il mercato cresce ma mancano gli esperti


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Il mercato italiano della cybersecurity continua la sua crescita, spinto dall’aumento degli attacchi informatici e dalla necessità delle aziende di proteggere dati, sistemi e infrastrutture digitali. Nel 2025 il settore ha raggiunto un valore di 2,78 miliardi di euro, registrando un incremento del 12% rispetto all’anno precedente.

A fronte di questa espansione, però, emerge una criticità sempre più evidente: le aziende hanno bisogno di nuove competenze, ma faticano a trovare professionisti qualificati. Il divario tra domanda e offerta di lavoro nel settore della sicurezza informatica rappresenta oggi una delle principali sfide per la trasformazione digitale italiana.

Secondo l’Osservatorio Cybersecurity & Data Protection del Politecnico di Milano, quasi 9 grandi organizzazioni su 10 dichiarano di non riuscire a coprire le posizioni aperte per la mancanza di candidati con competenze adeguate. Un problema che rende la cybersecurity non solo un settore strategico per le imprese, ma anche un’opportunità concreta per chi vuole costruire una nuova carriera nel digitale.

Mercato cybersecurity italiano: nel 2025 il settore vale 2,78 miliardi di euro

La crescita della cybersecurity in Italia riflette un cambiamento profondo nel modo in cui le aziende affrontano la gestione del rischio digitale. Con l’aumento della digitalizzazione, dell’utilizzo del cloud e delle nuove tecnologie basate sull’intelligenza artificiale, la protezione dei dati è diventata una priorità per organizzazioni di ogni dimensione.

La tendenza in positivo è destinata a proseguire anche nel prossimo futuro. Sette grandi aziende su dieci prevedono infatti di aumentare i budget dedicati alla sicurezza informatica nel 2026, confermando il ruolo centrale della cybersecurity nelle strategie aziendali.

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Carenza di esperti cybersecurity: le aziende italiane stanno cercando nuove competenze

Se gli investimenti aumentano, il problema principale resta la disponibilità di professionisti. La crescita del settore richiede figure specializzate in grado di gestire infrastrutture sicure, analizzare minacce, prevenire vulnerabilità e rispondere rapidamente agli incidenti informatici.

Il fenomeno del mismatch delle competenze digitali è confermato anche dai dati Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro: per i tecnici informatici la difficoltà di reperimento ha raggiunto il 52%, una delle percentuali più elevate tra i profili professionali richiesti dalle aziende.

Nei servizi informatici, inoltre, oltre il 40% delle assunzioni programmate riguarda giovani under 30. Un dato che evidenzia come il settore rappresenti una delle aree con maggiori possibilità di ingresso per chi vuole avvicinarsi al mondo tecnologico.

Gli attacchi informatici aumentano e cresce la domanda di specialisti cyber

La necessità di trovare nuovi professionisti è legata anche all’aumento della pressione esercitata dalle minacce informatiche. Nel 2025 circa il 34% delle grandi aziende italiane ha subito attacchi cyber con conseguenze significative, tra costi di ripristino, interruzioni operative e danni economici.

In questo scenario, la cybersecurity non è più considerata soltanto un ambito tecnico riservato ai reparti IT, ma una componente strategica della gestione aziendale. Le imprese hanno bisogno di persone capaci non solo di utilizzare strumenti tecnologici, ma anche di comprendere i processi organizzativi, individuare rischi e contribuire alla costruzione di una cultura della sicurezza digitale.

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Cybersecurity e formazione: un’opportunità di riconversione professionale

La carenza di specialisti sta trasformando la cybersecurity in uno dei settori più interessanti per chi desidera cambiare percorso professionale.

Contrariamente a quanto spesso si pensa, per entrare nel mondo della sicurezza informatica non è sempre necessario avere alle spalle una laurea tecnica o anni di esperienza nel settore IT. Sempre più spesso sono le competenze certificate, la formazione pratica e la capacità di applicare le conoscenze in contesti reali a determinare l’ingresso nel mercato del lavoro. Questo rende la cybersecurity un ambito particolarmente aperto alla riconversione professionale, offrendo nuove possibilità anche a persone provenienti da settori differenti e interessate a sviluppare competenze digitali.

Visione Academy forma nuovi professionisti della cybersecurity con certificazioni CompTIA

In questo contesto opera Visione Academy, realtà italiana specializzata nella formazione in cybersecurity e nei percorsi di certificazione CompTIA, riconosciuti a livello internazionale.

Fondata nel 2022 da Paolo Barberini, l’accademia propone percorsi formativi rivolti sia a chi vuole avvicinarsi per la prima volta alla sicurezza informatica sia a professionisti che desiderano aggiornare le proprie competenze. La formazione si svolge prevalentemente da remoto, una modalità pensata anche per chi lavora o vuole intraprendere un percorso di cambiamento professionale senza interrompere la propria attività. Le lezioni sono affidate al Dott. Eugenio Fontana, professionista con oltre dieci anni di esperienza nella sicurezza informatica e con un percorso maturato anche in aziende come General Electric e PwC.

«Le aziende stanno investendo cifre importanti in cybersecurity ma non trovano chi assumere. Non perché il talento non esista, ma perché in molti pensano che servano lauree tecniche e anni di esperienza per entrare nel settore: in realtà oggi è una delle aree con la maggiore mobilità professionale e con i percorsi di accesso più strutturati», commenta Paolo Barberini, founder di Visione Academy.

Paolo Barberini
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Dalla formazione al lavoro: il nuovo modello di crescita nella cybersecurity

La velocità con cui evolve il settore cyber richiede un approccio alla formazione sempre più orientato alla crescita continua. Le competenze richieste dalle aziende cambiano rapidamente e una carriera nella sicurezza informatica richiede aggiornamento costante.

Per questo Visione Academy ha sviluppato un modello di accompagnamento professionale che non si limita al primo inserimento lavorativo, ma segue gli studenti anche nelle fasi successive della carriera. Il supporto comprende la fase di ricerca del lavoro, aggiornamenti periodici e affiancamento nei momenti di cambiamento: dal passaggio a una nuova azienda alla specializzazione su tecnologie emergenti, fino alle opportunità internazionali. «La cybersecurity è un settore in cui non si finisce mai di imparare e in cui la prima posizione lavorativa è solo l’inizio. Per questo abbiamo deciso di non interrompere il rapporto con i nostri studenti dopo l’inserimento, ma di accompagnarli anche nei passaggi successivi della loro carriera», aggiunge Barberini.

Con un mercato in continua crescita e una domanda di competenze destinata ad aumentare, la cybersecurity si conferma quindi uno dei settori più strategici del futuro digitale italiano, sia per le aziende sia per chi cerca nuove opportunità professionali.


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