#Finsubito news dalla rete – Contratti di Sviluppo per il settore Automotive


Pubblicato il decreto

E’ stato pubblicato il decreto che disciplina i mini contratti di sviluppo, dedicati al settore automotive.

La misura, con una dotazione di 300 milioni di euro, sostiene programmi di investimento delle imprese della filiera di importo complessivo pari o superiore a 5 milioni di euro e inferiore a 20 milioni di euro.

Sono previste riserve finanziarie, operative per i primi sei mesi dall’apertura dello sportello:

  • 60% delle risorse è destinato alle PMI, con una quota del 25% di tale riserva riservata alle micro e piccole imprese
  • 40% a progetti realizzati in Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e Sardegna.

Sono inoltre previste due riserve del 10% ciascuna per le imprese in possesso di rating di legalità e certificazione della parità di genere.

Siamo ora in attesa di un nuovo provvedimento con indicazione su modalità e termini di presentazione delle domande.

 

Destinatari

Possono accedere alle agevolazioni le imprese di qualsiasi dimensione appartenenti alla filiera automotive.

Rientrano nella filiera le attività di:

  • ricerca e sviluppo
  • progettazione
  • ingegnerizzazione
  • produzione
  • assemblaggio
  • trasformazione
  • remanufacturing
  • manutenzione avanzata di veicoli a motore destinati al trasporto stradale di persone e merci, nonché dei relativi componenti, sistemi e tecnologie

Sono escluse le imprese che svolgono esclusivamente attività commerciali, di distribuzione, intermediazione, noleggio o rivendita, oltre ai settori aeronautico, ferroviario e navale.

 

Progetti ammissibili

Sono ammissibili programmi di investimento eventualmente accompagnati, da progetti di ricerca industriale e/o sviluppo sperimentale e da progetti di formazione del personale strettamente connessi e funzionali al programma di investimenti produttivi.

Il programma di investimenti produttivi, al fine di promuovere nella filiera automotive lo sviluppo di tecnologie avanzate per la mobilità sostenibile, autonoma, connessa, intelligente e sicura, in coerenza con gli obiettivi europei di decarbonizzazione e di riduzione delle emissioni nel settore dei trasporti, deve essere rivolto:

a) allo sviluppo, ingegnerizzazione, testing e produzione di nuovi veicoli e altre soluzioni di mobilità, nonché sistemi di alimentazione e propulsione che aumentino l’efficienza del veicolo minimizzando le emissioni nel rispetto delle normative comunitarie;

b) allo sviluppo di parti, componenti, sistemi e tecnologie avanzate per la mobilità sostenibile, autonoma, connessa, intelligente e sicura;

c) alla diversificazione e riconversione industriale verso tecnologie strategiche ad alta intensità di ricerca e sviluppo, in particolare nei settori a potenziale dual-use, purché caratterizzate da una concreta interoperabilità tecnologica o funzionale con il settore della mobilità sostenibile.

Il programma di investimenti produttivi può riguardare:

  1. la creazione di una nuova unità produttiva;
  2. l’ampliamento della capacità di un’unità produttiva esistente;
  3. la riconversione di un’unità produttiva esistente, intesa quale diversificazione della produzione per ottenere prodotti che non rientrano nella stessa classe (codice numerico a quattro cifre) della classificazione delle attività economiche ATECO dei prodotti fabbricati in precedenza;
  4. la ristrutturazione di un’unità produttiva esistente, intesa quale cambiamento fondamentale del processo produttivo esistente attuato attraverso l’introduzione di un nuovo processo produttivo o l’apporto di un notevole miglioramento al processo produttivo esistente, in grado di aumentare il livello di efficienza o di flessibilità nello svolgimento dell’attività economica oggetto del programma di investimento, valutabile in termini di riduzione dei costi, aumento del livello qualitativo dei prodotti e/o dei processi, riduzione dell’impatto ambientale e miglioramento delle condizioni di sicurezza sul lavoro;
  5. acquisizione di un’unità produttiva esistente, di proprietà di un’impresa non sottoposta a procedure concorsuali, intesa quale acquisizione degli attivi di un’unità produttiva chiusa o che sarebbe stata chiusa in assenza dell’acquisizione, al fine di garantire la salvaguardia, anche parziale, dell’occupazione esistente.

Il programma di investimenti non può riguardare l’acquisizione delle quote dell’impresa e gli attivi devono essere acquisiti, a condizioni di mercato, da un investitore che non ha relazioni con il venditore.

 

Spese ammissibili

Sono ammissibili:

  • l’acquisto e la sistemazione del suolo aziendale, entro il limite del 10% dell’investimento produttivo ammissibile
  • le opere murarie e assimilate, entro il 50%
  • i macchinari, gli impianti e le attrezzature nuovi di fabbrica
  • i software, i brevetti, le licenze, il know-how e le conoscenze tecniche relative a nuove tecnologie di prodotto e di processo

Per le grandi imprese, le immobilizzazioni immateriali sono ammissibili entro il limite del 50% dell’investimento complessivo.

Sono ammissibili anche le spese per la formazione del personale, entro il 10% del programma di investimenti produttivi, comprese quelle per i formatori, i materiali, i viaggi e i servizi di consulenza direttamente connessi.

Per la ricerca industriale e lo sviluppo sperimentale sono finanziabili i costi del personale tecnico e dei ricercatori, gli strumenti e le attrezzature nuovi nella quota di utilizzo riferibile al progetto, la ricerca contrattuale, i brevetti e i servizi di consulenza utilizzati per le attività progettuali, oltre alle spese generali supplementari e agli altri costi di esercizio, riconosciuti forfettariamente nella misura del 20% degli altri costi ammissibili del progetto di ricerca.

Il decreto consente di presentare un programma in forma congiunta, con un massimo di cinque imprese partecipanti.

Il valore complessivo delle spese ammissibili deve essere almeno pari a 5 milioni di euro e inferiore a 20 milioni di euro.

L’importo complessivo delle spese ammissibili, non deve essere inferiore a euro 5 milioni e deve essere inferiore a euro 20 milioni.  

Per i progetti realizzati in forma congiunta, ciascun soggetto partecipante non può essere inferiore a euro 1.500.000.

I programmi di investimento devono essere avviati successivamente alla data di presentazione della domanda di agevolazione e devono essere conclusi entro 36 mesi dalla data del provvedimento di concessione delle agevolazioni.

Il termine di conclusione del piano di investimenti può essere prorogato, sulla base di una motivata richiesta dell’impresa beneficiaria, per un periodo massimo di 12 mesi.

Incentivo

Le agevolazioni possono assumere la forma di contributo a fondo perduto e finanziamento agevolato.

Il finanziamento agevolato, ove concesso, ha una durata massima di dieci anni, oltre al periodo di utilizzo e preammortamento, che non può superare tre anni.

Il tasso è pari al 20% del tasso di riferimento europeo vigente alla data di concessione.

Per i programmi con spese ammissibili inferiori a 10 milioni di euro il finanziamento non richiede garanzie; da 10 milioni di euro in su sono previste garanzie reali sui beni agevolati.

 

 

 

* + 15 punti percentuali fino a un’intensità massima dell’80% se è soddisfatta una delle seguenti condizioni:

▪ collaborazione effettiva tra imprese di cui almeno una è una PMI (singola impresa non sostiene più del 70 % dei costi

ammissibili);

▪ collaborazione effettiva tra un’impresa e uno o più organismi di ricerca (sostiene almeno il 10 % dei costi ammissibili).


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