I bandi Brevetti+, Marchi+ e Disegni+ edizione 2026 sono stati emanati con tre decreti direttoriali del 28 settembre 2026: mettono a disposizione delle PMI 32 milioni di euro, da impiegare nell’acquisto di servizi specialistici connessi a brevetti, marchi e disegni industriali. Brevetti+ ha una dotazione di 20 milioni e si apre alle ore 12 del 25 novembre; Marchi+ dispone di 2 milioni e si apre il 3 dicembre; Disegni+ ne conta 10 e si apre il 17 dicembre. Le domande sono valutate a sportello, secondo l’ordine cronologico e fino a quando le risorse non si esauriscono: per questo la velocità dell’invio ha lo stesso peso della qualità del progetto. La gestione di Brevetti+ spetta a Invitalia, mentre Marchi+ e Disegni+ fanno capo a Unioncamere, in entrambi i casi per conto del MIMIT. Brevetti+ prevede un contributo a fondo perduto in regime de minimis, che copre fino all’80% dei costi ammissibili entro un massimo di 140.000 euro e arriva al 100% quando l’impresa è contitolare del brevetto con un ente pubblico di ricerca. Fin dalla presentazione della domanda occorre inoltre risultare in regola con gli obblighi assicurativi contro le calamità naturali. È dunque opportuno predisporre per tempo titoli, preventivi dei fornitori e polizza.
– VALORIZZAZIONE DEI TITOLI DELLE PMIQuadro Generale: I tre bandi per la proprietà industriale
Per proprietà industriale si intende l’insieme dei diritti a tutela delle idee di un’impresa: i brevetti proteggono le invenzioni tecniche, i marchi i segni che distinguono prodotti e servizi, i disegni e modelli l’aspetto estetico di un prodotto. Per una piccola impresa registrare tali diritti, e ancor più estenderli all’estero, comporta costi tutt’altro che trascurabili, tra consulenti, ricerche di anteriorità e tasse di deposito. I tre bandi 2026 servono ad alleggerire questo onere.
Le misure non coprono l’acquisto di macchinari o di scorte: finanziano servizi specialistici che seguono il titolo dalla tutela fino allo sfruttamento commerciale. Stando alle sintesi della stampa specializzata, i fondi provengono da una programmazione ministeriale che ha destinato 32 milioni di euro alle tre misure per il 2026, imponendo di pubblicare i bandi entro trenta giorni. I destinatari sono le PMI, ossia le micro, piccole e medie imprese secondo la definizione europea; Brevetti+ ricomprende in modo esplicito anche le start up, a condizione che abbiano sede legale e operativa in Italia.
– INVIO IN ORDINE DI ARRIVOCalendario Domande: Aperture e logica dello sportello
Ciascun bando ha una data di apertura propria, fissata sempre alle ore 12. Poiché la procedura è a sportello, le istanze sono esaminate secondo l’ordine cronologico di presentazione e le agevolazioni vengono concesse fino a esaurimento delle risorse. Chi invia la domanda quando il bando è ormai quasi esaurito rischia il rigetto, pur possedendo tutti i requisiti.
Sommando le tre dotazioni, 20, 2 e 10 milioni, si ottengono i 32 milioni complessivi. Si noti che Marchi+ ha la dotazione minore: con appena 2 milioni, l’esaurimento rapido è più probabile e la tempestività pesa ancora di più. Le domande per Marchi+ e Disegni+ si inoltrano tramite le piattaforme dedicate indicate da Unioncamere, www.marchipiu2026.it e www.disegnipiu2026.it. Quanto a Brevetti+, le istruzioni per l’invio sono diffuse da Invitalia.
– SERVIZI E SOGLIE DEL BREVETTOBando Brevetti: Contributo, spese e requisiti dei titoli
Brevetti+ intende favorire la valorizzazione e lo sfruttamento economico dei brevetti industriali, tanto sui mercati nazionali quanto su quelli internazionali. L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto in regime de minimis, pari al massimo all’80% dei costi ammissibili e con un tetto di 140.000 euro. Il de minimis è il regime degli aiuti di importo ridotto: la normativa europea stabilisce un limite agli aiuti che la stessa impresa può ottenere nell’arco di tre esercizi finanziari, per cui l’impresa deve accertare quanto ha già ricevuto in passato.
In due casi la percentuale arriva al 100% delle spese. Nel primo, l’impresa è contitolare, al momento della domanda, del brevetto o della domanda di brevetto insieme a un ente pubblico di ricerca, per esempio un’università, un ente di ricerca o un IRCCS. Nel secondo, l’impresa è titolare di una licenza esclusiva, già trascritta presso l’Ufficio italiano brevetti e marchi (UIBM) e priva di limiti territoriali, relativa a un brevetto rilasciato a uno di tali enti.
Le tre macroaree di spesa
L’incentivo riguarda servizi specialistici suddivisi in tre macroaree: progettazione, ingegnerizzazione e industrializzazione, compresa la prova di fattibilità (Proof of Concept); organizzazione e sviluppo; tutela della proprietà industriale. Affinché il progetto sia ammissibile deve includere almeno un servizio della prima macroarea, e le spese delle macroaree B e C, prese insieme, non devono eccedere il 20% del piano richiesto. Il vincolo indirizza le scelte: il bando favorisce chi sfrutta il brevetto per produrre e collocare sul mercato, e non chi si limita a moltiplicare la consulenza legale.
Quali titoli danno accesso
Le PMI possono partecipare quando si trovano in una di queste situazioni:
- titolari, o licenziatarie esclusive con licenza trascritta all’UIBM, di un brevetto italiano concesso dopo il 1° gennaio 2025;
- titolari di una domanda di brevetto nazionale depositata dopo il 1° gennaio 2024, con rapporto di ricerca dall’esito non negativo;
- titolari di un brevetto europeo convalidato in Italia dopo il 1° gennaio 2025, oppure con effetto unitario dal 1° gennaio 2025;
- titolari di una domanda di brevetto europeo o internazionale depositata dopo il 1° gennaio 2024, con rapporto di ricerca non negativo, che rivendichi la priorità di una precedente domanda nazionale non già agevolata nelle precedenti edizioni di Brevetti+.
Il rapporto di ricerca è il documento con cui l’ufficio brevetti stabilisce se l’invenzione risulta nuova e brevettabile: l’esito non negativo è quindi una condizione da accertare prima di impostare il piano di spesa.
– TUTELA EUROPEA E INTERNAZIONALEBando Marchi: Registrare il marchio all’estero
Marchi+ sostiene le PMI intenzionate a tutelare il proprio marchio al di fuori dell’Italia, mediante contributi in conto capitale. Rientrano tra i servizi finanziabili la progettazione, il deposito, la ricerca di anteriorità e l’assistenza legale, oltre alle tasse di registrazione. La ricerca di anteriorità verifica che nessun altro abbia già registrato un segno identico o simile e può prevenire opposizioni onerose dopo il deposito.
Gli interventi si articolano in due linee. La Misura A concerne la registrazione del marchio presso l’EUIPO, l’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale, edespande i suoi effetti a tutti gli Stati membri. La Misura B concerne la registrazione internazionale presso l’OMPI, l’Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale, che consente di estendere la protezione ai Paesi indicati dall’impresa. Le sintesi esaminate non riportano le intensità di aiuto e i massimali di ciascuna misura, che vanno quindi cercati nel testo del bando.
– SERVIZI PER PRODURRE E VENDEREBando Disegni: Dal prototipo alla vendita
Disegni+ mira a valorizzare i disegni e modelli delle PMI tramite contributi in conto capitale. Diversamente da Marchi+, il bando non si esaurisce nella registrazione: finanzia servizi esterni che affiancano il disegno o modello dall’avvio della produzione fino alla promozione e alla vendita.
Fra le spese ammesse compaiono prototipi e stampi, consulenze tecniche, anche per certificazioni di prodotto o di sostenibilità ambientale, business plan, piani di marketing, layout grafici e materiali di comunicazione. L’insieme dei costi coperti è ampio e riguarda soprattutto le imprese del design, dell’arredo, della moda e della meccanica leggera. Anche per Disegni+ la fonte consultata non indica l’entità del contributo né i massimali, da controllare quindi nel testo del bando.
– COPERTURA ASSICURATIVA E AIUTIRequisiti Comuni: Polizza catastrofale e de minimis
Un requisito comune a tutti i bandi attiene all’assicurazione. Alla data di presentazione della domanda occorre risultare in regola con gli obblighi assicurativi a copertura dei danni causati direttamente da calamità naturali ed eventi catastrofali, previsti dall’articolo 1, comma 101, della legge 30 dicembre 2023, n. 213, e dal decreto-legge 31 marzo 2025, n. 39. In concreto, le imprese obbligate a stipulare la polizza contro terremoti, alluvioni, frane e eventi analoghi devono averla già perfezionata al momento dell’invio dell’istanza.
Molte PMI hanno rimandato questo adempimento, ed è proprio qui che una domanda per il resto valida può incagliarsi. Conviene verificare per tempo se l’impresa rientri fra i soggetti obbligati e, se sì, che la copertura sia attiva e documentabile. Un ulteriore controllo concerne gli aiuti de minimis già percepiti: Brevetti+ è concesso in tale regime, e lo sforamento del massimale europeo impedirebbe di ottenere il contributo.
– CONTRIBUTO MASSIMO DI 140.000 EUROEsempio Pratico: Un piano da 175.000 euro
Si ipotizzi una PMI manifatturiera, titolare di un brevetto italiano concesso nel 2025, che predispone un piano di spesa da 175.000 euro per industrializzare il prodotto. Di tale somma, 140.000 euro riguardano servizi di progettazione e industrializzazione (macroarea A) e 35.000 euro servizi di organizzazione e di tutela (macroaree B e C). Le macroaree B e C rappresentano il 20% del piano (35.000 su 175.000), cioè esattamente il tetto consentito.
Il contributo teorico corrisponde all’80% di 175.000 euro, ossia 140.000 euro, pari al massimale. Con un piano da 200.000 euro, l’80% darebbe 160.000 euro, ma il contributo si arresterebbe comunque a 140.000 euro. Se invece la stessa impresa fosse contitolare del brevetto con un’università, la copertura salirebbe al 100% delle spese ammesse, fermo restando da verificare nel bando il limite massimo applicabile. L’esempio ha valore puramente illustrativo: l’importo effettivo dipende dalle spese che l’istruttoria riconoscerà.
– TITOLI E PREVENTIVI PRONTICosa Fare: Prepararsi prima dell’apertura
Dato che lo sportello premia l’ordine di arrivo, la preparazione deve concludersi prima dell’apertura. Nella pratica è utile seguire questi passaggi:
- verificare che l’impresa sia una PMI e che abbia sede legale e operativa in Italia;
- controllare data e stato del titolo: per Brevetti+ contano le date di deposito e di concessione e l’esito del rapporto di ricerca;
- raccogliere i preventivi dei fornitori di servizi e distribuire la spesa tra le macroaree rispettando il limite del 20%;
- accertare di essere in regola con la polizza contro le calamità naturali;
- controllare gli aiuti de minimis già incassati;
- predisporre le credenziali per le piattaforme e, dove richiesto, la firma digitale, in modo da inviare la domanda subito dopo le ore 12 del giorno di apertura.
Le informazioni qui riportate poggiano sulle sintesi della stampa specializzata e sulle indicazioni diffuse dai soggetti gestori: prima di inoltrare la domanda bisogna leggere per intero i tre decreti direttoriali del 28 settembre 2026 e i relativi allegati, dove si trovano le regole definitive su spese ammissibili, massimali e modalità di rendicontazione.
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