Con il nuovo Btp Valore, per la prima volta il Tesoro ha messo i risparmiatori italiani davanti a una scelta: incassare gli interessi ogni tre mesi o aspettare cinque anni per riceverli tutti insieme. La risposta è arrivata in 560.029 contratti e 16,6 miliardi di euro, raccolti tra il 19 e il 23 ottobre con la prima doppia emissione. Tre euro su quattro sono andati al titolo con cedole trimestrali crescenti, il resto al nuovo Btp Valore Insieme
La domanda è stata sostenuta fino all’ultima seduta, e alla chiusura il Ministero delle Economie e delle Finanza ha alzato i tassi di entrambi rispetto ai minimi annunciati. Dal 27 ottobre i due titoli passano agli scambi sul Mot, dove resteranno fino alla scadenza del 2031.
In questo articolo:
- Btp Valore, raccolta a 16,6 miliardi
- Tassi definitivi rivisti al rialzo
- Btp Valore, la domanda giorno per giorno
- Btp Valore e Insieme a confronto
- Cosa succede dopo il collocamento
Btp Valore, raccolta a 16,6 miliardi
Chiuso il sipario sulle cinque giornate, il Mef ha tirato le somme. La prima doppia emissione del Btp Valore, avviata il 19 ottobre, si è conclusa con 16.622,518 milioni di euro raccolti e 560.029 contratti registrati.
Il Btp Valore Step Up a cedole trimestrali crescenti ha totalizzato 385.962 contratti per 12.071,383 milioni di euro, pari a circa il 72,6% della raccolta complessiva. Il Btp Valore Insieme ha registrato 174.067 contratti e 4.551,135 milioni di euro di nominale collocato, circa il 27,4% del totale. Il taglio medio dei contratti è stato di circa 31.300 euro per lo Step up e di circa 26.100 euro per Insieme, con una media complessiva intorno ai 29.700 euro.
L’offerta di due strumenti nello stesso collocamento ha messo a disposizione dei risparmiatori due modalità distinte di incasso degli interessi. Il Btp Valore tradizionale è rivolto a chi preferisce ricevere flussi periodici durante la vita del titolo, da spendere o reinvestire in altri strumenti. Il Btp Valore Insieme segue una logica di accumulo: gli interessi restano nel titolo fino alla scadenza e vengono liquidati in un’unica soluzione. Questo evita di dover decidere ogni trimestre come reimpiegare le cedole e rende gli interessi indisponibili fino al 2031. La sottoscrizione dei due titoli non era vincolata, si poteva acquistarne uno solo oppure ripartire il capitale tra entrambi.
Tassi definitivi rivisti al rialzo
Con la chiusura delle sottoscrizioni è arrivato anche l’aggiornamento più atteso, quello sui rendimenti. Il Mef ha alzato i tassi rispetto ai minimi garantiti annunciati il 16 ottobre, motivando la revisione con l’evoluzione delle condizioni di mercato e con l’esigenza di mantenere equivalenti i due strumenti in termini di rendimento complessivo.
Per il Btp Valore (ISIN IT0005735201) i tassi cedolari annui lordi definitivi sono:
- 3,75% per il primo e il secondo anno (dal 3,70% minimo);
- 4,20% per il terzo e il quarto anno (dal 4,10%);
- 4,75% per il quinto anno (dal 4,70%).
Per il Btp Valore Insieme (ISIN IT0005735227) la cedola unica, corrisposta alla scadenza insieme al rimborso del capitale, è fissata al 22,70%, contro il 22,25% minimo comunicato all’avvio del collocamento.
Btp Valore, la domanda giorno per giorno
La raccolta ha seguito l’andamento tipico delle emissioni retail, con le prime due sedute più intense e un progressivo rallentamento verso la chiusura. Il primo giorno la domanda complessiva ha raggiunto 4,6 miliardi: 3,42 miliardi sul Btp Valore con oltre 102 mila contratti e circa 1,18 miliardi sul Btp Valore Insieme con circa 45 mila contratti. Il 20 ottobre il titolo con cedole trimestrali ha raccolto 2,88 miliardi con 93.762 contratti e il Btp Valore Insieme 1,09 miliardi con 41.784 contratti, portando il totale dei primi due giorni a 8,58 miliardi.
Nella terza seduta sono arrivati altri 3,5 miliardi: 2,53 miliardi da circa 80.500 contratti sul titolo tradizionale e 974 milioni da circa 35.800 contratti sull’Insieme. Il cumulato è così salito a 12,05 miliardi, di cui 8,81 sulla versione a cedole trimestrali e 3,24 su quella a cedola unica. Giovedì 22 ottobre gli ordini hanno superato i 2,8 miliardi, oltre 2 sul tradizionale e circa 800 milioni sull’Insieme. È il miglior risultato mai registrato da un quarto giorno di collocamento, sopra i 2,7 miliardi dell’emissione di ottobre 2023.
Alla vigilia della chiusura la raccolta sfiorava i 15 miliardi, con oltre 495 mila risparmiatori coinvolti. La mezza giornata conclusiva ha aggiunto circa 1,7 miliardi: 1,22 miliardi da 43.635 contratti sul titolo step-up e 504 milioni da 21.148 contratti sull’Insieme. In ciascuna delle cinque sedute la versione a cedola unica ha raccolto tra il 26% e il 29% della domanda giornaliera.
Btp Valore e Insieme a confronto
Dietro la stessa scadenza quinquennale, i due titoli si differenziano per il modo in cui pagano gli interessi. Il Btp Valore distribuisce cedole ogni tre mesi, calcolate su tassi crescenti nel tempo. Su 1.000 euro nominali, con i tassi definitivi, corrisponde 37,50 euro lordi annui nei primi due anni, 42 euro nel terzo e nel quarto e 47,50 euro nel quinto, per un totale di 206,50 euro lordi in cinque anni, pari al 20,65% del nominale.
Il Btp Valore Insieme non prevede pagamenti intermedi: alla scadenza riconosce 227 euro lordi ogni 1.000 euro investiti, insieme al rimborso del capitale. Il 22,70% è una percentuale riferita all’intero quinquennio, non un tasso annuo. In termini di capitalizzazione composta corrisponde a circa il 4,2% lordo annuo. La cedola finale supera la somma delle cedole del Btp Valore perché compensa l’assenza di pagamenti periodici: chi incassa le cedole trimestrali può reinvestirle, chi sottoscrive l’Insieme lascia gli interessi maturare nel titolo fino al 2031.
Le percentuali indicate sono lorde. Su entrambi i titoli si applica l’aliquota agevolata del 12,5%: al netto dell’imposta, su 1.000 euro, gli interessi complessivi ammontano a circa 180,69 euro per il Btp Valore e a circa 198,63 euro per il Btp Valore Insieme, prima di eventuali costi applicati dall’intermediario.
Cosa succede dopo il collocamento
Chiuso il collocamento, i due titoli entrano ora nella fase di negoziazione. La data di godimento e regolamento è il 27 ottobre 2026, giorno da cui Btp Valore e Btp Valore Insieme saranno scambiati sul Mot come gli altri titoli di Stato. La scadenza è fissata al 27 ottobre 2031. Entrambi sono stati collocati alla pari, senza commissioni di sottoscrizione, senza tetto massimo all’importo acquistabile e con un taglio minimo di 1.000 euro.
A differenza delle edizioni di ottobre 2025 e marzo 2026, questa emissione non prevede il premio fedeltà per chi detiene il titolo fino alla scadenza. Oltre all’aliquota del 12,5% sui rendimenti, i due titoli sono esenti dall’imposta di successione ed esclusi dal calcolo dell’ISEE fino a 50.000 euro complessivi di titoli di Stato detenuti. Chi conserva il titolo fino alla scadenza riceve il rimborso del valore nominale. In caso di vendita anticipata sul mercato secondario, il prezzo può risultare superiore o inferiore a quello di acquisto, in funzione dell’andamento dei tassi di interesse e della domanda e offerta: quando i tassi salgono, i prezzi dei titoli già emessi scendono, e viceversa.
Come termine di confronto, il rendimento del Btp a cinque anni quotato si attestava al 3,94% lordo alla chiusura del 15 ottobre 2026. Sul fronte dei prezzi, le proiezioni della Banca centrale europea di settembre 2026 indicano un’inflazione media del 3% nel 2026, del 2,5% nel 2027 e del 2,1% nel 2028.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link



