Mesi passati a correre da una parte all’altra, scadenze, riunioni, progetti da chiudere e quella mostra che “la vediamo appena abbiamo un attimo”. Ecco, quell’attimo è arrivato!
Agosto ci concede finalmente qualche giorno per rallentare, anche se sappiamo che qualcuno riuscirà comunque a riempire l’agenda. Che siate al mare, in montagna, in città o semplicemente in fuga dal computer, abbiamo raccolto alcune mostre di architettura in corso in Italia (e poco oltre) da vedere ad agosto, una buona scusa per interrompere la pausa pranzo, allungare un itinerario o fare qualcosa di culturale per arricchire l’esperienza di vacanza.
A voi la scelta!
Vitalità dell’architettura italiana
MAXXI Roma • fino al 15 novembre 2026
foto: © Giorgio Benni
La mostra ripercorre 80 anni di architettura italiana, dalla nascita della Repubblica a oggi, attraverso progetti, idee e visioni. Curata da Pippo Ciorra ed Elena Tinacci, l’esposizione indaga temi come il ruolo pubblico dell’architettura, il rapporto con il paesaggio e il patrimonio e il modo di abitare.
Accanto ai protagonisti del Novecento, sono presentati anche progetti recenti di architetti e studi italiani, in Italia e all’estero, per raccontare le traiettorie dell’architettura contemporanea.
Ne parliamo qui → 80 anni di architettura italiana in mostra al MAXXI
Andrea Branzi by Toyo Ito
Triennale Milano • fino al 4 ottobre 2026
Installation view, foto di Andrea Rossetti
Filtrata dallo sguardo del Premio Pritzker Toyo Ito, amico e collaboratore di Branzi – e realizzata in collaborazione con Fondation Cartier – la mostra porta in scena Installazioni, disegni, oggetti e fotografie che restituiscono la complessità della ricerca di Branzi.
L’allestimento e il percorso espositivo di Toyo Ito ne rileggono il pensiero, creando un dialogo tra due figure centrali dell’architettura e del design contemporanei.
Ne parliamo qui → Andrea Branzi by Toyo Ito. Una lettura inedita sul maestro del pensiero radicale
Architettura alla prova. Il PAC di Ignazio Gardella
PAC – Padiglione d’arte contemporanea – Milano • fino al 13 settembre 2026
Fotografia di una sala della pittura, 1954. Archivio Storico Gardella – CSAC, Università di Parma
Materiali d’archivio, disegni, fotografie, modelli e installazioni in mostra raccontano il processo progettuale che ha portato alla nascita dell’edificio e alla sua ricostruzione dopo l’attentato del 1993.
Un percorso che mette in luce il rapporto tra il PAC, la Villa Reale e il lavoro di sperimentazione di Ignazio Gardella sulla forma, la luce e lo spazio espositivo.
Ne parliamo qui → Il PAC di Ignazio Gardella. Storia di un’icona milanese
Michele De Lucchi. Il conforto dell’architetto
Galleria Antonia Jannone, Milano • fino al 9 gennaio 2027
Circa 40 opere, tra sculture, disegni e tempere, esplorano il rapporto tra architettura, materia e natura.
Dedicato alla ricerca artistica di Michele De Lucchi, il percorso mette al centro la responsabilità del progettare e il conflitto tra costruire e occupare, offrendo uno spazio di libertà e ricerca al di là delle logiche di committenza e mercato.
Maggiori informazioni → Michele De Lucchi. Il conforto dell’architetto
Vincenzo Castella. Timeless archaeology
BUILDING GALLERY, Milano • fino al 3 ottobre 2026
foto: © Vincenzo Castella
Curata da Marco Scotini, la mostra raccoglie circa 60 fotografie, in gran parte inedite, dedicate al paesaggio industriale dagli anni Ottanta a oggi. Attraverso stabilimenti, macchinari e infrastrutture, Castella documenta la trasformazione dal modello fordista a quello post-fordista, restituendo la dimensione materiale e tecnica dei luoghi produttivi.
Tra i siti fotografati figurano ILVA di Taranto, Italsider di Napoli, Ansaldo e Breda, raccontati come un archivio visivo della modernità industriale.
Ne parliamo qui → Il paesaggio industriale senza tempo di Vincenzo Castella in 60 fotografie
Paper/Cosmic Breeze di Gianni Pettena
Motel (Edificio B3) di Manifattura Tabacchi, Firenze • fino al 16 settembre
foto: © Manifattura Tabacchi
Paper/Cosmic Breeze, è la mostra a cura di Davide Giannella, dedicata al maestro Gianni Pettena.
Realizzata nel 1971, l’opera consiste in lunghe strisce di carta sospese che trasformano lo spazio in un’architettura effimera e mutevole.
I visitatori sono invitati a interagire con l’installazione ritagliando il proprio percorso con delle forbici, diventando parte attiva del processo creativo e l’esperienza si evolve continuamente grazie al contributo del pubblico.
La mostra inaugura il programma espositivo di Motel ed è accompagnata da Flesh/Afternoon Sunset, performance che esplora il rapporto tra corpo, materia e architettura in dialogo con l’opera di Pettena.
Maggiori informazioni → manifatturatabacchi.com
Olivetti, l’arte di comunicare
Palazzo Sturm, Bassano del Grappa • fino al 27 settembre 2026
La mostra riunisce 130 oggetti, opere e documenti per raccontare la storia della comunicazione visiva della storica azienda. Curata da Fiorella Bulegato e Giorgio Cedolin, l’esposizione mette in luce lo “stile Olivetti”, capace di unire innovazione tecnologica, visione sociale e ricerca grafica.
Il percorso dialoga con le collezioni del Museo della Stampa Remondini, ospitato nello stesso Palazzo Sturm
Ne parliamo qui → Olivetti, l’arte di comunicare va in scena a Bassano del Grappa
L’architettura del welfare a Pesaro
Chiesa del Suffragio, Pesaro • fino al 1 novembre 2026
In alto, a sinistra i tavoli della mostra | a destra: Carlo Aymonino, Il Campus di Pesaro nella Tempesta di Giorgione, 1978, china e pastelli cera, 50 × 35 cm. Courtesy Luciana Tissi
Curata da Manuel Orazi, l’esposizione racconta come il progetto di Carlo Aymonino con il Gruppo Architettura abbia trasformato la città attraverso nuovi alloggi, servizi pubblici e una nuova organizzazione urbana.
Un’esperienza di welfare urbano che, a distanza di oltre cinquant’anni, torna a interrogare il presente sul rapporto tra casa, servizi e città.
Ne parliamo qui → L’architettura del welfare a Pesaro. Carlo Aymonino e il Gruppo Architettura
Continuità e divergenze. Architetture e paesaggi urbani in Abruzzo 1930-1960
Palazzo ONMI, MAXXI L’Aquila • fino al 18 ottobre 2026
Allestimento. Foto di ©Luca Eleuteri, courtesy Fondazione MAXXI
La mostra racconta le trasformazioni architettoniche e urbane della regione tra fascismo, ricostruzione e modernizzazione. Attraverso disegni, fotografie, documenti d’archivio e opere d’arte, il percorso indaga architettura, arte e urbanistica nelle principali città abruzzesi.
Il percorso espositivo include anche una campagna fotografica di Andrea Jemolo sul patrimonio moderno abruzzese.
Ne parliamo qui → Continuità e divergenze: architetture e paesaggi urbani in Abruzzo, dal 1930 al 1960
Fuksas Paladino – Architetti illuminati e artista
Castello Pasquini, Castiglioncello (LI) • fino al 20 settembre 2026
La mostra mette in dialogo Massimiliano e Doriana Fuksas con Mimmo Paladino, tra architettura e arte contemporanea. Schizzi, modelli, sculture e dipinti raccontano le loro ricerche e un sodalizio artistico nato oltre vent’anni fa, esplorando il confine tra spazio costruito e segno artistico. In mostra anche una nuova scacchiera in argento realizzata insieme, presentata in anteprima assoluta.
Ne parliamo qui → Fuksas Paladino – Architetti illuminati e artista
designULTRA
Carrara • fino al 30 agosto 2026
Parte della X edizione di WhiteCarrara, la mostra – curata da Perla Gianni Falvo per ADI – esplora il confine tra design, arte e uso quotidiano.
Il percorso riunisce opere e progetti di autori italiani e internazionali, mostrando come lampade, arredi e prodotti industriali possano superare la loro funzione e diventare icone culturali.
Ne parliamo qui → designUltra: a Carrara in mostra gli oggetti-icona di Gae Aulenti, Gio Ponti e Sottsass
Oltre confine
La costruzione dell’architettura in Ticino, 1939-1996. Materialità e tettonica
Teatro dell’Architettura, Mendrisio • fino al 20 dicembre 2026
Livio Vacchini, Scuola media, Losone, 1974. Foto © Roberto Conte
Nata da una ricerca ventennale dell’Accademia di architettura dell’Università della Svizzera italiana, la mostra rilegge oltre cinquant’anni di architettura ticinese attraverso la sua dimensione costruttiva.
Sono presentati 100 edifici, documentati con disegni, modelli, fotografie e materiali d’archivio, mettendo al centro materiali, tecniche e sistemi strutturali.
Ne parliamo qui → La costruzione dell’architettura in Ticino: 100 edifici tra materialità e tettonica
A Dessau: cent’anni di Bauhaus
Dessau • fino a febbraio 2027
A Dessau, la Fondazione Bauhaus celebra il centenario del trasferimento della scuola da Weimar, avvenuto nel 1925, con un programma dedicato alla sua eredità.
Mostre, film, conferenze e festival ripercorrono la stagione più produttiva del Bauhaus, tra architettura, design, arte e sperimentazione industriale. Il programma guarda anche al presente, interrogando il patrimonio della scuola alla luce delle sfide sociali ed ecologiche della progettazione contemporanea.
Ne parliamo qui → Da Weimar a Dessau: cent’anni di Bauhaus
A STRUCTURE OF FEELING On a New Generation of Architects in China
Aedes, Berlino • fino al 14 ottobre 2026
Lishui Guyanhuaxiang Art Center, Lishui, Zhejiang, CN, 2024. © schranimage
Una rilettura, a 25 anni da TUMU, dell’architettura cinese contemporanea attraverso il lavoro di nove studi e dodici progetti, affiancati dalle opere di alcuni artisti.
Mentre il percorso di mostra guarda a una nuova generazione di progettisti che lavora tra trasformazione delle città, sviluppo rurale e nuovi modi di costruire, in un contesto molto diverso dalla stagione della crescita accelerata, i progetti raccontano una pratica architettonica che si confronta con le tensioni tra città e campagna, economia e costruzione.
Maggiori informazioni → aedes-arc.de
The century of Gehry
Museu de Serralves, Porto • fino al 30 dicembre 2026
La mostra dedicata a Frank Gehry, scomparso nel 2025, racconta il percorso creativo di uno dei grandi maestri dell’architettura contemporanea attraverso 19 progetti organizzati in otto sezioni tematiche.
Schizzi, modelli e progetti realizzati o rimasti sulla carta mostrano il rapporto tra istinto, sperimentazione e invenzione che caratterizza il suo lavoro. Dalla casa di Santa Monica al Guggenheim di Bilbao e alla Walt Disney Concert Hall, il percorso mette in luce la capacità di Gehry di superare i confini tra architettura e scultura.
Un’attenzione particolare è dedicata anche al dialogo con artisti e architetti, tra cui Álvaro Siza, restituendo una figura guidata da libertà, immaginazione e continua ricerca.
Maggiori informazioni → serralves.pt
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