Guerra dello yogurt proteico, Danone porta Chobani in tribunale


Dietro una nuova battaglia legale tra due colossi del settore alimentare si nasconde una trasformazione molto più profonda dell’industria globale del cibo.

Danone ha avviato una nuova causa legale contro Chobani negli Stati Uniti, accusando il gruppo concorrente di utilizzare indicazioni nutrizionali ingannevoli sulle etichette di alcuni yogurt ad alto contenuto proteico.

La vicenda, riportata anche da Reuters, apre uno scenario molto più ampio: il mercato dei prodotti proteici sta vivendo una crescita straordinaria grazie al boom dei farmaci dimagranti di nuova generazione.

La causa legale: Danone accusa Chobani di gonfiare i valori proteici dichiarati

La disputa è stata depositata presso il tribunale federale di Manhattan.

Danone sostiene che Chobani avrebbe sovrastimato il contenuto proteico indicato sulle confezioni multi-porzione del prodotto “Chobani 20G Protein”.

Secondo il gruppo francese il prodotto rappresenta un concorrente diretto di “Oikos Pro”, il marchio premium ad altissimo contenuto proteico che Danone commercializza nel segmento yogurt ad elevata concentrazione proteica.

L’azienda accusa inoltre Chobani di aver costruito un sistema di etichettatura che consentirebbe di apparire più competitiva agli occhi dei consumatori, aumentando le vendite e praticando prezzi più aggressivi.

Danone sostiene infatti che questa strategia permetterebbe al concorrente di posizionarsi sotto prezzo rispetto al brand Oikos, marchio che oggi genera circa un miliardo di euro di fatturato.

Perché il mercato proteico è diventato strategico: il boom dei farmaci GLP-1 cambia le abitudini dei consumatori

Il cuore della battaglia non è soltanto commerciale.

La categoria yogurt proteico è diventata uno dei segmenti più strategici del mercato alimentare statunitense.

Il motivo principale è l’esplosione della diffusione dei Farmaci GLP-1, utilizzati per la perdita di peso.

Sempre più consumatori che assumono questi farmaci stanno infatti modificando profondamente le proprie abitudini alimentari.

Molti ricercano prodotti particolarmente ricchi di proteine per contrastare il rischio di perdita di massa muscolare spesso associato ai percorsi di dimagrimento accelerato.

Secondo uno studio realizzato da Boston Consulting Group, mentre alcuni prodotti come i classici protein shake registrano incrementi temporanei di consumo, lo yogurt sarebbe tra i pochi alimenti che mantengono una crescita stabile anche dopo l’interruzione della terapia farmacologica.

Gli analisti: alcuni alimenti proteici continuano a crescere anche dopo i farmaci

Lauren Taylor, managing director di Boston Consulting Group, spiega:

“Gli alimenti ad alto contenuto proteico come yogurt o carne sembrano aumentare nella frequenza di consumo durante l’assunzione dei farmaci GLP-1 e ancora di più dopo la sospensione”.

Questo dato sta ridefinendo le strategie dell’intera industria alimentare globale.

Chobani respinge tutte le accuse: “Non aggiungiamo mai proteine esterne ai nostri prodotti”

Le accuse avanzate da Danone sono state immediatamente respinte dal management di Chobani.

Secondo Danone, il concorrente avrebbe non solo copiato parte della strategia commerciale del marchio Oikos, ma starebbe anche inducendo in errore i consumatori con informazioni nutrizionali fuorvianti.

Il fondatore e amministratore delegato di Chobani, Hamdi Ulukaya, ha reagito duramente.

A Reuters ha affermato:

“In un certo senso ci sto quasi ridendo sopra”.

Ha poi aggiunto:

“Non aggiungiamo mai proteine esterne ai nostri prodotti. Non inganneremo mai nessuno”.

Danone insiste: i consumatori devono poter confrontare i prodotti con dati chiari

La posizione di Danone resta netta.

L’azienda ha dichiarato di ritenere fondamentale che i consumatori possano effettuare confronti tra prodotti utilizzando informazioni nutrizionali “chiare, accurate e coerenti”.

Secondo il gruppo, il sistema di etichettatura adottato da Chobani gonfierebbe artificialmente la dimensione delle porzioni riportate in etichetta.

Questo, secondo Danone, impedirebbe ai consumatori di effettuare “un confronto accurato tra i prodotti”.

Danone sotto pressione: investitori preoccupati per il rallentamento negli Stati Uniti

Lo scontro arriva in un momento delicato per il gruppo francese.

Danone aveva già evidenziato nella seconda metà del 2025 difficoltà nel soddisfare l’elevatissima domanda di yogurt ad alto contenuto proteico.

La società sta aumentando progressivamente la capacità produttiva.

Ma secondo gli analisti di Barclays stanno emergendo forti preoccupazioni tra gli investitori.

Nel report pubblicato a maggio, Barclays segnala che il mercato percepisce una mancanza di urgenza nella strategia di recupero del business lattiero-caseario statunitense.

Danone perde terreno in Borsa mentre Chobani cresce oltre il 20%

I numeri iniziano a mostrare un cambiamento competitivo importante.

Nel corso di quest’anno le azioni Danone hanno perso circa il 15%.

Nello stesso periodo l’indice MSCI World è cresciuto dell’11%.

Gli analisti di Barclays osservano:

“I concorrenti, in particolare Chobani, stanno facendo un lavoro molto migliore e stanno crescendo attualmente a oltre il 20%”.

La banca aggiunge:

“Esiste la sensazione che Danone sia stata troppo lenta nell’aumentare la capacità produttiva e che forse debba investire di più per competere contro concorrenti aggressivi come Chobani”.

Quote di mercato: Chobani supera Danone negli Stati Uniti

I dati NielsenIQ condivisi da Chobani mostrano un cambio di leadership molto significativo.

Nel primo trimestre dell’anno Chobani avrebbe raggiunto una quota di mercato del 26%.

Tre anni fa la quota era pari al 21%.

Nello stesso periodo Danone sarebbe scesa dal 30,7% al 25,8%.

La divisione lattiero-casearia americana di Danone ha registrato nel primo trimestre una crescita organica del 3%.

Una guerra legale che dura da anni: almeno quattro cause dal 2016

La tensione tra le due aziende non nasce oggi.

Danone ha citato in giudizio Chobani almeno quattro volte dal 2016.

L’ultima disputa riguardava slogan utilizzati sulle confezioni di caffè.

Secondo Hamdi Ulukaya, le precedenti azioni legali sarebbero state archiviate.

Ex dirigente Chobani attacca Danone: “Se non riesci a competere, fai causa”

Brad Charron, ex dirigente marketing di Chobani e oggi alla guida del brand proteico vegetale ALOHA, commenta duramente la vicenda.

Le sue parole sono molto dirette:

“Danone fa causa a Chobani quattro o cinque volte all’anno per qualsiasi cosa”.

Poi aggiunge:

“Se non riesci a competere con loro, fai causa”.

Charron precisa comunque che molte grandi aziende alimentari modificano abitualmente le dimensioni delle porzioni indicate sulle confezioni per rappresentare in modo diverso valori come il contenuto proteico.

Ma conclude con una riflessione finale:

“Alla fine penso che il consumatore sia abbastanza intelligente da capire se viene ingannato in un modo o nell’altro”.


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