Monte dei Paschi nel mirino d’Europa: da Orcel a Santander, tutti guardano a Siena – PPN ADI


Mentre la partita domestica tra Intesa, Banco BPM e Unipol è ancora aperta, la banca senese entra nel radar dei grandi gruppi continentali. UniCredit e i player francesi, tedeschi e spagnoli osservano Rocca Salimbeni in chiave paneuropea.

La partita per il controllo di Monte dei Paschi di Siena non è solo italiana. Mentre Intesa Sanpaolo e Banco BPM si contendono Rocca Salimbeni in quello che si è rivelato il confronto più clamoroso del risiko bancario domestico degli ultimi anni, dalle capitali finanziarie del continente arrivano segnali di interesse che proiettano la vicenda su una scala diversa. UniCredit, BNP Paribas, Deutsche Bank, Santander: sono nomi che appartengono al vertice del credito europeo, e tutti stanno monitorando con attenzione l’evoluzione dello scenario senese.

Orcel e la partita incompiuta

Il primo osservatore interessato è Andrea Orcel. L’amministratore delegato di UniCredit, che ha già il 9 per cento di Generali e che nel 2024 aveva tentato di acquisire Banco BPM salvo essere bloccato dal governo attraverso il golden power, non si è ancora seduto a un tavolo per MPS, ma gli analisti non escludono che lo faccia. Nel nuovo assetto proprietario della banca senese, con Delfin, la finanziaria degli eredi Del Vecchio, che ha consolidato una quota superiore al 17 per cento, e con il Ministero dell’Economia ormai ridotto a una partecipazione marginale, UniCredit potrebbe trovare una finestra di accesso più agevole rispetto al passato. Per Orcel, entrare in MPS significherebbe entrare in Mediobanca e, attraverso Mediobanca, rafforzare la propria posizione in Generali: un crocevia di potere finanziario che rende la banca senese un asset di valore strategico ben superiore alla sua dimensione operativa.

Nel 2021 UniCredit aveva scelto di non procedere con l’acquisizione di MPS, giudicando insostenibili i rischi legali e patrimoniali dell’istituto. Lo scenario odierno è radicalmente diverso. La banca ha chiuso il primo trimestre del 2026 con un utile netto di 521 milioni di euro e un coefficiente patrimoniale Cet1 al 15,9 per cento, risultati che ne hanno trasformato la percezione sul mercato. È questa solidità ritrovata a renderla appetibile non solo agli attori del risiko domestico, ma anche ai grandi gruppi che guardano all’Italia come a uno dei mercati più dinamici d’Europa per il prossimo ciclo di consolidamento.

Il contesto europeo: perché l’Italia attrae

Per capire l’interesse dei player internazionali bisogna leggere i numeri del settore nel suo insieme. Nel primo trimestre del 2026 le dieci principali banche dell’area euro hanno generato un utile netto complessivo superiore ai 22 miliardi, in crescita del 10 per cento rispetto allo stesso periodo del 2025. In testa alla classifica figura Santander con 3,56 miliardi, seguita da BNP Paribas e UniCredit appaiate a 3,2 miliardi. Le banche italiane emergono tra le più solide del continente per qualità degli attivi: secondo le analisi condotte da S&P Global Ratings, il settore ha completato una fase di pulizia dei bilanci e riduzione dei crediti deteriorati che lo posiziona oggi in modo vantaggioso rispetto ai concorrenti francesi e tedeschi, più esposti a leva finanziaria e incertezze geopolitiche.

In questo quadro, acquisire un istituto con radicamento territoriale capillare, una base di clientela consolidata e un portafoglio di partecipazioni strategiche come quello di MPS rappresenta un’opportunità difficile da replicare. BNP Paribas, che nel mercato italiano è già presente attraverso Findomestic e BNL, conosce bene il tessuto economico della Penisola e ha le risorse per affrontare un’operazione di portata significativa. Santander, che ha costruito la sua espansione europea su acquisizioni selettive nei mercati più redditizi, guarda all’Italia con interesse crescente. Deutsche Bank, alle prese con un processo di rilancio interno, osserva con più cautela ma non si sottrae all’analisi.

La variabile politica e il nodo Generali

L’attrattività di MPS per i grandi gruppi internazionali si scontra però con una variabile che in Italia non è mai secondaria: la politica. Il governo Meloni ha già dimostrato con il golden power applicato a UniCredit-Banco BPM di essere pronto a intervenire quando ritiene che operazioni di mercato possano intaccare assetti considerati strategici. Una scalata straniera a MPS, che ora include Mediobanca e la sua quota in Generali, il più grande gruppo assicurativo privato italiano con quasi 800 miliardi di euro in gestione, difficilmente passerebbe senza un confronto serrato con palazzo Chigi.

È questo intreccio tra finanza e sovranità economica a rendere il caso MPS uno dei più complessi del panorama bancario europeo. La banca senese non è più soltanto un istituto di credito con una storia lunga oltre cinque secoli: è diventata uno snodo attraverso cui si giocano gli equilibri del risparmio italiano, la governance di Mediobanca e il peso di Generali nel capitalismo continentale. Chiunque voglia Siena deve fare i conti con tutto questo.

Un consolidamento appena iniziato

Il quadro complessivo suggerisce che la fase attuale del risiko bancario europeo non si esaurirà nell’arco di pochi mesi. Secondo S&P Global Ratings, il settore italiano si trova in una fase in cui le operazioni di M&A concluse nel 2025 stanno ridisegnando la struttura del mercato, ma il processo potrebbe proseguire nel 2026 con un ulteriore rafforzamento dei grandi gruppi. In questo contesto, MPS (che ha già cambiato volto una volta con l’acquisizione di Mediobanca) rimane uno dei nodi centrali attorno a cui si giocherà la prossima stagione del credito europeo.

L’interesse di UniCredit e dei grandi player internazionali non è ancora sfociato in offerte formali. Ma i mercati lo prezzano, gli analisti lo valutano e la storia recente di Rocca Salimbeni insegna che, quando l’attenzione si concentra su Siena, raramente rimane solo osservazione.


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
 Anna Petroni

Source link

Di