La pubblicità dentro l’intelligenza artificiale generativa comincia a diventare un vero e proprio mercato. OpenAI ha annunciato l’11 agosto 2026 il lancio di ChatGPT Ads in Regno Unito, Messico, Brasile, Giappone e Corea del Sud, proseguendo l’espansione internazionale del progetto pubblicitario avviato negli Stati Uniti e successivamente esteso a Canada, Australia e Nuova Zelanda.
Un passaggio che merita attenzione non soltanto per le dimensioni raggiunte da ChatGPT, ma perché apre progressivamente agli investitori pubblicitari un ambiente molto diverso dai tradizionali motori di ricerca e dai social network: la conversazione.
L’utente non si trova necessariamente davanti a una pagina di risultati o a un feed da scorrere, ma sta formulando domande, confrontando alternative, cercando informazioni o avvicinandosi a una decisione. È proprio all’interno di questo contesto che OpenAI sta costruendo il proprio modello pubblicitario.
Dalla sperimentazione a un nuovo canale pubblicitario
Il progetto era partito il 9 febbraio negli Stati Uniti con un test rivolto agli utenti adulti dei piani Free e Go. A marzo l’espansione era stata annunciata verso Canada, Australia e Nuova Zelanda, mentre il 7 maggio OpenAI aveva anticipato l’intenzione di raggiungere Regno Unito, Messico, Brasile, Giappone e Corea del Sud. Con l’aggiornamento dell’11 agosto questi ultimi cinque mercati risultano ora ufficialmente attivi.
La documentazione di ChatGPT Ads Manager Beta, aggiornata il 12 agosto, offre inoltre un quadro molto più concreto di quello che il nuovo ecosistema pubblicitario sta diventando.
Gli inserzionisti possono costruire campagne scegliendo fra obiettivi basati su CPM, CPC e oCPC, rispettivamente orientati alla copertura, ai clic e alle azioni di conversione successive al clic. Sono previsti budget giornalieri o complessivi di campagna e sistemi di targeting geografico.
Per i nove Paesi attualmente indicati dalla piattaforma sono previsti anche budget giornalieri minimi differenti: 25 dollari negli Stati Uniti, 25 dollari canadesi in Canada, 25 dollari australiani in Australia, 25 dollari neozelandesi in Nuova Zelanda, 15 sterline nel Regno Unito, 40 real brasiliani in Brasile, 150 pesos in Messico, 2.500 yen in Giappone e 25.000 won in Corea del Sud.
Numeri che mostrano come il progetto stia progressivamente passando dalla fase puramente sperimentale alla costruzione di una vera infrastruttura commerciale.
Come appare la pubblicità dentro ChatGPT
Il formato scelto da OpenAI mantiene, almeno per ora, una separazione evidente tra contenuto generato dall’intelligenza artificiale e messaggio commerciale.
Gli annunci vengono mostrati al di sotto delle risposte di ChatGPT e comprendono il nome dell’inserzionista, titolo, descrizione, pagina di destinazione e immagine creativa.
Ma l’aspetto più interessante per il mercato pubblicitario riguarda il sistema attraverso cui viene selezionata la pubblicità.
ChatGPT Ads può infatti considerare il contesto e l’intento della conversazione in corso, insieme alle caratteristiche della landing page, al testo dell’annuncio e alle indicazioni di contesto fornite dagli inserzionisti. Quando la personalizzazione pubblicitaria è abilitata possono essere presi in considerazione anche determinati segnali provenienti dall’esperienza più ampia dell’utente con ChatGPT.
Non siamo quindi semplicemente davanti alla trasposizione di un banner dentro un chatbot.
Il principio è quello di intercettare un utente mentre sta manifestando attraverso la conversazione un interesse, un bisogno oppure un’intenzione.
Ed è probabilmente qui che si gioca una delle partite più interessanti del futuro advertising.
Non solo impression: arrivano clic e conversioni
Anche il sistema di misurazione comincia ad assumere caratteristiche familiari a chi lavora nel digital advertising.
Ads Manager Beta mette già a disposizione dati relativi a impression, clic, spesa, CTR, CPC medio, CPM medio e conversioni. Gli inserzionisti possono inoltre utilizzare parametri di tracciamento nelle URL per analizzare all’interno dei propri strumenti il traffico proveniente dalle campagne ChatGPT.
OpenAI indica inoltre un sistema d’asta ponderato sulla rilevanza e, per le campagne CPC, suggerisce agli inserzionisti che iniziano a utilizzare la piattaforma una base di offerta massima compresa fra 3 e 5 dollari per clic.
Dettagli tecnici che confermano come ChatGPT Ads stia assumendo sempre più la struttura di una piattaforma pubblicitaria autonoma.
Il nodo della privacy
Resta naturalmente centrale il rapporto tra pubblicità, conversazioni e privacy.
OpenAI ribadisce che gli annunci non influenzano le risposte fornite da ChatGPT e che queste rimangono separate dalla componente commerciale. L’azienda dichiara inoltre che gli inserzionisti non hanno accesso alle conversazioni, alla cronologia delle chat, alle memorie o ai dati personali degli utenti, ricevendo invece informazioni aggregate sulle prestazioni degli annunci.
Non vengono inoltre mostrati annunci agli account identificati come appartenenti a minori di 18 anni e sono previste limitazioni nei contesti sensibili o regolamentati.
Sono elementi destinati inevitabilmente a restare sotto osservazione man mano che il sistema pubblicitario crescerà.
E l’Italia?
È probabilmente la domanda più interessante per il nostro mercato.
Al 12 agosto 2026 l’Italia non compare tra i Paesi indicati nella documentazione ufficiale di ChatGPT Ads Manager Beta, mentre OpenAI dichiara esplicitamente di voler continuare l’espansione verso nuovi mercati nel corso dell’anno.
Non esiste quindi, al momento, una data ufficiale per l’arrivo della pubblicità di ChatGPT nel nostro Paese.
Ma la direzione appare ormai piuttosto chiara.
Dopo search advertising, social advertising, retail media e connected TV, il mercato potrebbe presto dover familiarizzare con un’altra definizione: conversational advertising.
La differenza non è soltanto tecnologica. Nei motori di ricerca l’inserzionista cerca di intercettare una parola chiave; nei social cerca di individuare un pubblico; nell’intelligenza artificiale conversazionale potrebbe invece tentare di inserirsi nel momento stesso in cui una persona sta ragionando su una scelta.
Ed è proprio questo passaggio che rende ChatGPT Ads un fenomeno da seguire con attenzione.
Perché la domanda non è più se l’intelligenza artificiale entrerà nel mercato pubblicitario.
Ci è già entrata. Adesso bisognerà capire quanto profondamente cambierà le regole del gioco.
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