In attesa del dato di oggi sull’inflazione negli Stati Uniti, i mercati azionari si lasciano guidare da quel che le società comunicano a proposito delle ricadute sugli utili derivate dalla rivoluzione dell’intelligenza artificiale. Il produttore di memorie Micron ha confermato che le ingenti spese per la realizzazione delle nuove infrastrutture informatiche hanno portando a un decollo del suo business.
Il future del Nasdaq ha girato nel corso della notte e segna un rialzo dell’1,2%. Ieri a Wall Street è stata una seduta interlocutoria, con l’S&P500 poco sotto la parità e il Dow Jones in rialzo dello 0,3%.
JP Morgan ha alzato il target di fine anno dell’S&P500 a 7800 punti, circa duecento in più della precedente previsione. Nella nota si parla di un “blue Sky scenario” per le azioni di Wall Street. Il nuovo target implica un rialzo del 6% dai prezzi di ieri.
Le borse dell’Europa, meno esposte al tema dell’intelligenza artificiale, dovrebbero aprire intorno alla parità.
Nel trimestre la società ha riportato un utile per azione rettificato pari a 25,11 dollari. Si tratta di un aumento rispetto ai 1,91 dollari per azione dell’anno scorso e ben al di sopra delle previsioni di Wall Street, che si attestavano a 20,86 dollari. Il fatturato del trimestre ha raggiunto i 41,5 miliardi di dollari, superando di gran lunga le aspettative di 35,9 miliardi di dollari e registrando un aumento del 346% su base annua.
Il margine lordo rettificato si è attestato all’85%, superando ancora una volta il consenso di Wall Street. Il margine operativo rettificato è stato dell’81%. Tutti questi indicatori hanno registrato valori record.
Titolo in rialzo del 12% nel dopo borsa.
Anche le previsioni per il quarto trimestre fiscale sono state altrettanto positive, suggerendo che le vendite di memorie di Micron sono destinate a raggiungere nuovi massimi nel trimestre in corso.
La crescita del fatturato è stata trainata dai due segmenti relativi ai data center dell’azienda, che insieme hanno registrato un aumento del 415% rispetto all’anno scorso, raggiungendo i 25 miliardi di dollari. Attualmente rappresentano il 61% del fatturato totale.
Micron ha registrato un flusso di cassa libero di 18 miliardi di dollari nel trimestre e, alla fine di maggio, disponeva di 26 miliardi di dollari in contanti, equivalenti e investimenti a breve termine, in aumento rispetto ai 14 miliardi di dollari di tre mesi fa.
In Corea del Sud, le azioni di SK Hynix salgono fino al 12%: la società ha l'intenzione di raccogliere 29,4 miliardi di dollari tramite la quotazione a Wall Street. Samsung +6,5%.
Nel listino di Tokyo: Screen Holdings +8,1%, Advantest +12%, Ulvac +6%, Tokyo Electron +8,2%.
Kioxia +15%, anche il fornitore di memorie NAND, ha comunicato di voler emettere certificati di deposito statunitensi.
“Gli investitori del settore tecnologico saranno di umore molto positivo e tireranno un sospiro di sollievo con il pilastro tecnologico Micron che mostra i muscoli con il suo eccellente rapporto sugli utili", scrivono in una nota gli analisti di Wedbush Securities, tra cui Dan Ives.
“I risultati sono stati chiaramente solidi e hanno implicazioni positive per l'industria globale delle memorie", ha affermato Vey-Sern Ling, amministratore delegato di Union Bancaire Privee a Singapore.
"Ancora più importante, le ulteriori informazioni sugli accordi a lungo termine firmati con i clienti forniranno agli investitori maggiore fiducia nella sostenibilità di tali livelli di utili nel tempo, un fattore chiave che può guidare molteplici rivalutazioni per questi nomi di memorie”.
Un’altra novità della notte arriva dalle banche degli Stati Uniti.
Le maggiori banche statunitensi hanno aumentato i loro dividendi dopo aver superato gli stress test della Federal Reserve di quest'anno, un ostacolo che si era attenuato negli ultimi anni grazie ai nuovi requisiti imposti dalle autorità di regolamentazione.
JPMorgan Chase, il più grande istituto di credito del paese, ha aumentato il suo dividendo trimestrale da 1,50 a 1,65 dollari per azione, mentre Goldman Sachs Group Inc. ha portato il suo dividendo da 4,50 a 5 dollari dopo l'annuncio dei risultati della revisione annuale della Fed. JPMorgan ha inoltre autorizzato un nuovo programma di riacquisto di azioni proprie da 50 miliardi di dollari, in vigore dal 1° luglio.
Citigroup Inc. ha aumentato il suo dividendo trimestrale da 60 a 67 centesimi, previa approvazione del consiglio di amministrazione, mentre Wells Fargo & Co. ha portato il suo dividendo da 45 a 50 centesimi. Morgan Stanley ha aumentato il suo dividendo da 1 a 1,15 dollari.
"I risultati odierni hanno dimostrato la solida posizione patrimoniale di Bank of America, mentre continuiamo a investire nell’azienda, supportando al contempo i clienti e un'economia in crescita", ha dichiarato l'amministratore delegato di Bank of America, Brian Moynihan in una nota.
L’euro prova a rafforzarsi a 1,137 dopo tre sedute di debolezza: il cambio è sui minimi degli ultimi dodici.
Goldman Sachs migliora le stime sulla crescita dell’Eurozona per la seconda metà del 2026, pur mantenendo una valutazione prudente sul quadro economico. Nel report “A Temperature Check on Euro Area Growth”, si evidenzia che l’attività economica dell’area euro resta debole ma più resiliente del previsto, grazie all’allentamento delle condizioni finanziarie e al calo delle previsioni sui prezzi energetici.
Per il secondo trimestre, Goldman Sachs stima una crescita del Pil dello 0,1% in Germania, Francia e Italia e dello 0,4% in Spagna, con una media dello 0,15% per le quattro principali economie dell’Eurozona. Considerando il previsto rimbalzo dell’Irlanda dopo il crollo del primo trimestre, la crescita complessiva dell’area euro dovrebbe attestarsi allo 0,26%.
L’analista Giovanni Piedomenico segnala una marcata divergenza tra manifattura e servizi: il comparto industriale ha mostrato una tenuta superiore alle attese nei mesi primaverili, favorita dall’accumulo di scorte, mentre i servizi, soprattutto quelli legati ai consumi, hanno registrato un rallentamento più evidente. Un contributo positivo è atteso dal settore delle costruzioni, sostenuto dalla ripresa dopo le condizioni meteo sfavorevoli di inizio anno.
Per il 2026, Pierdomenico alza la previsione di crescita dell’Eurozona allo 0,6% su base annua, rispetto al precedente 0,2%.
Rischi al ribasso legati all’andamento dei prezzi energetici, alla domanda dei consumatori e a una possibile stagione turistica estiva più debole del previsto. mesi.
Bond. Il tasso del Treasury Note a dieci anni è sceso a 4,40%, da 4,48% del giorno prima. In calo anche il biennale, a 4,13%.
"L'inflazione diminuirà in modo significativo", ha affermato Raghav Datla, stratega dei tassi d'interesse presso Citigroup – anche se la Fed mantenesse i tassi invariati fino al 2027 inoltrato, "l'attuale livello dei tassi sembra troppo elevato”.
Petrolio Brent in ribasso dell’1% a 72,5 dollari il barile, siamo circa sui prezzi precedenti la guerra tra Iran e Stai Uniti.
Oggi esce il dato macroeconomico più importante della settimana, quello relativo alla spesa personale per i consumi, l’indicatore dell’inflazione preso a riferimento dalla Federal Reserve. Il consensus si aspetta +4,1% anno su anno in maggio, da +3,8%. Il dato arriva in un contesto di prezzi dell’energia in caduta libera e di tassi di rendimento dei Treasury ancora relativamente alti.
Due giorni fa il Segretario del Tesoro Scott Bessent ha detto che l’inflazione scenderà ed ha espresso fiducia nel neopresidente della Federal Reserve Kevin Warsh.
"Sono fiducioso che il presidente della Fed ottimizzerà il percorso sia per l'inflazione che per la crescita economica", ha affermato Bessent rispondendo alle domande dopo un discorso all'Economic Club di New York.
Trump comprende che "i mercati obbligazionari hanno eliminato più governi degli obici", ha affermato Bessent, in un apparente riferimento alle conseguenze politiche degli aumenti dei costi di finanziamento a lungo termine alimentati dall'inflazione. "Pertanto, credo che abbia piena fiducia nel presidente della Fed e che farà la cosa giusta".
In un report dedicato all’inizio dell’era Warsh, Carlo Benetti di GAM afferma che il nuovo governatore ha fatto subito intendere alcune cose importanti: evitare indicazioni esplicite sul percorso dei tassi, nessun tentativo di guidare le aspettative. “La nuova era di Warsh potrebbe segnare il tramonto dell’era della “forward guidance”, uno degli strumenti più influenti della politica monetaria degli ultimi quindici anni. Dopo la crisi finanziaria del 2008, e ancor più durante gli anni dei tassi prossimi allo zero, la Fed aveva guidato le aspettative dei mercati anche attraverso l'anticipazione delle proprie intenzioni future. In questi anni le parole sono state importanti quasi quanto i tassi stessi.
Nella Fed dell'era Warsh, il principio sembra destinato a rovesciarsi. Il nuovo presidente della banca centrale ritiene che la parsimonia di parole sia uno strumento che favorisce l'efficienza dei mercati: meno indicazioni preventive, meno rassicurazioni, meno tentativi di orientare le aspettative”, si legge nell’intervento di Benetti, market specialist presso la società del risparmio.
Il nuovo registro comunicativo della banca centrale sembra essere “una forma di ecologia linguistica che dovrebbe indurre analisti e investitori a concentrarsi più sui dati e meno sulle sfumature retoriche”. In questo modo però, chi è cresciuto nell’era della forward guidance rischia di trasformarsi in un cremlinologo, “costretto a scandagliare ogni virgola dei comunicati ufficiali alla ricerca di segnali nascosti, proprio come gli osservatori occidentali che negli anni Ottanta cercavano di interpretare le minime variazioni lessicali dei documenti del Politburo sovietico”.
I paesi asiatici si preparano a una nuova fase di pressioni inflazionistiche sui prezzi alimentari nella seconda metà del 2026, con rischi particolarmente elevati per le economie più dipendenti dalle importazioni e più esposte all’andamento delle materie prime agricole. È quanto emerge da un report di Goldman Sachs, secondo cui il rafforzamento del dollaro, l’aumento dei prezzi delle commodity agricole, dei fertilizzanti e del diesel stanno creando le condizioni per una risalita dell’inflazione alimentare a livello globale.
In Asia, il quadro appare eterogeneo. La Malaysia figura tra i Paesi più vulnerabili alla trasmissione degli shock globali sui prezzi del cibo, insieme al Pakistan, a causa dell’elevato peso degli alimentari nel paniere dei consumi e della forte correlazione con i fattori internazionali. Anche Filippine e Thailandia mostrano una sensibilità significativa, mentre economie come Cina, India, Indonesia, Corea del Sud e Giappone risultano relativamente meno esposte agli effetti diretti delle dinamiche globali.
Gli analisti sottolineano che il principale canale di trasmissione resta il dollaro forte, che aumenta automaticamente il costo in valuta locale delle importazioni alimentari ed energetiche. A questo si aggiunge il ritardo con cui gli aumenti dei prezzi di cereali, oli vegetali e fertilizzanti si trasferiscono ai prezzi al consumo, alimentando ulteriori rincari nei prossimi trimestri.
Un ulteriore fattore di rischio è rappresentato dal possibile ritorno di El Niño entro la fine dell’anno. Secondo Goldman Sachs, il fenomeno climatico potrebbe provocare condizioni più secche in India e nel Sud-Est asiatico, con effetti negativi sulla produzione agricola e nuove tensioni sui prezzi nel 2027. Sebbene non emerga una correlazione sistematica tra El Niño e inflazione alimentare globale, le esperienze del 2015-2016 e del 2023-2024 mostrano che alcune aree dell’Asia meridionale sono state tra le più colpite dagli aumenti dei prezzi dei generi alimentari.
Telecom Italia ha fatto ricorso contro le nuove tariffe di accesso alla rete di FiberCop, controllata da Kkr , chiedendo che la società applichi quelle concordate nel 2024, quando l'ex monopolista ha venduto al fondo americano la rete tlc in un'operazione da 19 miliardi di euro.
Terna. La società elettrica italiana e il gestore tunisino Steg hanno assegnato a Hitachi Energy una gara da circa 770 milioni di euro per la realizzazione delle stazioni di conversione del progetto Elmed, prima interconnessione elettrica tra Italia e Tunisia.
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