Un devastante incendio ha colpito alcune aree comuni del Viva Dominicus Beach a Bayahibe, nella Repubblica Dominicana, una delle strutture storiche e più frequentate dal mercato turistico italiano. Il bilancio è drammatico: una turista italiana ha perso la vita e circa 1.700 ospiti sono stati evacuati. Per il comparto del tour operating e delle agenzie di viaggi si è aperta immediatamente la complessa macchina della gestione crisi in tempo reale.
Il rogo, alimentato dal forte vento, si è propagato rapidamente sembrerebbe a causa della presenza dei tetti in paglia (cana) tipici dell’architettura caraibica, che caratterizzano la mensa e i bungalow del resort. Secondo le testimonianze dei primi connazionali rientrati, le fiamme sono divampate intorno alle 10:45 di venerdì, ora locale (15.45 in Italia), avvolgendo rapidamente la struttura in una fitta coltre di fumo nero.
Il ricordo della vittima, Francesca Valentino: gestiva un b&b
La vittima è Francesca Valentino, 46 anni originaria di Caserta, che si trovava nel resort in vacanza con il marito. Francesca non era un’ospite qualunque: apparteneva al mondo dell’ospitalità, gestendo un Bed & Breakfast nel centro di Caserta. La Repubblica Dominicana rappresentava per lei una seconda casa; in passato aveva vissuto proprio a Bayahibe (scelta raccontata anche all’interno del format televisivo Mollo tutto e cambio vita su Sky Uno), dove aveva mantenuto forti legami affettivi.
Durante le concitate fasi di evacuazione sulla spiaggia, la donna è stata purtroppo investita da un’ondata di fumo. Nonostante il trasporto d’urgenza in un centro sanitario di La Romana, una grave crisi respiratoria causata dall’inalazione di monossido di carbonio le è stata fatale.
Dietro le quinte del Crisis Management: la macchina dei Tour Operator
Mentre l’Unità di Crisi della Farnesina e l’Ambasciata italiana a Santo Domingo si attivavano per assistere i 285 connazionali presenti, la macchina del tour operating ha dovuto rispondere in tempi record. Il Viva Dominicus Beach è commercializzato in Italia da grandi attori del trade, a partire da Alpitour World (storicamente legato alla struttura con il marchio Bravo Club). La gestione dell’emergenza ha seguito un protocollo rigido ma efficace dal punto di vista logistico:
- Riprotezione immediata in loco: Gli ospiti evacuati sono stati in gran parte spostati nelle strutture adiacenti non colpite dal rogo, come il Viva Dominicus Palace, rimasto totalmente operativo.
- I ponti aerei d’emergenza: In meno di 24 ore, un volo speciale Neos (operato con Boeing 787) è decollato da La Romana atterrando a Roma Fiumicino e Verona con a bordo i primi 130 turisti italiani che hanno scelto di interrompere la vacanza. Un secondo contingente di circa 80 passeggeri è in fase di rientro.
- Assistenza documentale: L’ambasciata ha aperto un canale preferenziale per il rilascio immediato dei documenti di viaggio d’emergenza (ETD) per tutti i turisti che, nella fuga, hanno perso bagagli e passaporti nei bungalow distrutti.
Il nodo legale e assicurativo: cosa succede adesso per agenzie e clienti?
Dal punto di vista giuridico e commerciale, un evento di questa portata apre scenari complessi per le agenzie di viaggi e i tour operator organizzatori, specialmente alla luce delle prime contestazioni sollevate da associazioni di consumatori come il Codacons, che parla di “gravi carenze sul fronte della sicurezza e dell’allarme”, anche se non è chiaro in base a quali fonti: questo semmai lo accerteranno le indagini. Nelle prossime ore, il trade italiano dovrà comunque gestire tre fronti caldi:
1. Polizze assicurative e cause di forza maggiore
L’incendio, pur essendo un evento eccezionale, attiva le coperture previste dai pacchetti turistici. Le polizze di assistenza e annullamento/interruzione viaggio scattano per coprire le spese di rientro anticipato e, in quota parte, il rimborso dei giorni di vacanza non goduti.
2. La responsabilità dell’organizzatore
Secondo il Codice del Turismo, il Tour Operator risponde nei confronti del viaggiatore per l’inadempimento delle prestazioni incluse nel pacchetto, anche se eseguite da terzi (l’hotel), a meno che non provi che l’evento sia derivato da caso fortuito o forza maggiore. Tuttavia, se le indagini delle autorità dominicane dovessero accertare un mancato funzionamento dei sistemi antincendio o di allarme, gli organizzatori potrebbero dover risarcire i danni materiali e morali (da vacanza rovinata), salvo poi rivalersi in sede internazionale sulla proprietà del resort.
3. La gestione dei clienti in partenza
Le agenzie di viaggi si trovano ora a gestire i flussi prenotati per le prossime settimane. Sebbene la Repubblica Dominicana resti una destinazione sicura e il Dominicus Palace sia attivo, i clienti diretti specificamente al Beach avranno diritto alla proposta di un pacchetto alternativo di qualità equivalente o superiore, oppure al rimborso integrale senza penali, nel caso la chiusura temporanea della struttura generasse l’impossibilità oggettiva della struttura di erogare i servizi previsti.
Questo evento tragico dimostra quanto sia essenziale la filiera del viaggio organizzato. La capacità di mobilitare un aeromobile in poche ore e garantire riprotezioni alberghiere immediate è il vero valore aggiunto che distingue il mercato del turismo professionale dal “fai da te”, specialmente quando la vacanza si trasforma in gestione del rischio.
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Domenico Palladino
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