#Finsubito news dalla rete – I centri finanziari internazionali devono realizzare al più presto transazioni sostanziali.


Passaggio dalla fase di costruzione a quella operativa.

Il 22 ottobre, in occasione della quarta riunione del Consiglio esecutivo del Centro finanziario internazionale, il vice primo ministro Nguyen Van Thang ha richiesto alle agenzie operative di Ho Chi Minh City e Da Nang di completare le procedure necessarie, con l’obiettivo di finalizzarle entro ottobre 2026 e di avviare le transazioni entro novembre 2026. Inizialmente, il centro si concentrerà sulle transazioni che presentano già collegamenti tra domanda e offerta di capitali, con particolare attenzione ai prodotti che mobilitano e forniscono capitali a medio e lungo termine.

Un giornalista del quotidiano Industria e Commercio ha discusso con il dottor Le Minh Nghia, presidente dell’Associazione vietnamita di consulenza finanziaria, in merito a possibili soluzioni per aiutare il centro a generare presto transazioni significative.

Il dottor Le Minh Nghia, presidente dell’Associazione vietnamita di consulenza finanziaria.

– Signore, il Centro Finanziario Internazionale sta entrando nella sua fase operativa dopo che la sua struttura istituzionale e organizzativa è stata in gran parte definita. Come valuta l’importanza del Centro per l’ economia attuale?

Dott. Le Minh Nghia: Dopo l’approvazione da parte dell’Assemblea Nazionale della Risoluzione sul Centro Finanziario Internazionale in Vietnam e l’entrata in funzione ufficiale delle due agenzie operative a Ho Chi Minh City e Da Nang, stiamo assistendo a un cambiamento significativo. Si tratta di una transizione dalla fase di progettazione istituzionale e di costruzione della struttura organizzativa alla fase di dimostrazione del valore attraverso risultati operativi concreti. Questo è un momento cruciale.

Dal punto di vista economico, il Centro creerà un ulteriore canale per la mobilitazione di capitali a medio e lungo termine destinati all’economia reale. Le banche commerciali hanno limitazioni sul rapporto tra capitale a breve termine e prestiti a medio e lungo termine, il che rende difficile soddisfare pienamente questa domanda. Il fatto che Ho Chi Minh City si stia preparando a emettere obbligazioni municipali e obbligazioni infrastrutturali proprio tramite il Centro ne è una chiara dimostrazione. Questo canale integra le risorse per i principali progetti infrastrutturali senza gravare ulteriormente sul bilancio e sul credito bancario.

Tuttavia, tali intenzioni diventeranno realtà solo quando il centro effettuerà effettivamente transazioni e flussi di capitali reali, anziché rimanere meramente simboliche o mere aspettative politiche.

– A suo parere, su quali prodotti, flussi di capitali e membri dovrebbe concentrarsi il centro nella fase iniziale?

Dott. Le Minh Nghia: Non dovremmo cercare di fare tutto fin da subito, ma piuttosto selezionare prodotti con chiari vantaggi comparativi e con domanda e offerta facilmente disponibili nell’economia reale. I gruppi di prodotti proposti dal Ministero delle Finanze sono ragionevoli, ma devono essere classificati in base al loro livello di maturità.

A Ho Chi Minh City, l’orientamento verso un “centro finanziario integrato” è legato a progetti specifici nei settori delle infrastrutture, dell’energia e dei servizi logistici. La città seleziona i progetti più fattibili da privilegiare con gli investitori strategici, preparandosi al contempo all’emissione di obbligazioni internazionali e municipali. Da Nang , invece, sta perseguendo una svolta nella tecnologia finanziaria, attraverso un meccanismo pilota controllato.

Questa divisione dei ruoli contribuisce a evitare la concorrenza interna e crea due poli complementari all’interno di un sistema unificato. Ciò è in linea con lo spirito di “un’unica entità, non due mercati separati”, come affermato dal Ministero delle Finanze.

Per quanto riguarda i flussi di capitale, la priorità immediata è rappresentata dai capitali a medio e lungo termine destinati a progetti nei settori dell’energia, delle infrastrutture, della logistica e della transizione verde, in collaborazione con banche partner e investitori strategici. Questo approccio crea fin da subito transazioni con una reale domanda e offerta, anziché sviluppare un prodotto e poi cercare investitori.

Per quanto riguarda l’adesione, un prerequisito è l’attrazione di istituzioni finanziarie chiave come banche, società di intermediazione mobiliare, società di gestione patrimoniale e fondi di investimento direttamente collegati a prodotti prioritari. Il rafforzamento degli standard di licenza e del controllo del rischio è una precauzione necessaria per costruire credibilità fin dalle prime transazioni. Pertanto, la richiesta del Vice Primo Ministro di prodotti e transazioni concreti, avanzata a novembre, è appropriata e necessaria. Tale requisito incoraggia il sistema a passare da una mentalità di “costruzione” a una mentalità di “gestione e creazione di valore”.

Requisiti da rispettare entro la scadenza di novembre

– Signore, per rendere il centro operativo in modo efficace, quali sono i problemi da risolvere e quali sono le priorità immediate?

Dott. Le Minh Nghia: Osservando l’attuale carico di lavoro, con numerosi documenti guida assegnati tra il consiglio esecutivo e le due agenzie esecutive, è chiaro che i requisiti non si riducono a una singola fase. L’aspetto fondamentale è la sincronizzazione tra le fasi, in particolare tra il livello centrale e il livello di attuazione a livello locale.

Sede centrale del Centro finanziario internazionale del Vietnam a Ho Chi Minh City (via Nguyen Hue 8, quartiere Saigon).

Sede centrale del Centro finanziario internazionale del Vietnam a Ho Chi Minh City (via Nguyen Hue 8, quartiere Saigon).

Innanzitutto, per quanto riguarda le istituzioni, il quadro giuridico di alto livello è relativamente completo, mentre i regolamenti di attuazione dettagliati sono ancora in fase di definizione.

In secondo luogo, per quanto riguarda i meccanismi di gestione e supervisione, è necessario sviluppare un modello di monitoraggio sufficientemente flessibile per i nuovi prodotti, garantendo al contempo la sicurezza del sistema. Allo stesso tempo, è indispensabile mantenere la coerenza degli standard di servizio, dei processi e dei dati tra le due città, evitando la formazione di due mercati separati all’interno dello stesso centro.

In terzo luogo, per quanto riguarda le infrastrutture, il sistema di registrazione online e riconoscimento degli iscritti, standardizzato e implementato a partire dal 17 agosto 2026, rappresenta un buon punto di partenza. Tuttavia, l’infrastruttura per le transazioni, i pagamenti e la custodia necessita ancora di tempo per essere perfezionata e integrata con le infrastrutture internazionali.

Se dobbiamo stabilire delle priorità immediate, credo che Ho Chi Minh City dovrebbe concentrare i suoi sforzi sul completamento rapido dei progetti prioritari presenti nella sua lista. Da Nang ha bisogno di rimuovere al più presto gli ostacoli relativi ai programmi pilota controllati per poter realizzare almeno un progetto pilota. È questo lo spirito di “correre in coda, ma nella corsia giusta” che voglio sottolineare.

– La scadenza di novembre si avvicina rapidamente. A suo parere, cosa si dovrebbe fare per aiutare il centro a generare rapidamente transazioni significative e ad attrarre capitali?

Dott. Le Minh Nghia: Un centro finanziario viene riconosciuto dal mercato internazionale solo quando vi sono transazioni effettive, non quando tutti i documenti legali sono stati completati. Credo che dobbiamo concentrarci su quattro aree di intervento specifiche.

Innanzitutto, è fondamentale selezionare prodotti che soddisfino i requisiti di legge, che abbiano suscitato l’interesse degli investitori e che rispondano a una specifica esigenza di capitale dell’economia reale. La strategia corretta consiste nel predisporre il quadro giuridico per obbligazioni municipali, obbligazioni infrastrutturali o nella selezione, in collaborazione con le banche, di specifici progetti nei settori dell’energia, delle infrastrutture e della transizione verde.

In secondo luogo, è necessario accelerare la selezione e il rilascio delle licenze ai gruppi membri principali. I due organismi di regolamentazione dovrebbero dare priorità alle organizzazioni con esperienza internazionale e la capacità di concludere transazioni immediatamente. Pochi accordi di successo con investitori affidabili hanno un effetto a catena molto maggiore rispetto al rilascio di licenze in massa senza transazioni effettive.

In terzo luogo, è necessario istituire un meccanismo di coordinamento “a sportello unico” realmente efficace tra l’agenzia esecutiva, le autorità locali e i ministeri e dipartimenti competenti, al fine di affrontare rapidamente qualsiasi ostacolo che si presenti durante le negoziazioni con gli investitori. L’esperienza internazionale dimostra che la rapidità decisionale degli enti regolatori è un fattore competitivo non meno importante degli incentivi fiscali o delle riduzioni dei costi.

In quarto luogo, una comunicazione sistematica sulle transazioni iniziali è fondamentale. Le prime transazioni presso il Centro fungono da “prodotti di prova” per infondere fiducia nella successiva ondata di investitori, soprattutto quando sono associate a progetti infrastrutturali chiave o a investitori internazionali di comprovata reputazione.

Secondo il dottor Le Minh Nghia, il percorso che porta dal “perfezionamento del meccanismo” alla “creazione di transazioni sostanziali” non consiste nell’attendere la perfezione, ma nell’implementazione parallela, apportando modifiche man mano che si procede. Se si sceglie l’approccio giusto, la scadenza di novembre è realizzabile.


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