Quentin Tarantino continua a stupire chi pensava di conoscerlo davvero bene. Mentre il pubblico aspetta ancora notizie sul decimo e (presunto) ultimo film da regista, quello che secondo la sua promessa dovrebbe chiudere la carriera, il cineasta texano ha scelto tutt’altra strada: indossare di nuovo i panni dell’attore, questa volta in un ruolo da protagonista assoluto, al fianco di Kylie Minogue. Il progetto si chiama Tangled Up in Blue e ha già messo in moto curiosità, scommesse e teorie tra appassionati di cinema e tabloid britannici.
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Tangled Up in Blue, il film che riporta Quentin Tarantino di nuovo sul set
Dietro la macchina da presa c’è Jamie Adams, regista gallese che ha fatto del cinema improvvisato la propria firma, debitore, a livello artistico, della Nouvelle Vague francese. Le riprese sono cominciate il 22 giugno 2026 a Porthcawl, nel Galles, paese natale del cineasta. Accanto a Tarantino e Minogue, il cast riunisce Allison Williams, Jason Isaacs, Sofia Boutella e RZA, oltre a una manciata di attori gallesi conosciuti e amati in patria.
La sinossi racconta di Jake Stroud, un uomo che ha passato 40 anni a gestire la carriera di grandi star della musica e dello spettacolo. Bloccato in un hotel tra una vecchia fiamma e un’anima perduta, Jake è infine costretto a fare i conti con l’unica cosa che ha sempre evitato: il proprio cuore. Il titolo, peraltro, non è casuale: richiama Tangled Up in Blue di Bob Dylan, brano dell’album Blood on the Tracks del 1975, in linea con lo stile di Adams. Che anche in passato ha intitolato i suoi film come omaggio a canzoni iconiche, da Bittersweet Symphony a Love Spreads.
Quentin Tarantino torna a fare l’attore al fianco di Kylie Minogue in Tangled Up in Blue, diretto dal gallese Jamie Adams (foto Getty Images)
Come Quentin Tarantino è tornato a fare l’attore: una corte serrata a colpi di lettere e zoom
Non è la prima volta che Tarantino e Adams lavorano insieme. Il loro primo incontro porta la firma di Only What We Carry, dramma corale ambientato sulla costa della Normandia e girato in soli sei giorni, con una sceneggiatura quasi del tutto improvvisata, presentato al Tribeca Festival 2026. Nel cast, oltre a Tarantino, anche Simon Pegg, Sofia Boutella, Charlotte Gainsbourg e la cantautrice Lizzy McAlpine.
A raccontare come sia nata quella collaborazione è proprio Adams, che ha deciso di puntare tutto su un approccio diretto. «Gli ho mandato la trama e una lettera», ha spiegato a Variety. «Sono stato sincero, gli ho detto che credevo in lui come attore. La mia idea di improvvisazione consiste nell’essere presenti e reagire in modo organico, è uno dei narratori più straordinari che abbia mai incontrato, soprattutto quando parla a ruota libera. Pensavo che sarebbe stato perfetto per quel personaggio». Il regista gallese ha confessato che non si aspettava una risposta. «Due settimane dopo, di domenica, il suo agente mi ha scritto che Quentin era incuriosito e voleva fare una videochiamata via Zoom».
Kylie Minogue torna al primo amore: prima di diventare una popstar mondiale, nella sua Australia Kylie ha iniziato la carriera da bambina come attrice (foto Getty Images)
Quentin Tarantino attore, una vocazione mai sopita
Il rapporto tra Tarantino e la recitazione, in realtà, non si è mai del tutto interrotto. Fin dagli esordi il regista ha amato comparire nelle proprie opere, spesso in ruoli piccoli ma memorabili. Come quello di Mr. Brown in Le iene, il logorroico Jimmie in Pulp Fiction, una presenza in Four Rooms.
Ma è stato con Only What We Carry, girato appena prima di Tangled Up in Blue, che qualcosa è cambiato: si tratta del suo primo ruolo da attore davvero rilevante dopo 30 anni, da quel Richie Gecko di Dal tramonto all’alba del 1996. Il ruolo più sostanzioso, accanto a George Clooney per la regia di Robert Rodriguez.
Tra il teatro di Londra e stoccate al cinema contemporaneo
L’impegno in Tangled Up in Blue arriva mentre Tarantino sta lavorando al debutto londinese della sua prima opera teatrale, The Popinjay Cavalier, commedia ambientata nell’Europa del primo Ottocento, in scena al West End nei primi mesi del 2027. Proprio per questo si trovava nel Regno Unito quando Adams gli ha proposto la parte.
Negli stessi mesi il regista non ha risparmiato giudizi severi sul cinema contemporaneo in un saggio scritto per la rivista specializzata Sight and Sound. Secondo Tarantino, sono difetti di sceneggiatura, scelte di casting sbagliate e un eccesso di compiacenza verso il pubblico a rovinare quasi ogni film in uscita oggi, al punto da rendere gli ultimi 6 anni peggiori persino degli anni Ottanta, decennio che lui stesso aveva criticato in passato.
Tra le poche eccezioni salvate dal suo giudizio, cita il remake di West Side Story realizzato da Steven Spielberg, i primi due capitoli di Horizon, la saga western di Kevin Costner. E, incredibilmente, The Rip – Soldi sporchi, il thriller Netflix con Ben Affleck e Matt Damon, che a suo dire lo ha tenuto incollato dall’inizio alla fine.
Il mistero del decimo film e i nove capitoli di una leggenda
Resta sempre aperta la domanda più attesa dai fan: quando arriverà il decimo e ultimo film da regista? Tarantino ripete da anni la stessa promessa, fissando a 10 il numero massimo di film che dirigerà in carriera, prima di lasciare la regia per sempre. Ha scritto la sceneggiatura del sequel di C’era una volta a… Hollywood, intitolato Le avventure di Cliff Booth, con Brad Pitt di nuovo nei panni di Cliff Booth: uscirà nelle sale il 25 novembre, prima di arrivare su Netflix il 23 dicembre.
Ma quel film non sarà il suo decimo: a dirigerlo è David Fincher, perché Tarantino, pur amando la storia che ha scritto, non voleva che fosse proprio quella a chiudere la sua carriera da regista. Il count down resta dunque fermo a nove titoli: Le iene (1992), Pulp Fiction (1994), Jackie Brown (1997), Kill Bill (2003-2004), Grindhouse – A prova di morte (2007), Inglourious Basterds (2009), Django Unchained (2012), The Hateful Eight (2015) e C’era una volta a… Hollywood (2019). Il vero decimo capitolo resta ancora un mistero.
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Sara Sirtori
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