Pozzuoli (Napoli), 12 agosto 2026 – A Pozzuoli la gente ti parla con le lacrime agli occhi, mentre la politica discute e gli scienziati pure, legge speciale o stato d’emergenza per i Campi Flegrei? Più grave il rischio dei terremoti – dopo le scosse del 31 luglio, di magnitudo 4.7 – o quello dell’eruzione? Finora abbiamo capito tutto o non abbiamo ancora capito nulla? Le parole restituiscono un senso di precarietà e smarrimento e rimandano sempre al punto di partenza. Quindi?

Luigi Manzoni, ingegnere, sindaco di Pozzuoli: “La città non morirà, lavoriamo perché i cittadini possano convivere con il bradisismo” (foto Rita Bartolomei)

Sindaco, ma non si rischia di perdere tempo, così? “No, il tempo si è perso in passato. Ora abbiamo bisogno di provvedimenti ad hoc, il fenomeno non è mai stato affrontato con le giuste precauzioni. Lo stato d’emergenza non serve, noi chiediamo una legge speciale”.

Pozzuoli, parco Olivetti: un edificio squarciato dal sisma del 31 luglio 2026 (foto Rita Bartolomei)

Pozzuoli, parco Olivetti: un edificio squarciato dal sisma del 31 luglio 2026 (foto Rita Bartolomei)

Luigi Manzoni, ingegnere, primo cittadino Pd al secondo mandato, veste la divisa della Protezione civile nella sede del Coc (Centro operativo comunale) a Monterusciello – scritto così -, siamo fuori Pozzuoli, questo è il quartier generale dell’emergenza, ogni giorno c’è la fila degli sfollati, ormai sono 2.500 persone in una città che conta un po’ meno di 80mila residenti. Qualcuno suggerisce, il sindaco non vuole lo stato d’emergenza perché sarebbe un commissario a gestire tutto. Ma lui va avanti per la sua strada.

Intanto: un uomo in carrozzina sta chiedendo a un volontario come fare, gli hanno chiuso la strada. La mamma con il figlio adolescente è stata sfrattata dalla chiesa vicina, pericolante. Le squadre dei vigili del fuoco sono in partenza, si devono ancora completare i sopralluoghi. Agostino De Lorenzo, architetto, dirigente del Comune, fa i conti delle forze in campo: “Ci sono 14 tecnici dell’amministrazione che mi supportano, molti hanno revocato le ferie. Ma i numeri dell’emergenza sono importanti. Per questo è fondamentale la collaborazione di Stato e Regione Campania, che ha inviato 37 squadre Aedes composte da un minimo di 3 persone, e personale amministrativo. Le prospettive del rientro a casa? Difficile rispondere, per un congruo numero di persone può essere come minimo questione di mesi, ma per l’adeguamento statico sicuramente occorrono anni”.

I Campi Flegrei (Napoli) sono un'area vulcanica che dagli studi dell'Ingv è attiva da almeno 110mila anni. Per il fenomeno del bradisismo (sollevamento e abbassamento del suolo) le scosse di terremoto sono continue

I Campi Flegrei (Napoli) sono un’area vulcanica che dagli studi dell’Ingv è attiva da almeno 110mila anni. Per il fenomeno del bradisismo (sollevamento e abbassamento del suolo) le scosse di terremoto sono continue

Le proteste (e la politica)

Le proteste in piazza hanno lasciato in giro gli slogan, scritte nere su lenzuoli bianchi. “La terra trema lo Stato dorme. Sicurezza e salute subito”; “Pozzuoli c’è, voi no”; “Pozzuoli è storia, i puteolani chiedono rispetto e sicurezza!”; “Pozzuoli vive”. Al porto, sulla banchina ferita dal sisma, un grande striscione del cuore, “il nostro amore ti sanerà le crepe e tornerai più bella”. Unico non bersaglio della rabbia sembra il governatore della Regione Roberto Fico, ex presidente della Camera, esponente di primo piano dei 5 Stelle, Napoli e la Campania sono da sempre roccaforte del movimento. Ma nelle proteste di piazza si è insinuata la politica? Il sindaco dice che “a Pozzuoli non sono stupidi”, traduzione del più efficace, “cca nisciuno è fesso”. Se anche qualcuno ci provasse, la gente non si farebbe usare.

Il coprifuoco nel centro di Pozzuoli

Ma è girando per il centro la sera che si capisce di colpo cos’è cambiato. E non basta l’idea che i napoletani, frequentatori abituali di Pozzuoli, nella settimana di Ferragosto sono in vacanza, qui non si vedono neanche gli stranieri. Come ci fosse il coprifuoco anche ora che è la notte di San Lorenzo, la notte dei desideri e delle stelle cadenti. Ma dov’è quella famosa pizzeria al porto ferito dal terremoto del 31 luglio, non si vede l’insegna. Il telefono toglie ogni dubbio, siamo chiusi, fa sapere una voce registrata. Si devono rimediare i danni.

Concetta Palomba, titolare di un bar davanti agi imbarchi, di martedì mattina 11 agosto ha ancora esposto un cartello: niente caffè e niente uso del bagno, manca l’acqua. Denuncia: “Siamo in questa situazione dal 31 luglio. Difficile lavorare così”.

Gli sfollati: Parco Olivetti e gli altri

Gli sfollati non si rassegnano, e in via Alfonso Artiaco al centro del cortile, tra i palazzi Ina-Casa ‘bucati’ dalle scosse – e si svelano curiose intercapedini vuote – c’è chi si è ‘accampato’, tavolinetto di plastica, sedie e acqua, le persone stanno insieme per dividere il peso. Al parco Olivetti – il quartiere operaio nel verde voluto da Adriano, l’imprenditore illuminato – ci sono danni ingentissimi e c’è questo palazzo squarciato che fa impressione, con un cortile tutto fiorito, come se la bellezza che si respira ovunque in queste terre non volesse cedere alla rovina. C’è chi ha deciso di andare via. Ci sono quelli che fanno i pendolari, se ne vanno un po’ per allentare la tensione e poi tornano, è successo anche la notte tra il 9 e il 10 agosto, per la scossa di magnitudo 3. “Pozzuoli vive”, hanno scritto davanti a un bar market in via della Solfatara. Raffaele del Pezzo è sfollato a casa del figlio, “stiamo bene ma non è vita, a questa età. Le persone sono stressate, hanno paura. Poi con questo caldo, non ci stiamo più con la testa. Anche negli anni Ottanta sono dovuto andare via. Ma poi sono tornato, perché io sono nato qui, questa è la mia terra, questo è il sangue”. E si tocca il braccio, come quando si fa un prelievo.  

Stellario Ruggero, commerciante di Pozzuoli, tra le voci del comitato che ha portato la protesta per le strade (foto Rita Bartolomei)

Stellario Ruggero, commerciante di Pozzuoli, tra le voci del comitato che ha portato la protesta per le strade (foto Rita Bartolomei)

La voce del comitato e le richieste dei commercianti

Il titolare del bar, Stellario Ruggero, è tra le voci del comitato che ha portato la protesta per le strade di Pozzuoli. “La priorità sono gli sfollati, le persone che hanno perso la casa. Ma anche chi non può spostarsi, c’è chi ancora dorme sulle panchine, stiamo raccogliendo generi di prima necessità. Vero, ci sono anche fenomeni di speculazione. Ma noi li combattiamo. Come commercianti oggi ci troviamo di fronte al deserto, la gente non c’è. Anche per questo abbiamo chiesto al sindaco di sospendere qualsiasi tributo. Alla fine il nostro impegno è per far rinascere Pozzuoli, che era la perla della Campania. Non vogliamo che diventi uno scoglio”.

La risposta del Comune

“Stiamo lavorando per esentare i commercianti dell’area bradisismica da tutti i tributi comunali – elenca il sindaco -. Quindi Tari, Imu, occupazione di suolo pubblico, tassa di soggiorno. Questo è il nostro obiettivo. A livello nazionale, chiederemo la sospensione dei mutui e come intervenire, qualora ci fossero casse integrazioni”.

Le tante anime di Pozzuoli

La gente cucina e fa la spesa per chi ha perso la casa. Si è messa in moto una rete di solidarietà forte, ci sono legami stretti. Poi emergono come sempre anche le manifestazioni meno nobili, da chi prova a speculare sugli affitti ai tentativi di sciacallaggio nelle case abbandonate in fretta.

Giovanna Marra, commerciante di Pozzuoli, nei Campi Flegrei, dà voce ai timori dei residenti (foto Rita Bartolomei)

Giovanna Marra, commerciante di Pozzuoli, nei Campi Flegrei, dà voce ai timori dei residenti (foto Rita Bartolomei)

“Il nostro futuro è incerto”

Giovanna Marra, titolare di un salone di bellezza vicino al parco Olivetti, quando ha visto l’intonaco crepato nelle stanze della sua attività ha chiamato subito gli operai, “perché chi viene qui vuole rilassarsi, deve essere un ambiente accogliente”. Un modo per difendere un po’ di normalità. Guarda al futuro, gli occhi diventano lucidi: “Abbiamo perso i nostri punti di riferimento, è tutto surreale. Siamo svuotati dentro. Non chiediamo assistenza, chiediamo tutela dei nostri spazi. In questi tre anni si è perso tempo, gli edifici non sono stati messi in sicurezza, magari perché c’era una finestra di 5 centimetri più grande rispetto a un’altra. Andare via? Chi è nato in questa terra ha difficoltà, solo che dovremmo essere più protetti. Il futuro dei nostri figli è incerto”.

“Dateci un segnale chiaro”

“Abbiamo bisogno della riduzione del rischio, della messa in sicurezza, non di qualcuno che litighi come sta succedendo – si rammarica Santina Cerasuolo titolare di un B&B in via della Solfatara -. Qualcuno che ci dica non che non succede niente, perché nessuno questo lo può sapere. Ma che ci parli delle vie d’uscita. Già ci sono lavori in tutta Pozzuoli, non si riesce a camminare oggi…”.

Carlo Migliore – formazione da geologo, ha aperto il gruppo Fb ‘Gli ottimisti dei Campi Flegrei’ e ogni giorno cerca di tradurre il linguaggio dei bollettini in modo comprensibile per le persone, stile sobrio, mai estremismi, la conclusione in neretto è sempre la stessa, “buona giornata” – guarda all’emergenza e si chiede: “Ma il piano di evacuazione come è stato pensato? Quali sono le vie di fuga? Perché la ferrovia è la prima a risentirne, in caso di terremoti. E la tangenziale passa molto vicino alla Solfatara. O si pensa alle navi, alla via del mare…”. Interrogativi pesanti. Ma c’è una domanda più pesante di tutte: che ne sarà di Pozzuoli? La città è destinata a morire? Il sindaco Manzoni non ha dubbi: “Assolutamente no. Stiamo lavorando da anni perché le persone possano convivere con il bradisismo”.

 


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