António Costa ha iniziato il giro delle capitali Ue per raccogliere le richieste dei governi prima del negoziato d’autunno su difesa, competitività, Ucraina, coesione e agricoltura. Il presidente del Consiglio europeo sarà in viaggio tra il 25 agosto e il 17 settembre e incontrerà la maggior parte dei leader Ue nei rispettivi Paesi. Il Tour des Capitales è partito da Bratislava, con il premier slovacco Robert Fico, ed è proseguito lo stesso giorno a Tallinn, dove Costa ha visto la premier estone Kristen Michal. Il 26 agosto sono in programma Vilnius e Riga, mentre il 27 sarà a Praga.
“L’Unione è un’unione di nazioni e l’unità tra i 27 Stati membri può essere costruita solo sulla base di tutte le posizioni nazionali”, ha detto Costa dopo il colloquio con Fico. Gli incontri bilaterali servono a preparare i prossimi vertici e a raccogliere direttamente le priorità dei governi.
Il bilancio 2028-2034 sarà il dossier principale. Alla vigilia della partenza Costa aveva indicato anche difesa, competitività, allargamento e sostegno all’Ucraina tra i temi del viaggio, definendo gli incontri nelle capitali uno strumento per avere una “visione a 360 gradi” delle aspettative degli Stati membri.
Le prime tappe mettono già a confronto posizioni molto diverse. La Slovacchia di Fico ha più volte contestato alcune scelte europee sulla guerra e sugli aiuti a Kiev. Estonia, Lettonia e Lituania chiedono invece da tempo un rafforzamento della difesa europea e della sicurezza sul fianco orientale. Costa è arrivato a Tallinn dopo la visita del 24 agosto a Kiev, dove aveva partecipato alla riunione della Coalizione dei Volenterosi.
Quasi 2mila miliardi e un accordo da chiudere entro dicembre
Il Quadro finanziario pluriennale 2028-2034 proposto dalla Commissione vale quasi 2mila miliardi di euro, pari in media all’1,26% del reddito nazionale lordo dell’Unione. Dovrebbe accompagnare l’Ue per sette anni a partire dal 2028. Rispetto al bilancio attuale, Bruxelles propone più flessibilità e una struttura pensata per finanziare contemporaneamente politiche tradizionali e nuove priorità: sicurezza, difesa, competitività, migrazione, energia, resilienza climatica, innovazione, agricoltura e coesione.
A Bratislava Costa ha definito l’autunno “decisivo” per l’Unione. “Un bilancio non riguarda solo i numeri. È la scelta politica definitiva sul nostro futuro”, ha detto dopo l’incontro con Fico. Poi ha fissato il termine: “Dobbiamo raggiungere un accordo prima della fine di quest’anno”.
Il nuovo quadro finanziario dovrà entrare in vigore il 1° gennaio 2028. Costa ha avvertito che un mancato accordo rischierebbe di creare interruzioni nei finanziamenti europei, con effetti su agricoltori, imprese, studenti, ricercatori e innovatori.
Tra le priorità del prossimo bilancio ha indicato competitività, trasformazione industriale, difesa, sicurezza e resilienza strategica, ribadendo però la necessità di continuare a finanziare in modo efficace sia la Politica di coesione sia la Politica agricola comune. Le nuove priorità si aggiungono a capitoli che molti governi non vogliono ridimensionare. Gli Stati membri devono trovare spazio per spese che fino a pochi anni fa avevano un peso molto inferiore, a partire dalla difesa, senza comprimere eccessivamente i fondi destinati ai territori, all’agricoltura e agli investimenti.
A Bratislava Costa ha richiamato anche il problema delle entrate. Gran parte del bilancio europeo continua a essere finanziata attraverso i contributi degli Stati membri. “Dobbiamo mantenere questi contributi entro limiti ragionevoli”, ha detto, chiedendo allo stesso tempo un pacchetto di nuove risorse proprie dell’Unione.
Da Bratislava a Tallinn cambiano le priorità
Il passaggio dalla Slovacchia all’Estonia ha mostrato come lo stesso bilancio venga letto in modo diverso dalle capitali. A Tallinn Costa ha parlato soprattutto di Ucraina e sicurezza. Ha ricordato che l’Ue sta utilizzando strumenti finanziari per rafforzare la difesa aerea e le capacità energetiche dell’Ucraina in vista dell’inverno, che proseguono i lavori sulle garanzie di sicurezza attraverso la Coalizione dei Volenterosi e che Bruxelles vuole aumentare la pressione sulla Russia. Ha confermato inoltre il sostegno al percorso di adesione dell’Ucraina all’Unione.
“Il mondo è molto diverso da quello in cui abbiamo concordato il bilancio attuale”, ha detto Costa in Estonia. Il prossimo quadro finanziario, ha aggiunto, dovrà rispondere anche alle esigenze specifiche delle regioni sul confine orientale dell’Ue.
Per Tallinn il rapporto tra bilancio e difesa è diretto. Costa ha indicato la necessità di investire in sicurezza, competitività e difesa comune, ricordando come l’Estonia sostenga da tempo il rafforzamento dell’autonomia strategica europea.
A Bratislava il discorso aveva avuto un equilibrio diverso. La Slovacchia ha un forte settore automobilistico e interessi rilevanti nell’agricoltura. Costa l’ha citata come esempio di un Paese nel quale si sovrappongono trasformazione industriale, Politica agricola comune, coesione e nuove spese per la sicurezza.
Il 26 agosto Costa incontra a Vilnius il presidente lituano Gitanas Nausėda e a Riga il premier lettone Andris Kulbergs. Il 27 agosto sarà a Praga per il colloquio con il primo ministro ceco Andrej Babiš.
Quanto pesa l’allargamento sul prossimo bilancio
Anche l’allargamento entra nella discussione finanziaria. A Bratislava Costa ha citato Balcani occidentali, Moldova e Ucraina, definendo il loro percorso verso l’adesione un investimento nella sicurezza e nella prosperità europea.
L’ingresso di nuovi Stati porrebbe anche il problema di come distribuire alcune delle principali voci di spesa dell’Ue, a partire dai fondi agricoli e dalle politiche di coesione. Nello stesso periodo i governi saranno chiamati a finanziare una maggiore capacità di difesa, sostenere la competitività industriale e investire nelle tecnologie considerate strategiche.
La Commissione propone per questo un Quadro finanziario pluriennale più flessibile rispetto all’attuale, con maggiori possibilità di adattare la spesa alle nuove esigenze. La proposta assegna 865 miliardi di euro agli strumenti destinati a ridurre le disparità tra territori e Stati membri e 409 miliardi alla competitività europea, compresi ricerca e innovazione.
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Manuela Cirinnà
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