Pensionati
DICHIARAZIONE DEI REDDITI DA LAVORO AUTONOMO
Con il messaggio Inps del 15 ottobre scorso, n. 3281, l’Istituto di previdenza fornisce chiarimenti sui pensionati tenuti alla comunicazione dei redditi da lavoro autonomo conseguiti nel 2025.
In particolare, i titolari di pensione con decorrenza compresa entro il 2025, soggetti al divieto di cumulo parziale della pensione con i redditi da lavoro autonomo, devono dichiarare entro il 2 novembre 2026 (data di scadenza della dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta 2025) i redditi da lavoro autonomo conseguiti nel 2025.
Il messaggio specifica quali sono i pensionati esclusi dall’obbligo di dichiarazione, in quanto non soggetti al divieto di cumulo della pensione con i redditi da lavoro autonomo, e fornisce informazioni su:
pensioni di inabilità/invalidità per gli iscritti alla Gestione Dipendenti Pubblici;
dichiarazione per gli iscritti all’Inpgi;
dichiarazione per i pensionati che svolgono lavoro sportivo;
magistrati onorari confermati che non esercitano l’opzione per il regime di esclusività;
redditi da dichiarare;
modalità di presentazione della dichiarazione.
Pensioni
AUMENTI ED ARRETRATI: ECCO PER CHI
Novità in arrivo, dal prossimo mese, per i titolari di pensione iscritti presso l’Ente nazionale di previdenza ed assistenza dei medici e degli odontoiatri (Enpam). A novembre scatta infatti l’adeguamento 2026 con il riconoscimento degli arretrati maturati nei primi dieci mesi di quest’anno. Come per la rivalutazione Inps associata all’inflazione, l’aumento non è uniforme ma varia al raggiungimento di singole soglie.
La rivalutazione riconosciuta per l’anno in corso aveva ottenuto il disco verde da parte del consiglio di amministrazione di Fondazione Enpam già il 29 gennaio scorso ma il via libera definitivo è giunto soltanto a settembre dopo la conclusione di tutte le verifiche operate dai ministeri coinvolti.
Pensionati interessati
Come riportano dati della Fondazione, a fine dicembre 2025 la platea di medici e odontoiatri, titolari di pensione o superstiti, iscritti alle gestioni previdenziali Enpam ha raggiunto le 184.021 unità, numeri ai quali va sommata la quota di professionisti in attività.
Fondo di previdenza generale
Nel dettaglio, la rivalutazione 2026 incrementa soprattutto le pensioni del Fondo di previdenza generale che include sia la componente di base alla quale sono iscritti tutti i camici bianchi (Quota A) sia quella riconducibile all’attività libero-professionale (Quota B). Solo nel primo gruppo risultano a fine 2025 circa 184mila iscritti, fermo restando la possibilità per ciascun titolare di avere una pensione composta da più gestioni differenti.
Fondo medicina convenzionata e accreditata
Ad essere interessate dall’aumento sono poi le pensioni riconducibili al Fondo della medicina convenzionata e accreditata, una gestione dedicata ai professionisti che hanno prestato servizio in convenzione o in regime accreditato con il Servizio sanitario nazionale. Tra le categorie di professionisti incluse nel fondo rientrano, per esempio, medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, medici di continuità assistenziale ed emergenza territoriale e specialisti ambulatoriali o esterni.
Incremento delle pensioni
Per il 2026 la rivalutazione basata sull’indice Istat si attesta al +1,4%. Come previsto dal regolamento Enpam, tuttavia, la pensione non viene adeguata per intero rispetto al dato dell’inflazione ma arriva al 75% fino a quattro volte il trattamento minimo Inps, pari a 31.816,20 euro annuo. Per la parte oltre tale soglia, l’adeguamento scende al 50%.
Incremento effettivo
In termini pratici, per medici e odontoiatri iscritti alla gestione Enpam con pensioni annue entro la soglia dei 31.816,20 euro il cedolino dal prossimo mese salirà dell’1,05%. Mentre l’eventuale parte eccedente tale valore crescerà dello 0,70%. Novembre è l’unico mese dove l’importo risulterà maggiore in virtù del riconoscimento degli arretrati accumulati da inizio anno, tutti già rivalutati.
Accredito automatico
Arretrati e importi rivalutati confluiranno in automatico sulla pensione, senza necessità di inoltrare istanze specifiche all’Enpam. Dall’importo lordo, visibile direttamente sul cedolino in arrivo a novembre, vanno in ogni caso considerate le trattenute fiscali per cui la somma netta effettiva risulterà inferiore.
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LE CARTE INPS DIVENTANO REALTA’
Oltre 130 illustrazioni hanno dato forma a nuovi modi di raccontare i servizi Inps, attraverso stili, linguaggi e punti di vista differenti. Un risultato reso possibile dalla creatività e dalla partecipazione di tutte le persone che hanno scelto di mettersi in gioco.
Ora è venuto il momento di scoprire le tre illustrazioni vincitrici, una per ciascuno dei servizi protagonisti del contest.
Le illustrazioni vincitrici
La selezione ha valorizzato le proposte capaci di rappresentare con coerenza e chiarezza il servizio scelto, attraverso una composizione visiva e cromatica efficace e un’interpretazione originale e riconoscibile.
Isee precompilato – Giulia Laurenzi
Congedo di paternità – Carola Fiore
Bonus asilo nido – Nicola Giusti
Tre interpretazioni diverse che hanno saputo trasformare i servizi Inps in un racconto visivo immediato e originale, avvicinandoli al linguaggio delle nuove generazioni.
Da illustrazioni a vere card da collezione
Per le tre illustrazioni selezionate, il viaggio continua: saranno stampate e diventeranno vere card da collezione Inps, entrando ufficialmente a far parte del progetto.
Le nuove carte saranno presentate e distribuite gratuitamente durante Lucca Comics & Games 2026, portando la creatività dei vincitori in uno degli appuntamenti più importanti dedicati al fumetto, al gioco e alla cultura pop.
Per celebrare il risultato, i tre vincitori saranno ospiti di Inps a Lucca Comics & Games 2026 per l’intera durata della manifestazione e potranno vivere in prima persona questo momento, partecipando all’evento e ritirando le tre carte della collezione.
Un’occasione per vedere le proprie illustrazioni uscire dallo schermo, diventare oggetti da collezione e incontrare il pubblico di Lucca Comics & Games.
Dichiarazione periodi di imposta 2027
DOMANDE DAL 15 OTTOBRE
I beneficiari delle prestazioni pensionistiche e previdenziali interessati all’applicazione dell’aliquota più elevata degli scaglioni annui di reddito, e/o al non riconoscimento delle detrazioni d’imposta per reddito, sono tenuti a darne comunicazione all’Istituto di previdenza ogni anno.
Con il messaggio Inps del 13 ottobre scorso, n. 3245, l’Ente previdenziale comunica che, a partire dal 15 ottobre 2026, per il periodo d’imposta 2027, è possibile acquisire le richieste.
La dichiarazione può essere presentata online tramite il servizio “Dichiarazione per il diritto alle detrazioni d’imposta per reddito e per carichi di famiglia”.
In assenza di una comunicazione esplicita, l’Inps, in qualità di sostituto d’imposta, procederà ad applicare le aliquote per scaglioni di reddito previste dalla normativa vigente e a riconoscere le detrazioni d’imposta sulla base del reddito erogato.
Per maggiori informazioni è possibile consultare il messaggio.
La proposta del presidente dell’Inps
FORUM GLOBALE DEL WELFARE A ROMA
Un forum globale del welfare a Roma nel giugno 2027. E, per arrivarci con dati e proposte, un Osservatorio permanente sul futuro del welfare. È la proposta che il Presidente dell’Inps, Gabriele Fava, ha presentato a Bruxelles al secondo CEO Roundtable di ESIP (European Social Insurance Platform), l’incontro che riunisce i vertici degli istituti di previdenza e sicurezza sociale dei Paesi dell’Unione.
Al centro, le sfide che mettono alla prova tutti i sistemi di protezione sociale europei: l’invecchiamento della popolazione e il calo delle nascite, l’intelligenza artificiale e la trasformazione digitale, la mobilità dei lavoratori e le nuove forme di lavoro.
«Viviamo più a lungo, ed è la più grande conquista dell’Europa del Novecento. Nascono meno bambini, ed è la sfida che segnerà questo secolo. La tecnologia corre più veloce delle nostre regole, e lavoratori e pensionati attraversano i confini come mai prima», ha detto Fava ai colleghi europei. «Oggi nell’Unione ci sono circa tre persone in età lavorativa per ogni over 65; entro la fine del secolo saranno meno di due. Dietro questi numeri c’è il patto tra le generazioni su cui l’Europa ha costruito la sua pace sociale. I nostri sistemi di welfare e previdenziali e le nostre leggi nazionali sono diversi, e così devono restare. Ma le sfide non conoscono frontiere. Sono le stesse, per tutti, e nessun Paese le vincerà da solo».
Da qui la proposta dell’Osservatorio permanente sul futuro del welfare, un luogo di lavoro tecnico e scientifico aperto a esperti, istituzioni europee e principali enti previdenziali nazionali, che raccoglierà dati, leggerà le tendenze e preparerà le basi programmatiche da discutere e adottare al Forum di Roma. «Le grandi scelte si preparano con la conoscenza, non nell’urgenza delle emergenze», ha spiegato il Presidente. «Penso a un think tank agile, concreto, misurato sui risultati. E voglio essere chiaro: non nasce un’altra struttura né un nuovo livello di burocrazia, e nessuno deciderà al posto di altri. Ogni scelta resta a ciascuno Stato e a ciascuna istituzione. Ciò che mettiamo in comune è la capacità di guardare lontano, insieme».
Con il Presidente Fava, a Bruxelles erano presenti il Direttore Generale Valeria Vittimberga, il Direttore centrale Relazioni internazionali, Giuseppe Conte, la Dirigente Valeria Bonavolontà, e il Direttore centrale Audit, risk management, compliance e antifrode, Alessandro Romano. «Il modello sociale europeo è una delle forme più alte di civiltà che il nostro continente abbia saputo costruire: l’idea che nessuno resti solo davanti alla malattia, alla vecchiaia, alla perdita del lavoro», ha dichiarato Fava a margine dell’incontro. «È un patrimonio unico al mondo, ma non è un’eredità garantita. Oggi chiede uno scatto d’orgoglio e il coraggio di rinnovarsi. Il Forum di Roma non sarà un luogo di sole parole. Sarà un cantiere, dove le idee diventano soluzioni e le soluzioni diventano scelte condivise, per un welfare di cittadinanza europea più resiliente, più equo, più innovativo».
Poi il richiamo alle origini. «Nel 1958, quando il mercato comune era ancora un progetto, l’Europa scelse di cominciare dalle persone, proteggendo chi attraversava un confine per lavorare. Quasi settant’anni dopo i confini sono cambiati. Non corrono più soltanto tra un Paese e l’altro, ma tra un lavoro e l’altro, tra una tecnologia e l’altra, tra una generazione e l’altra. La scelta, però, è la stessa di allora: mettere la persona al centro. Roma, nel 2027, sarà il luogo in cui rinnovarla».
Carlo Pareto
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