L’assessore regionale delle Marche e responsabile Agricoltura di Fratelli d’Italia Ascoli Piceno sostiene la linea del Governo Meloni contro la carne coltivata. Al centro del dibattito tutela delle produzioni italiane, trasparenza per i consumatori e difesa del Made in Italy agroalimentare.
La battaglia contro la carne sintetica torna al centro del confronto politico e agricolo. A rilanciare il tema è Francesca Pantaloni, assessore della Regione Marche e responsabile del Dipartimento Agricoltura di Fratelli d’Italia Ascoli Piceno, che esprime pieno sostegno alle recenti dichiarazioni del ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida.
Secondo Pantaloni, la scelta dell’Italia di vietare la produzione e la commercializzazione della carne coltivata rappresenta una decisione che oggi troverebbe crescente attenzione anche a livello europeo. Una posizione che, sottolinea l’esponente di Fratelli d’Italia, nasce dalla volontà di proteggere il comparto agricolo nazionale e garantire maggiore trasparenza nei confronti dei consumatori.
La questione della carne sintetica continua infatti a dividere istituzioni, associazioni agricole, industria alimentare e comunità scientifica, in un dibattito che coinvolge aspetti economici, ambientali e normativi.
Il divieto italiano e il dibattito europeo sulla carne coltivata
L’Italia è stata il primo Paese al mondo ad approvare una normativa che vieta la produzione e l’immissione sul mercato di alimenti ottenuti da colture cellulari animali, comunemente definiti carne sintetica o carne coltivata. Il provvedimento, promosso dal Governo guidato da Giorgia Meloni, è stato presentato come una misura a tutela della salute pubblica, della filiera agroalimentare e delle tradizioni produttive nazionali.
Nel suo intervento, Pantaloni rivendica quella scelta politica:
«L’Italia è stata la prima Nazione al mondo a vietare la produzione e il commercio della carne sintetica. Una scelta coraggiosa del Governo Meloni che qualcuno aveva deriso e che oggi trova sempre più riscontri anche a livello europeo», afferma.
Il tema è particolarmente rilevante perché l’eventuale autorizzazione alla commercializzazione di prodotti derivati da colture cellulari rientra nelle competenze dell’Unione Europea attraverso il regolamento sui cosiddetti Novel Food, i nuovi alimenti che devono essere sottoposti a rigorose valutazioni scientifiche prima dell’immissione sul mercato.
Ad oggi, nell’Unione Europea non risultano autorizzati prodotti di carne coltivata destinati al consumo umano. Ogni eventuale richiesta deve essere valutata dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare, che esamina sicurezza alimentare, composizione e possibili effetti sulla salute dei consumatori.
Agricoltura, allevamenti e Made in Italy al centro della posizione di Fratelli d’Italia
Nelle dichiarazioni dell’assessore marchigiano emerge con forza il tema della tutela delle produzioni agricole tradizionali e delle imprese del settore primario.
Secondo Pantaloni, dietro ogni prodotto agroalimentare non vi è soltanto una filiera economica, ma un patrimonio culturale e sociale che contribuisce all’identità del Paese.
«Dietro una bistecca ci sono agricoltori, allevatori, famiglie, territori, tradizioni e una cultura alimentare che il mondo ci invidia», sottolinea.
L’agroalimentare rappresenta infatti uno dei comparti più importanti dell’economia italiana. Le filiere agricole e zootecniche coinvolgono migliaia di aziende e lavoratori, con un ruolo strategico sia nelle esportazioni sia nella valorizzazione dei territori rurali.
Per Fratelli d’Italia, la discussione sulla carne coltivata non riguarda esclusivamente l’innovazione tecnologica, ma anche la necessità di preservare modelli produttivi consolidati e il valore del Made in Italy.
Pantaloni evidenzia inoltre come la sua posizione sia stata sostenuta negli anni anche a livello locale:
«Ho sostenuto questa battaglia fin dai banchi del Consiglio comunale perché ho sempre creduto che il compito della politica sia difendere chi produce ricchezza, tutela il territorio e garantisce qualità», dichiara.
L’assessore ribadisce che l’agricoltura italiana deve essere supportata attraverso investimenti, valorizzazione delle produzioni e misure di sostegno alle imprese agricole, piuttosto che attraverso modelli produttivi alternativi sviluppati in laboratorio.
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Le possibili conseguenze per il settore agroalimentare e i prossimi sviluppi
La discussione sulla carne sintetica è destinata a proseguire nei prossimi mesi sia in Italia sia a Bruxelles. Da una parte vi sono le organizzazioni agricole che vedono nella diffusione della carne coltivata un possibile rischio per allevamenti e produzioni tradizionali; dall’altra aziende biotecnologiche e parte del mondo scientifico ritengono che queste tecnologie possano offrire nuove opportunità per la sostenibilità alimentare globale.
In questo scenario, il Governo italiano continua a sostenere una linea improntata alla tutela delle produzioni nazionali e della filiera agroalimentare tradizionale.
Pantaloni conferma il sostegno del Dipartimento Agricoltura di Fratelli d’Italia Ascoli Piceno all’azione dell’esecutivo e del ministro Lollobrigida.
«Continueremo ad essere al fianco del Ministro Lollobrigida e del Governo Meloni nella difesa del Made in Italy agroalimentare, delle nostre produzioni e del lavoro di migliaia di imprese agricole», conclude.
Il confronto resta aperto e rappresenta uno dei temi più delicati per il futuro del settore agroalimentare europeo. Da una parte l’innovazione tecnologica e le nuove frontiere della produzione alimentare, dall’altra la salvaguardia delle filiere agricole tradizionali e del patrimonio produttivo che caratterizza l’economia italiana. Una sfida che continuerà a influenzare le politiche agricole e alimentari dei prossimi anni.
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