MIRACOLO EUCARISTICO: MISTICISMO E SPIRITUALITÀ TRA FEDE E DUBBIO


L’omelia di Mons. Simone Giusti, Vescovo della Diocesi di Livorno, pronunciata in occasione di una Cresima e incentrata sul significato del Corpus Domini e dei miracoli eucaristici, ha suscitato in me il desiderio di sapere ed approfondire l’argomento.

Ho cercato così di comprendere meglio che cosa sia un miracolo eucaristico e perché si celebri la solennità del Corpus Domini. Questa festa fu estesa a tutta la Chiesa cattolica nel 1264 da Papa Urbano IV, anche sulla scia di una celebrazione già presente in Belgio, in seguito al celebre Miracolo di Bolsena del 1263. Durante la celebrazione della Messa nella Basilica di Santa Cristina a Bolsena, un sacerdote boemo, tormentato dai dubbi sulla presenza reale di Cristo nell’Eucaristia, vide l’ostia consacrata sanguinare copiosamente, macchiando il corporale di lino e alcune pietre dell’altare.

Il Miracolo Eucaristico di Lanciano, secondo la tradizione, risale invece all’VIII secolo. Un monaco basiliano, mentre celebrava la Santa Messa, fu assalito dal dubbio circa la presenza reale di Gesù nell’Eucaristia. Pronunciate le parole della consacrazione sul pane e sul vino, vide il pane trasformarsi in Carne e il vino in Sangue.

Si tratta di eventi che ogni cristiano dovrebbe almeno conoscere, se la partecipazione domenicale alla Messa rappresenta davvero un momento di nutrimento spirituale e non un semplice adempimento formale.

Le analisi scientifiche condotte sulle reliquie di Lanciano negli anni Settanta hanno rilevato che la “Carne” è costituita da tessuto miocardico umano e che il “Sangue” è di gruppo AB, con caratteristiche compatibili con il sangue umano. Lo stesso gruppo sanguigno è stato rilevato anche sulla Sindone di Torino.

Gli esami furono eseguiti dal professor Odoardo Linoli, docente di Anatomia e Istologia Patologica, e successivamente oggetto di ulteriori valutazioni scientifiche. Rimane comunque aperto il dibattito sull’interpretazione dei risultati e sul significato da attribuire a tali evidenze.

Il sito “Miracoli Eucaristici”, attraverso una vasta raccolta fotografica e documentaria, presenta circa 136 miracoli eucaristici riconosciuti dalla Chiesa e verificatisi nel corso dei secoli in diversi Paesi del mondo. La mostra itinerante, composta da circa 166 pannelli espositivi, permette una visita virtuale dei luoghi in cui tali eventi sarebbero avvenuti. È stata ospitata nei cinque continenti, in migliaia di parrocchie e in numerosi santuari mariani, tra cui Fatima, Lourdes e Guadalupe.

Anche il sito “Santuario del Miracolo Eucaristico di Lanciano” offre numerosi approfondimenti storici e religiosi sul tema.

Liturgicamente, la festività del Corpus Domini cade il giovedì successivo alla solennità della Santissima Trinità, sessanta giorni dopo la Pasqua. In molti Paesi, tra cui l’Italia, viene tuttavia celebrata la domenica successiva per consentire una maggiore partecipazione dei fedeli.

Ringrazio Mons. Giusti per la sua coinvolgente omelia, che mi ha stimolato a informarmi e ad approfondire questi temi. Tuttavia, una domanda sorge spontanea: tali miracoli si accettano per fede o il dubbio continua ad accompagnarci?

La questione dei miracoli eucaristici conduce inevitabilmente a una riflessione più ampia: quale rapporto esiste tra fede e dubbio? È possibile credere senza interrogarsi oppure il dubbio rappresenta una componente essenziale del cammino spirituale? Fede e dubbio non sono necessariamente opposti. Il dubbio non è sempre l’antitesi della fede; può esserne invece il motore, una domanda che spinge a cercare risposte più profonde e ad arricchire la propria spiritualità.

Nella tradizione giudaico-cristiana, l’uomo è l’unico essere creato a immagine e somiglianza di Dio. A differenza degli animali, guidati prevalentemente dall’istinto, l’essere umano possiede ragione e volontà. Grazie a queste facoltà è capace di comprendere, scegliere, progettare e creare (talvolta, purtroppo ahimè anche distruggere).

Dio e l’uomo condividono, pur in misura infinitamente diversa, una capacità creativa. È proprio questa attitudine, che si manifesta nella produzione di bellezza, cultura e progresso, a essere considerata da molti come un riflesso della dimensione divina presente nell’uomo.

Molti teologi distinguono tra un dubbio “sano”, che stimola la ricerca della verità, e un dubbio sterile, che conduce soltanto allo scetticismo.

Sir Fred Hoyle, astronomo e matematico britannico del XX secolo, fu celebre sia per le sue intuizioni scientifiche sia per il suo anticonformismo. Pur avendo coniato nel 1949 il termine “Big Bang” con intento ironico, vide quel nome diventare la denominazione universalmente accettata della teoria che contestava. Nel suo libro The Intelligent Universe (1983), Hoyle utilizzò una celebre metafora per esprimere quanto ritenesse improbabile l’origine casuale della vita: la probabilità che strutture biologiche complesse si formino spontaneamente sarebbe paragonabile a quella che un tornado, attraversando un deposito di rottami, riesca ad assemblare un Boeing 747 perfettamente funzionante.

Molti pensatori e teologi hanno sostenuto che l’opposto del credere non sia il dubitare, bensì il sapere con assoluta certezza. La fede, per sua natura, implica infatti l’accettazione di una quota di mistero e di incertezza. Anche l’atteggiamento dell’apostolo Tommaso può essere letto come quello di un uomo concreto che non rinuncia a interrogarsi. Egli rappresenta il credente che cerca, che domanda, che desidera comprendere.

Credere non significa smettere di pensare, di dubitare o di interrogarsi. La fede autentica non coincide con l’assenza totale di dubbi, né la crescita spirituale comporta necessariamente la loro eliminazione.

Ma cosa intendiamo quando affermiamo che la fede è un dono di Dio? Forse che Dio si manifesta alla persona senza costringerla, lasciandole la libertà di accogliere o meno quella presenza.

Alcuni teologi hanno visto nell’essere umano una sorta di riflesso della Trinità:

  • il corpo, espressione tangibile della creazione del Padre;
  • la mente, simbolicamente associata al Logos, il Figlio;
  • lo spirito o l’anima, richiamati allo Spirito Santo.

L’essere umano appare così “divino” non perché uguale a Dio, ma perché dotato di coscienza, libertà, ragione e capacità di amare.

Il miracolo eucaristico rimane, per il credente e per il non credente, un evento sospeso tra storia e mistero, tra ricerca razionale e adesione di fede. Ed è forse proprio questo equilibrio tra certezza e dubbio a renderlo ancora oggi motivo di riflessione, confronto e crescita interiore.

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 Ferdinando Guarnieri

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