Fino alla fine, c’è chi lo considerava una “eminenza grigia” della politica valdostana. Certo è, che nella politica ha passato la vita, guardando a ciò che avveniva sia da dentro i palazzi, sia rimanendo “alla finestra”. È morto a 83 anni Bruno Milanesio. Ne avrebbe compiuti 84 tra due mesi. Nella notte, nella sua casa di Saint-Pierre, era stato colpito da un infarto. Stamane al “Parini”, dov’è stato trasportato, il decesso
“Stringere” la sua vita in un articolo – ma soprattutto gli incarichi, l’influenza e la storia – è quasi una missione impossibile. Nato il 25 agosto 1942, è stato consigliere regionale per tre legislature, dal 1968 al 1973 – con l’allora Partito socialista unificato –, e dal 1973 al ’78 e ancora dal 1988 al 1993 con il Partito Socialista Italiano.
Diversi i ruoli ricoperti in piazza Deffeyes da Milanesio, a partire dal primo, quello di Assessore al turismo, antichità e belle arti dal ’69 al ’70 e ancora dal ’70 al ’73, nelle Giunte guidate da Mauro Bordon prima – dimessosi da Presidente nel 1970 –, e da Cesare Dujany dopo, fino alla fine naturale della Legislatura. Un mondo che oggi appare lontano, quando cioè, la maggioranza era composta da Democratici popolari, Psi, Mouvement autonomiste valdôtain (l’ex Rassemblement) e Partito Socialista democratico italiano. Con l’appoggio esterno dei sei consiglieri dell’Union valdôtaine.
Chiusa la V Legislatura, Milanesio viene riconfermato in Consiglio Valle, sempre nelle liste del Psi, durante le Elezioni regionali del 1973. Una volta in Aula, riprende il ruolo di Assessore al turismo, antichità e belle arti prima nella decima Giunta (guidata ancora da Cesare Dujany, dal 9 luglio ’73 al 15 novembre 1974), poi nella dodicesima che, dal 20 dicembre 1974 al 18 ottobre 1975, è guidata da Mario Andrione di ritorno alla Presidenza della Regione dopo le dimissioni dell’intera Giunta precedente.
Nell’ultima legislatura cui è in carica, la vicenda per cui molti lo ricordano. Il “ribaltone” del 1990, intessuto assieme alla Democrazia Cristiana, che fece cadere la giunta di Augusto Rollandin (assente quel giorno in aula, perché diretto a Barcellona, ove avrebbe presentato la candidatura di Aosta per i giochi invernali del 1998, mentre Milanesio sosteneva Nagano), favorendo la nascita di quella presieduta dal democristiano Gianni Bondaz. Quest’ultimo, però, restò in carica solo due anni, spazzato via dallo scandalo delle tangenti per le Colombiadi del 1992.
Socialista da sempre, fonda Evolvendo, formalmente un’associazione che si pone come “centro di elaborazione culturale e di iniziativa politica” che vede, tra le sue fila, un altro ex “garofano” come Leonardo La Torre, nella parentesi tra la sua uscita dall’Union Valdôtaine e l’approdo a Fratelli d’Italia. Per poi tornare in Evolvendo.
Nella sua lunga carriera politica, Milanesio nel 2000 si candidò anche a Sindaco della città di Aosta, in tandem con Giuseppe Schimizzi, sotto il simbolo del Partito socialista valdostano. Vennero eletti Guido Grimod e Marino Guglieminotti Gaiet, ma Milanesio in opposizione – acuto osservatore (come già manifestato dal suo pamphlet di alcuni anni prima “La Repubblica delle Fontine”) ed oratore – era manna dal cielo per molti cronisti dei lavori nella “mansarda” del Municipio.
È in quegli anni che Milanesio guida da amministratore unico – in due momenti – la Nuv srl. Società di scopo nata – da qui l’acronimo – per realizzare la Nuova Università della Valle d’Aosta al posto della caserma Testa Fochi, all’ingresso ad ovest del centro storico cittadino. Scelte che ha scatenato non poche polemiche tra Augusto Rollandin – allora Presidente della Regione – e Roberto Louvin (allora in Vallée d’Aoste Vive). Dopo quell’esperienza, una lunga osservazione delle cose della politica, senza però mai far mancare il suo punto di vista. Come si conviene ad una “eminenza grigia”.
Il cordoglio del Consiglio Valle
Il presidente Stefano Aggravi esprime il cordoglio del Consiglio Valle per la scomparsa di Bruno Milanesio, consigliere regionale per tre legislature, dal 1968 al 1978 e dal 1988 al 1993.
Eletto con il Partito Socialista Unificato, poi diventato Partito Socialista Italiano, è stato Assessore al turismo nella quinta legislatura, dal 1969 al 1973, carica che ha riconfermato anche nella legislatura successiva – si legge nella nota- . È tornato in Consiglio Valle nella nona legislatura, dal 1988 al 1993, sempre con il Partito Socialista Italiano, di cui è stato nominato Capogruppo. Nel corso di quest’ultimo mandato ha presieduto la prima Commissione consiliare permanente “Istituzioni e autonomia” ed è stato Vicepresidente della terza Commissione “Industria, commercio e artigianato”.
È stato, inoltre, componente della Commissione per il Regolamento, della Commissione per le Nomine e della Commissione speciale incaricata di predisporre il regolamento per l’assunzione del personale della Casa da gioco di Saint-Vincent.
“Con la scomparsa di Bruno Milanesio, la Valle d’Aosta perde uno dei protagonisti della propria storia politica degli ultimi sessant’anni – dice Aggravi -. Consigliere regionale e Assessore, ha animato il dibattito pubblico e la vita del Consiglio con passione, idee e una forte partecipazione alle vicende della nostra Autonomia. Fino agli ultimi anni ha mantenuto uno sguardo attento sulle sfide della società valdostana, continuando a stimolare la riflessione e il pensiero politico. A nome del Consiglio regionale, esprimo ai suoi familiari e a quanti gli sono stati vicini le più sincere condoglianze“.
Il deputato Manes: “Uomo di cultura e di pensiero, protagonista della vita pubblica valdostana”
Anche il deputato Franco Manes (Uv) esprime in una nota il proprio cordoglio per la scomparsa di Milanesio, “figura che ha attraversato una lunga stagione della vita politica valdostana, ricoprendo incarichi istituzionali e contribuendo, da protagonista, al dibattito pubblico sulla Valle d’Aosta e sulla sua autonomia”.
“Con Bruno Milanesio se ne va una figura significativa della politica valdostana – spiega Manes –. È stato un uomo di cultura, di pensiero e di confronto, capace di leggere la Valle d’Aosta con profondità e con uno sguardo spesso originale. Il suo percorso politico è stato anche segnato da passaggi controversi, che appartengono alla complessità della sua storia pubblica, ma resta indiscutibile il contributo che ha dato nel dibattito autonomista e nella vita istituzionale regionale”.
“La politica valdostana perde una figura di cultura politica vera – conclude il deputato unionista –. Una figura con cui si poteva concordare o dissentire, ma che ha sempre imposto riflessione. Alla sua famiglia rivolgo le mie condoglianze e un sentimento di vicinanza”.
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Luca Ventrice
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