Omnibus, UN Global Compact Italia: semplificare è un’opportunità, ma non bisogna lasciare indietro le PMI


La competitività europea si rafforza attraverso aziende che adottano una sostenibilità più efficace, capace di creare valore nel lungo periodo e di supportare la gestione di rischi e impatti lungo le catene del valore. In questo contesto, la semplificazione della rendicontazione prevista dal pacchetto Omnibus rappresenta un’opportunità per le imprese, a condizione che preservi trasparenza, comparabilità e qualità delle informazioni ESG. È questo uno dei principali messaggi emersi dalla roundtable Sustainability Reporting in Transition: Omnibus, ESRS and Competitiveness: the role of companies in the new European framework, promossa a Bruxelles da UN Global Compact Network Italia.

I dati più recenti raccolti attraverso la Communication on Progress (CoP) 2025, la rendicontazione annuale obbligatoria attraverso cui le imprese aderenti all’UN Global Compact, confermano i progressi compiuti, mostrano come la sostenibilità sia sempre più integrata nelle strategie e nei processi aziendali. L’84% delle aziende ha adottato un impegno formale sui diritti umani e il 71% processi di due diligence, consolidando strumenti robusti di governance e gestione dei rischi e impatti ESG all’interno delle imprese. Un’evoluzione che testimonia una crescente integrazione della sostenibilità nei processi aziendali, rafforzando al contempo trasparenza e governance climatica. L’88% delle imprese aderenti dispone inoltre di un impegno formale sui temi ambientali e, con riferimento alle emissioni di Scope 3, tra il 64% e l’81% ha adottato policy formalmente approvate dai massimi organi aziendali e allineate ai principali standard internazionali.

L’applicazione di queste policy si sta progressivamente estendendo oltre i confini aziendali: tra il 39% e il 50% delle imprese le applica già ai propri fornitori e fino al 32% all’intera value chain. Parallelamente, più del 20% delle aziende aderenti ha già esteso i processi di due diligence all’intera filiera e tre imprese su quattro coinvolgono gli stakeholder nelle relative attività. Dati che confermano il ruolo strategico della collaborazione con fornitori e PMI nel rafforzare sostenibilità e resilienza delle catene del valore.

In questo contesto, permane la preoccupazione che la volontarietà della rendicontazione di sostenibilità introdotta da Omnibus, che ha notevolmente ridotto le aziende interessate dal perimetro della normativa, possa rallentare il percorso delle PMI, attori fondamentali della transizione sostenibile. Le imprese di maggiori dimensioni riconoscono il proprio ruolo nel supportare le aziende più piccole nel loro percorso, anche in considerazione della crescente richiesta di informazioni ESG lungo le catene del valore. Le PMI che rientravano nel perimetro della CSRD nella sua formulazione originaria si erano già attrezzate sul tema della raccolta dati, ottenendo benefici in termini di reputazione e attrazione di capitali.

“La discussione europea sulla rendicontazione di sostenibilità rappresenta un passaggio cruciale per il futuro della competitività delle imprese”, ha dichiarato Filippo Bettini, Presidente di UN Global Compact Network Italia, “La semplificazione è un obiettivo condivisibile se consente di rendere il sistema più efficace e accessibile, senza compromettere la qualità delle informazioni e la capacità delle aziende di gestire rischi e opportunità legati alla sostenibilità. Le imprese hanno già investito in modo significativo nell’adozione di policy e processi dedicati: la sfida ora è accompagnarle nel rafforzamento di questi strumenti lungo le catene del valore, affinché la rendicontazione continui a essere un motore di miglioramento, innovazione e creazione di valore.”

L’incontro promosso da UN Global Compact Network Italia ha riunito rappresentanti della Commissione europea, dell’European Financial Reporting Advisory Group (EFRAG) e delle imprese italiane appartenenti al Network Italiano, tra cui A2A, Cassa Depositi e Prestiti, Chiesi Farmaceutici, Edison, Enel, Eni, Ferrari, ICAM Cioccolato, Intesa Sanpaolo, Marcegaglia, Save The Duck, Snam, Vector. L’evento ha offerto un’importante occasione di confronto tra istituzioni europee e settore privato. L’ascolto delle imprese è infatti fondamentale, da un lato per includerne le istanze nei processi decisionali e dall’altro per elaborare standard di rendicontazione più adatti alle esigenze delle aziende, per favorire una maggiore efficacia del sistema di reporting.

“Il confronto tra istituzioni, organismi tecnici e imprese è essenziale per costruire un quadro normativo che sia al tempo stesso ambizioso, proporzionato e concretamente applicabile” ha commentato Daniela Bernacchi, Executive Director di UN Global Compact Network Italia, “Come Network italiano del Global Compact delle Nazioni Unite, riteniamo fondamentale promuovere una visione della sostenibilità che continui a generare valore per le imprese e per la società nel suo complesso. In questa prospettiva, sostenibilità e competitività non rappresentano obiettivi alternativi, ma condizioni complementari per rafforzare la resilienza, la capacità di innovazione e la crescita di lungo periodo delle imprese europee”.

Cos’è l’UN Global Compact

Il Global Compact delle Nazioni Unite è un’iniziativa speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite che ha il mandato di guidare e sostenere la comunità imprenditoriale globale nel promuovere gli obiettivi e i valori delle Nazioni Unite attraverso pratiche aziendali responsabili. Con più di 22.000 aziende e oltre 2.500 firmatari non profit con sede in 167 paesi e 64 Country Network, l’UN Global Compact è la più grande iniziativa di sostenibilità aziendale nel mondo.

Il Global Compact delle Nazioni Unite opera in Italia attraverso l’UN Global Compact Network Italia (UNGCN Italia), organizzazione costituitasi in Fondazione nel 2013 dopo dieci anni di attività come gruppo informale. Il Network italiano opera anzitutto per promuovere l’UN Global Compact e i suoi Dieci Principi attraverso il dialogo istituzionale, la produzione di conoscenza e la diffusione di buone pratiche di sostenibilità. È, altresì, impegnato nell’avanzamento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) fissati dalle Nazioni Unite per il 2030.

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 Maria Giovanna Lahoz

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