Trent’anni si possono festeggiare in molti modi. Area Spa, azienda di cyber intelligence con sede a Vizzola Ticino, ha scelto quello forse più impegnativo: una giornata di confronto pubblico, intitolata «Pensare insieme il futuro. Dialoghi sulle prossime sfide», ospitata nella sede dell’azienda all’MXP Business, a un passo da Malpensa. Una scelta di metodo, prima ancora che di contenuto: aprirsi all’esterno invece di celebrarsi, mettendo attorno allo stesso tavolo parlamentari, ambasciatori, magistrati, accademici, amministratori locali e imprese, con la regia della giornalista Rai Ilenia Petracalvina.
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Da una stanza a Varese a 250 dipendenti
La storia di Area comincia quasi per caso. Andrea Formenti e l’amico Davide Perteghella, appena iscritti all’università, vengono chiamati dall’Istituto Tecnico di Tradate per alcune supplenze, in anni in cui mancavano ingegneri laureati disposti a insegnare nelle scuole tecniche. Lì si conoscono e sviluppano i primi programmi per l’automazione industriale; pochi anni dopo nasce l’idea di mettersi in proprio.
«Il 29 febbraio 1996 abbiamo costituito Area Varese. Eravamo senza una sede: la prima è stata una stanza del mio appartamento a Varese», ha ricordato Formenti. Da quella stanza l’azienda è cresciuta fino agli attuali 250 dipendenti, 14 sedi in Italia e due all’estero, trasformandosi da società di ingegneria che faceva esclusivamente software in uno dei nomi italiani della cyber intelligence. A fare gli onori di casa, insieme a Formenti, la presidente Paola Poggianella e tutta la squadra di Area Spa.
Il convegno come «vademecum» per le imprese
Il senso dei sei argomenti scelti, apparentemente slegati tra loro, lo ha spiegato lo stesso fondatore: rappresentano una sorta di vademecum per qualsiasi azienda di oggi. Guardare all’esterno e provare a prevedere i grandi cambiamenti, geopolitici e tecnologici, perché «l’esterno è il naturale mercato di sbocco più ampio» ma è anche la fonte degli approvvigionamenti, come hanno insegnato le recenti crisi delle catene di fornitura. E poi lavorare sul territorio, fare sistema con le istituzioni e con le scuole, dalle medie agli ITS, dalle università alla ricerca, sui temi strategici delle infrastrutture e della sovranità digitale. L’obiettivo dichiarato, ha detto Formenti, è contribuire a creare «consapevolezza»: solo dalla consapevolezza nasce la conoscenza, e solo allora si possono prendere le decisioni giuste, invece di decidere in modo reattivo.
Sei dialoghi sul futuro
La giornata si è articolata in sei sessioni. Dopo l’apertura affidata in collegamento al viceministro alle Imprese e al Made in Italy Valentino Valentini, il primo dialogo, su sicurezza globale e cyber intelligence, ha messo a fuoco lo scenario geopolitico — dalla fine dell’unipolarismo all’intelligenza artificiale come arma a doppio taglio — con il senatore Alessandro Alfieri, l’ambasciatore Aldo Amati, lo storico Virgilio Ilari e il generale Leonardo Tricarico. Il secondo, dedicato alla città smart e alla sicurezza, ha visto a confronto la vicesindaca di Milano Anna Scavuzzo e i sindaci di Varese e Busto Arsizio, Davide Galimberti ed Emanuele Antonelli, con Regione e Parlamento, attorno al difficile equilibrio tra videosorveglianza, dati e privacy.
Il terzo dialogo, sulla sovranità tecnologica, ha offerto forse la fotografia più concreta: il consigliere delegato di Area Alessandro Mistò ha scomposto la filiera digitale anello per anello, mostrando quanto Italia ed Europa dipendano da Cina e Stati Uniti, dalle materie prime fino ai modelli di IA, e concludendo che l’autonomia è perseguibile solo su scala europea.
Il quarto, su sicurezza e privacy nelle intercettazioni, ha portato dentro «il dibattito nazionale» — come ha osservato l’onorevole Andrea Pellicini — il tema del bilanciamento tra capacità di indagine e tutela della riservatezza, anche alla luce delle riforme in corso e delle potenzialità dell’intelligenza artificiale. Nel pomeriggio gli ultimi due appuntamenti, su innovazione e infrastrutture digitali e sulla formazione in Italia per il settore tech, prima della chiusura affidata alla sottosegretaria all’Istruzione e al Merito Paola Frassinetti.
Cyber intelligence, il confronto con Palantir
In un settore in cui i riferimenti sono colossi americani come Palantir, Area si presenta come una delle «punte di eccellenza» italiane. Formenti conosce bene quel mondo: Palantir, ha spiegato, è l’esempio più visibile di un approccio strategico che ha alle spalle una superpotenza e un intero «sistema Paese». La capacità tecnologica e di ricerca pura, ha aggiunto, non mancherebbe a un Paese come l’Italia; ciò che serve è una visione strategica a monte e, soprattutto, un respiro europeo, «proprio perché il mondo va in questa direzione» e la globalizzazione, almeno nella forma che conoscevamo, sembra ormai alle spalle. La convinzione di fondo è che il potenziale, nazionale ed europeo, sia ancora largamente inespresso.
Trent’anni dopo quella stanza a Varese, insomma, il messaggio che Area ha voluto lanciare dal suo quartier generale alle porte di Malpensa è meno un bilancio e più un punto di partenza: pensare insieme — istituzioni, imprese, ricerca — le sfide che verranno. Con quello che il logo dei trent’anni sintetizza in due parole: «intelligence mindset».
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