Francesco Brigante

All’Accademia Tadini di Lovere il riconoscimento alla carriera per l’imprenditore del turismo sammarinese, delegato SISTUR e gūji del San Marino Jinja, il santuario shintoista nato nel segno dell’amicizia tra San Marino e il Giappone.

Ci sono percorsi professionali che si sviluppano lungo una linea prevedibile e altri che, nel tempo, finiscono per unire mondi apparentemente lontani. Quello di Francesco Brigante, residente nella Repubblica di San Marino, appartiene alla seconda categoria: turismo e accoglienza, rappresentanza del settore, relazioni internazionali e un profondo incontro con la spiritualità orientale.

Il prossimo 12 settembre 2026, nella cornice dell’Accademia Tadini di Lovere, Brigante sarà tra i protagonisti della XXII edizione del Premio Internazionale ISFOA alla Carriera.

Il riconoscimento inserisce il suo nome in un albo nel quale, nel corso degli anni, sono entrate personalità provenienti dallo spettacolo, dalla cultura, dall’impresa, dalle professioni e dalle istituzioni. Tra i premiati delle precedenti edizioni figurano infatti Andrea Bocelli, Massimo Ranieri, Alessandro Borghese, Giovanni Malagò e Tonino Lamborghini.

La cerimonia di Lovere rappresenterà un nuovo capitolo nella storia del premio e porterà sulle rive del Lago d’Iseo esperienze professionali differenti, accomunate dalla volontà di valorizzare percorsi costruiti attraverso competenza, responsabilità e capacità di creare relazioni.

Francesco Brigante e il Premio ISFOA 2026

La figura di Francesco Brigante si distingue innanzitutto per la lunga esperienza maturata nel mondo dell’ospitalità e del turismo sammarinese.

Già nel 2013, al Grand Hotel Primavera, veniva indicato come tutor aziendale nell’ambito di un progetto che permetteva agli studenti del Liceo Economico Aziendale di avvicinarsi concretamente al mondo del lavoro. In quell’occasione Brigante sottolineava l’importanza di mostrare ai giovani anche ciò che accade “dietro le quinte” dell’attività alberghiera.

La sua presenza nel comparto turistico della Repubblica emerge anche dagli incarichi ricoperti nelle organizzazioni di settore. Nel 2016 il suo nome compariva nel direttivo dell’USOT, Unione Sammarinese Operatori del Turismo, mentre i documenti relativi alla programmazione strategica del turismo della Repubblica lo indicano in relazione al Consorzio San Marino 2000.

Un impegno che prosegue ancora oggi: nel 2025 Brigante è stato inserito nel Consiglio direttivo dell’USOT per la sezione alberghi, in rappresentanza dell’Hotel I-Design.

A questa esperienza si aggiunge l’attività nel campo degli studi e della ricerca applicati al turismo. La Società Italiana di Scienze del Turismo – SISTUR indica Francesco Brigante come delegato per la Repubblica di San Marino.

Sono elementi che restituiscono il profilo di un professionista che ha interpretato il turismo non soltanto come attività economica, ma anche come occasione d’incontro fra persone, culture e identità.

Il San Marino Jinja e l’incontro con lo Shinto

È proprio su questo terreno che il percorso professionale di Brigante incontra la dimensione probabilmente più originale della sua biografia pubblica: il rapporto con la tradizione religiosa giapponese dello Shinto.

Francesco Brigante è infatti gūji, sacerdote custode del San Marino Jinja, il santuario shintoista situato a Serravalle e inaugurato nel giugno 2014. La struttura nacque nel segno dell’amicizia tra San Marino e il Giappone e come luogo dedicato alla memoria delle vittime del terremoto e dello tsunami che colpirono il Tōhoku nel marzo 2011, provocando circa ventimila morti e dispersi.

Il santuario, consacrato ad Amaterasu, la divinità solare centrale nella tradizione shintoista, fu realizzato secondo tecniche e criteri architettonici giapponesi e successivamente trasportato fino alla Repubblica di San Marino. Alla cerimonia inaugurale parteciparono rappresentanti istituzionali e religiosi provenienti dal Giappone, dall’Italia e dal territorio sammarinese.

Brigante era stato nominato custode nel 2013. Il suo compito è diventato nel tempo quello di preservare il santuario, promuoverne i valori e favorire una migliore conoscenza della cultura shintoista in Europa.

La sua esperienza è stata portata anche nell’ambito della ricerca turistica. In occasione di una riunione scientifica della SISTUR, Brigante ha presentato insieme a Claudio Rossi un contributo dedicato al tema “San Marino Jinja: turismo interculturale sostenibile”.

Lo studio ha messo in luce la capacità del santuario di attirare cittadini giapponesi residenti in Europa, appassionati di cultura orientale e visitatori interessati a una forma di turismo spirituale e rispettoso dell’ambiente. Dal 2019, inoltre, presso il San Marino Jinja possono essere celebrati anche matrimoni civili con rito shintoista legalmente riconosciuti dalla Repubblica di San Marino.

Turismo, natura e relazioni tra i popoli

Nella tradizione shintoista il rapporto tra essere umano e natura occupa una posizione centrale. Non si tratta soltanto di una pratica religiosa, ma di una visione fondata sul rispetto dei luoghi, degli elementi naturali e dell’armonia che unisce ogni forma di vita.

Questa sensibilità dialoga direttamente con una concezione contemporanea del turismo: meno orientata al consumo veloce delle destinazioni e maggiormente attenta all’esperienza, alla sostenibilità e alla conoscenza autentica delle culture.

Nel percorso di Francesco Brigante, il San Marino Jinja diventa così qualcosa di più di un luogo di culto. Rappresenta un ponte culturale tra due piccoli Paesi geograficamente lontani, ma capaci di incontrarsi attraverso il rispetto reciproco, la memoria e la costruzione di relazioni durature.

Anche per questa ragione la sua esperienza costituisce un caso particolare nel panorama turistico europeo: un professionista dell’accoglienza che ha trasformato il dialogo interculturale in un impegno concreto, facendo della Repubblica di San Marino un punto di riferimento per chi desidera avvicinarsi alla spiritualità e alle tradizioni del Giappone.

Il riconoscimento all’Accademia Tadini

Il Premio Internazionale ISFOA alla Carriera 2026 riconoscerà dunque non un singolo risultato, ma un itinerario professionale e umano sviluppato nel corso di molti anni.

La consegna del premio, in programma il 12 settembre all’Accademia Tadini, consentirà di portare all’attenzione del pubblico una storia nella quale si incontrano imprenditorialità, formazione, rappresentanza del comparto turistico, sostenibilità e diplomazia culturale.

Quello di Francesco Brigante è il percorso di chi ha fatto dell’accoglienza una professione, ma anche uno strumento per avvicinare le persone. Dal turismo sammarinese al San Marino Jinja, la sua esperienza dimostra come persino realtà geograficamente lontane possano trovare uno spazio comune quando il viaggio diventa conoscenza, rispetto e dialogo.


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