Il Mezzogiorno d’Italia non è rimasto indietro. Non più. Basti vedere il Pil che cresce oltre la media del resto d’Italia e i dati dell’export e dell’occupazione. Giorgia Meloni al Forum del Mattino sul «Cambio di paradigma» partecipa anche quest’anno e non lo fa per snocciolare numeri, ma per ragionare sul ruolo dell’Italia e del Mediterraneo nello scenario europeo e internazionale.
«Stiamo vivendo – osserva la premier, in video-collegamento – il tempo della policrisi. Conflitti, tensioni commerciali, vulnerabilità energetiche si alimentano a vicenda e incidono sulla vita delle famiglie e sulle scelte delle imprese». Questo è lo scenario, e dentro questo scenario c’è il Mediterraneo come mare globale in cui «il Sud Italia può ricoprire un ruolo sempre più determinante per l’energia, per i trasporti, per le esportazioni, per gli investimenti, per l’innovazione. Noi abbiamo creduto fin dall’inizio in questa sfida perché il Mezzogiorno è e può continuare a essere un valore aggiunto per la nostra nazione». E ancora: «Oggi il Sud sta crescendo più della media nazionale, sta diventando ogni giorno di più un territorio attrattivo per gli investimenti, come dimostra il successo della Zes Unica».
Così come Meloni, anche Raffaele Fitto, vicepresidente esecutivo della Commissione europea, fa un ragionamento largo. E quando parla di flessibilità, parla di un tema che investe anche e pienamente il nostro Sud insieme all’intero Sistema Paese. A Napoli dà una notizia importante l’ex ministro: «La Commissione – così spiega – ha già dato una disponibilità e il via libera sulla flessibilità rispetto allo scostamento di bilancio sull’energia. Per il resto, c’è stata una nuova richiesta da parte del governo italiano e di qualche altro governo sui temi dell’inflazione, che la Commissione valuterà chiaramente tenendo conto di queste esigenze, ma tenendo conto anche della necessità di una attenta valutazione della situazione finanziaria e dei conti pubblici, perché sono fondamentali anche in questo contesto».
Fitto, dopo la prima risposta «concreta» della Ue sui temi dell’energia, dichiara che «nelle prossime ore ci saranno delle ulteriori valutazioni della Commissione che si pronuncerà anche sulla proposta di legge finanziaria e quindi in questo contesto si inserirà, laddove dovessero esserci le condizioni, la possibilità di altra flessibilità».
LE SCELTE
Scelte di questo tipo sono ossigeno per l’economia italiana e per un Mezzogiorno che funge per certi aspetti da traino del Paese. Il Sud come «locomotiva» è l’immagine di Meloni. E dobbiamo proseguire sulla strada intrapresa «affinché il nostro Mezzogiorno – incalza la premier – sia sempre più la scelta per chi produce e crea occupazione». «Questo è il cambio di paradigma che intendiamo consolidare anche grazie a voi», dice Meloni rivolta ai direttori del Mattino e del Messaggero e a tutti i partecipanti di questa giornata. Il suo ringraziamento va «a chi non si è mai arreso a quel racconto un po’ stanco, stereotipato e obsoleto del Sud e lavora ogni giorno per fare di questo pezzo d’Italia una leva di sviluppo e crescita per tutta la nazione».
Riecco Fitto: «Per la prima volta è stato varato dalla Commissione Ue un piano per il Mediterraneo». Basato su tre pilastri: la formazione e gli scambi culturali; gli investimenti, «individuando quelli più innovativi, a partire dall’energia»; la sicurezza, con politiche di intervento nei Paesi africani per evitare la situazione drammatica» delle morti in mare e dei flussi incontrollati. E ancora: «Rafforzamento del mercato interno europeo, superando le barriere»; semplificazione («Siamo passati da 500 programmi di spesa a 27 piani nazionali di partenariato»); flessibilità. Tutto questo serve all’Europa, all’Italia e al nostro Sud. Su queste linee, della concretezza e dell’anti-immobilismo, «possiamo diventare molto più forti nelle sfide geopolitiche. In cui il Mediterraneo gioca un ruolo cruciale e nel Mediterraneo c’è il Sud italiano che è un hub fondamentale per il nostro Paese e per il nostro Continente».
Quanto al superamento dell’unanimità nelle decisioni Ue, Fitto non la vede facilissima: «Per superare l’unanimità occorre avere l’unanimità». E serve anche – verrebbe da aggiungere – la convinzione su questa riforma che a Palazzo Chigi non c’è.
La «proiezione dell’Italia nel Mediterraneo» è quella a cui Meloni sta lavorando dall’inizio del suo mandato e a Napoli ribadisce quanto questo spazio marittimo sia «tornato centrale nelle dinamiche globali come cerniera di connessione tra Europa, Africa, Golfo e Asia ed è proprio nel Mediterraneo e nelle interconnessioni che lo attraversano che si affrontano e si affronteranno sfide decisive per la nostra sicurezza, per la nostra economia, per la nostra prosperità».
E dunque, è l’invito di Meloni, «dobbiamo continuare a guardare a quei quadranti del mondo da cui dipende il futuro dell’Italia e dell’Europa: all’Asia, all’Indopacifico, all’Africa con cui stiamo costruendo una relazione nuova e paritaria con il Piano Mattei, alle Nazioni del Golfo con cui abbiamo voluto cambiare passo». Le connessioni energetiche sono un punto determinante: «Penso al progetto HELMET, l’interconnessione elettrica tra Italia e Tunisia, un primo esempio delle nuove direttrici di approvvigionamento che possono fare dell’Italia uno snodo della sicurezza energetica europea. Ma voglio citare anche il corridoio IMEC che collegherà l’India all’Europa passando per il Medio Oriente e deve vedere protagonisti i nostri porti e le nostre imprese».
A unire i discorsi di Meloni e di Fitto è il filo della fiducia. Che non suona nella sala del Forum come una parola vuota, perché quando al Sud viene data fiducia concreta, la restituisce sotto forma di slancio economico a beneficio dell’intero Paese.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link



