El Niño è iniziato, rischio temperature sopra la media ed effetti sull’agricoltura


Da probabilità a certezza: è iniziato ufficialmente El Niño. Dopo mesi di spauracchio, alla fine è arrivata la conferma di un aumento delle temperature causato dal fenomeno naturale. In Europa però il caldo è dato dalle azioni umane. Il mix comunque è esplosivo, con un aumento delle temperature nell’immediato ma che si protrarranno nel medio-lungo periodo. Infatti, secondo le previsioni, non sarà il 2026 l’anno più caldo mai registrato, bensì il 2027, che si trascinerà dietro proprio gli effetti di El Niño in combinazione con la crisi climatica.

Le conseguenze di El Niño possono non essere del tutto negative. Infatti, anche se noi ne risentiremo, con rischi per la salute, le condizioni per cereali e sementi, come la soia, risultano più favorevoli. Ci sono vincitori e vinti, potremmo dire, con zone che saranno maggiormente colpite da eventi climatici estremi, con conseguenze anche negative per l’agricoltura, e altre parti del mondo che invece potrebbero risentirne positivamente.

El Niño è ufficialmente iniziato

Sì, El Niño è ufficialmente iniziato. Il fenomeno naturale da probabile è diventato una certezza. Si è infatti formato nell’oceano Pacifico, dove le temperature sono state viste in rialzo, e si prevede già che raggiungerà dei picchi record. Secondo la National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA), sarà paragonabile o peggiore rispetto a quello avvenuto nel 1997, che contribuì a causare danni per miliardi di dollari per ondate di calore, inondazioni, siccità, tornado e incendi boschivi.

Il riscaldamento naturale dato dal fenomeno arriva in un pianeta già bollente, dove però la colpa è stata indicata dagli esperti verso l’attività umana, come l’inquinamento da combustibili fossili. Il mix inevitabilmente avrà delle conseguenze sugli eventi meteorologici estremi in tutto il mondo.

Secondo l’annuncio della NOAA, c’è la probabilità che El Niño raggiunga un’intensità tale tra la fine dell’autunno e l’inizio dell’inverno da classificarsi come uno dei più grandi eventi El Niño mai registrati nella storia a partire dal 1950.

Come El Niño influenzerà il clima mondiale

L’oceano Pacifico si scalda e non è un fenomeno che resta localizzato in quelle acque. Infatti, El Niño influenza i modelli meteorologici portando una grande quantità di calore in superficie, alimentando così gli eventi estremi in diverse parti del mondo. Lo spiegano gli esperti climatologi che hanno partecipato all’annuncio ufficiale dell’avvio di El Niño.

Abby Frazier, climatologa della Clark University, per esempio, dice:

Soprattutto nel Pacifico, la situazione può precipitare molto rapidamente.

Gli fa eco il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, che ha descritto El Niño come un “urgente avvertimento climatico”, la cui presenza alimenterà ulteriormente il riscaldamento globale.

Gli effetti sull’agricoltura

Gli effetti di El Niño non saranno diretti sull’estate 2026, questo è stato più volte raccontato e spiegato dagli esperti. Ma ci saranno comunque delle conseguenze che variano a seconda della regione e del periodo dell’anno tra l’autunno 2026 e l’inverno 2027.

I climatologi hanno spiegato che El Niño può attenuare l’attività degli uragani atlantici, ma allo stesso tempo intensifica la loro attività nel Pacifico. Così, mentre le coste orientali e il Golfo degli Stati Uniti potrebbero essere risparmiati, le Hawaii e altre isole sono invece maggiormente a rischio.

Il Medio Oriente invece, solitamente colpito da siccità, potrebbe trarne beneficio. Il Sudamerica occidentale, zona dove il fenomeno El Niño ha origine, viene colpito per primo da un’estate calda, forti piogge e inondazioni.

Dall’altra parte l’India, che si troverà ad affrontare ondate di calore più intense, e l’Australia, che passerà l’estate tra siccità e incendi. L’Africa nord-orientale rischia di subire bruschi cambiamenti climatici tra siccità e piogge pericolosamente intense.

Tutto questo ha un impatto sull’agricoltura globale. Per esempio, negli Stati Uniti le forti precipitazioni nel sud potrebbero favorire il settore agricolo, in particolare per cereali e sementi come la soia, ma avere un impatto negativo per i prodotti lattiero-caseari e l’allevamento bovino.

Secondo l’economista climatico Marshall Burke:

L’aumento delle temperature causato da questo fenomeno meteorologico può frenare la crescita economica americana. Abbiamo prove piuttosto evidenti che l’economia statunitense cresce più lentamente quando le temperature sono superiori alla media.

Le conseguenze su Europa e Italia

L’estate 2026 sarà calda per l’Europa e anche per l’Italia, ma non sarà direttamente collegata a El Niño. Il rapporto tra questo fenomeno e il clima europeo è infatti meno immediato, ma non inesistente. Si potrebbe dire che agisce come un amplificatore degli eventi estremi, perché si somma agli effetti del riscaldamento globale e può rendere le ondate di calore più intense e persistenti.

L’Italia, quindi, non subirà direttamente gli effetti di El Niño, ma il riscaldamento delle acque avrà un effetto sul Mediterraneo, che è già un bacino sotto stress. Infatti il nostro mare si scalda rapidamente, accumula energia nelle acque superficiali e alimenta notti tropicali.

Il servizio Copernicus ha indicato come il 2026 risulti essere già uno degli anni più caldi mai registrati, con diversi mesi che hanno superato dei record, come per esempio aprile e maggio 2026, il secondo maggio più caldo a livello globale. L’Europa, ricordiamolo, si scalda molto velocemente, più velocemente di altri continenti, ed è per questo che percepiamo valori da record.

L’impatto sulla salute (si contano i primi morti), l’agricoltura, il lavoro, ma anche le reti energetiche è più elevato. Così, mentre abbiamo già il nostro problema, ovvero il riscaldamento globale, El Niño arriva come moltiplicatore dei fenomeni che imperversano comunque sull’Europa. Il picco comunque arriverà tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027. Di El Niño quindi si continuerà a parlare a lungo, con conseguenze dirette e indirette ancora tutte da calcolare.




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