Era l’estate del 1872 quando Amelia Edwards e Lucy Renshaw, due amiche unite dal demone del viaggio, raggiunsero con i loro gonnelloni e taccuini, a dorso di mulo – e scandalosamente da sole per l’epoca – Cortina d’Ampezzo. “Guardando a ritroso nella memoria attraverso quel mare di cime e passi che si estende tra Bolzano e Cortina, sono incline a porre le Dolomiti d’Ampezzo al primo posto, sia per la loro posizione, sia per la loro struttura”, scrive Edwards nel suo Cime inviolate e valli sconosciute.
Le due avventuriere inglesi ricordano molto la gallerista Clara Pacifico Natoli e la collezionista Valentina Chiminelli Parolin, che mosse dalla passione per la cosiddetta Regina delle Dolomiti e l’arte contemporanea, hanno dato vita al progetto Genius Loci Cortina.
Genius Loci Cortina: un progetto artistico racconta lo spirito del luogo
Il Castelletto è la villa della famiglia Parolin, appena fuori il centro di Cortina d’Ampezzo, che ha accolto sette diversi artisti della galleria NM Contemporary di Pacifico, affinché percepissero lo spirito del luogo e lo traducessero in arte.
Giacomo Costa, Massimo Catalani, Matteo Basilé, Vincenzo Marsiglia, Matteo Sanna, Antonio Barbieri e Roberto Maria Lino, con il supporto logistico e l’entusiasmo di Clara, Valentina e il marito Nicola, hanno così evocato il genius loci di Cortina, trasformandolo in opere contemporanee.
Le loro creazioni sono state esposte al pubblico il 24 agosto, durante l’evento inaugurale della mostra allestita presso la stessa dimora che li ha visti a lavoro nei mesi di residenza, da maggio a luglio.
Gli artisti e la loro ricerca a Cortina d’Ampezzo
1 / 12
2 / 12x 106 cm
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4 / 12Limedes, 81 x 61 cm,2
5 / 12dolomia di Cortina, sale fotoluminescente, 25 x 37 cm
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9 / 12di Cortina, sale fotoluminescente, 85 x 170 cm
10 / 12Limedes, 35 x 25 cm
11 / 1280 cm
12 / 12TIME- LAPSE 3, 2018, di Giacomo Costa è l’opera della collezione Parolin da cui è partita la narrazione: un video-box che ha per soggetto un paesaggio montano, fuori dal tempo e senza riferimenti spaziali che consentano di contestualizzarlo.
Attorno ad esso si sono sviluppate poi le idee e i progetti degli altri artisti coinvolti, che supportandosi vicendevolmente, hanno tradotto la natura e l’antropologia di Cortina. Lo hanno fatto ciascuno ricorrendo al linguaggio che gli è proprio: Catalani, ne Dalla sabbia alla montagna, ha utilizzato la polvere di dolomia per ritrarre le cime ampezzane con il suo tratto materico; Basilé ha sintetizzato foto d’epoca locali per realizzare un ritratto poetico di quella che sembra una ninfa del luogo, capace di animarsi nel mondo virtuale (Dolomia 9); ricorrendo al visore Hololens 2, Marsiglia ha apposto le sue stelle distintive sulla natura e gli edifici storici in Map Star The World – Cortina.
Sanna ha voluto invece imprimere sulla carta la traccia delle acque del Lago Limedes, dando vita all’etereo dittico I custodi del limite; Barbieri ha raccolto i dati del fiume Boite, quelli della neve e di altri elementi naturali presso la Porta del Dio Silvano, per dar forma alla scultura Lichene, mentre l’effetto che la visione dell’emozionante tramonto a Passo Giau ha avuto sui parametri del suo elettroencefalogramma si è trasformato nell’opera Circulus.
I tessuti tipici di Cortina sono infine stati la base per la serie Geografia della traccia di Lino che, utilizzandoli a mo’ di patchwork, ha composto uno stendardo e una tela dalle tinte tipiche dei blasoni delle antiche famiglie ampezzane, cuciti con un unico filo continuo a simboleggiare i concetti di inclusione e interdipendenza.
Il mecenatismo e il coinvolgimento degli ampezzani

I coniugi Parolin, che hanno fortemente voluto Genius Loci Cortina, insieme a Clara Pacifico, ideatrice e curatrice del progetto, hanno seguito passo dopo passo la composizione delle opere di ciascun artista coinvolto, dimostrando che il mecenatismo può andare ben oltre il suo concetto canonico.
L’apertura alla cittadinanza e ai foresti – termine con cui gli ampezzani definiscono i turisti – del loro Castelletto, dove tra gli esterni e gli ambienti interni della sala è stata allestita la mostra Genius Loci Cortina, ha inoltro rappresentato un ulteriore passo verso un approccio utilitaristico del committente.
La gente del posto, i vacanzieri e gli appassionati hanno potuto in tal modo vedere Cortina attraverso gli occhi di sette creativi molto diversi tra loro, alcuni dei quali visitavano questi luoghi per la prima volta. Il loro talento ha restituito un’identità inedita del luogo, sconosciuta probabilmente anche alle millenarie famiglie di Regolieri, custodi di quella stessa natura e tradizione, ammirate con sguardo vergine dalle indomite esploratrici Amelia e Lucy, oltre centocinquanta anni prima di Clara e Valentina con Genius Loci Cortina.
Roberta Pisa
Genius Loci Cortina 2026
Villa “Il Castelletto”, Via Majon di Sopra 52, Cortina d’Ampezzo
Ingresso solo su prenotazione: [email protected]
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