cambiare tutto. La sua lezione oggi è ancora attuale e viva e sta muovendo i primi passi attraverso le riforme che la Lega porta avanti anche nel suo nome e nel suo ricordo, insieme a quelli di Umberto Bossi e Roberto Maroni, per completare l’iter istituzionale dell’Autonomia regionale differenziata, del federalismo fiscale e di altre proposte con il chiaro obiettivo di costruire uno Stato Federale».
Ricordano Miglio e la sua opera politica anche gli esponenti di Futuro Nazionale, pubblicando lo studio del professor Paolo Luca Bernardini “Il futuro nazionale è futuro federale. Riflessioni a 25 anni dalla morte di Gianfranco Miglio”. Per Luca Sforzini, presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale, pensatoio del Vannacciani, «Miglio non merita una commemorazione rituale. Merita qualcosa di assai più impegnativo: essere riletto, studiato, discusso e, dove necessario, persino contestato. Perché soltanto le idee vive possono essere discusse. A venticinque anni esatti dalla sua morte, il modo migliore per rendere omaggio a Miglio è dunque togliere il suo pensiero dalla teca dei ricordi e riportarlo dentro il grande dibattito sul futuro istituzionale dell’Italia. Quanto Stato centrale serve davvero? Quante decisioni possono essere restituite ai territori? È possibile rafforzare l’Italia proprio attraverso le sue differenze? E soprattutto: dopo decenni di stratificazione burocratica, accentramento delle competenze e progressiva distanza fra cittadini e istituzioni, possiamo ancora considerare intoccabile l’architettura dello Stato costruita nel Novecento?». Già, i Vannacciani dopo avere abbondantemente sorpassato i salviniani nelle intenzioni di voto, li sorpassano anche su federalismo e autonomia.
Punta dritto il leader della Salvini Premier, Matteo Salvini, “Patto per il Nord”: per il segretario federale, Paolo Grimoldi, «mentre tutti, autonomisti e non, si ricordano di Miglio e della sua opera politica a partire dal federalismo e della Questione Settentrionale, stupisce il silenzio di Salvini, forse troppo impegnato a tirar su ponti di carta, utili solo a pagare milioni di euro in stipendi a società che avrebbero già dovuto essere liquidate da tempo. Oltre a non gestire adeguatamente la questione drammatica della siccità che dipende direttamente dal suo ministero. Mentre Salvini soffre sempre più marcatamente di “pontite”, ad un quarto di secolo dalla scomparsa di Miglio, la sua memoria e i suoi ideali continuano nel progetto politico federalista e liberale che “Patto per il Nord” sta conducendo con determinazione. Siamo l’unica forza politica che ha come missione la difesa politica, economica e sociale dei territori del Nord, del rilancio della Questione Settentrionale troppo rapidamente abiurata da Salvini, siamo gli unici che ancora si battono contro il centralismo romano che umilia i nostri cittadini e saccheggia le nostre risorse, lasciando ogni giorno di più i cittadini sempre più poveri, come ha già certificato autorevolmente la Caritas del Nord Italia».
Per rimanere sempre aggiornati con le ultime notizie de “Il NordEst Quotidiano”, iscrivetevi al canale Telegram per non perdere i lanci e consultate i canali social della Testata.
Telegram
https://www.linkedin.com/company/ilnordestquotidiano
https://www.facebook.com/ilnordestquotidian
X
© Riproduzione Riservata
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
Redazione
Source link


