Dopo quattro anni di guerra Caritas Ucraina lancia l’allarme sulla salute mentale: crescono i casi di stress, ansia, depressione e traumi legati al conflitto. Khrystyna Semegen-Bodak, responsabile del Programma Sanitario di Caritas Ucraina a Kharkiv, racconta al Sir il lavoro sul campo e i servizi di cura per bambini, donne, anziani, persone con dipendenze. Tra questi 11 centri medici per le cure primarie, un hospice, 5 équipe mobili di cure palliative e 8 équipe multidisciplinari
Quasi 15 milioni di persone stanno affrontando diversi tipi di difficoltà psicologiche e hanno bisogno di sostegno
In Ucraina quasi il 70 per cento dei cittadini ha bisogno di una qualche forma di supporto psicologico. Dall’inizio dell’invasione russa, nel febbraio 2022, circa 3,5 milioni di persone sono sfollate all’interno del Paese. Più di 7 milioni di persone sono all’estero. Di conseguenza, quasi 15 milioni di persone stanno affrontando diversi tipi di difficoltà psicologiche e hanno bisogno di sostegno. È il drammatico impatto di quattro anni di guerra come descritto all’agenzia di stampa Sir da Khrystyna Semegen-Bodak, responsabile del Programma Sanitario di Caritas Ucraina a Kharkiv. Le cause principali sono lo sfollamento, i lutti, l’incertezza, l’ansia, gli allarmi aerei quotidiani e gli attacchi missilistici quotidiani. Tutti fattori che incidono profondamente sulla vita delle persone e sul benessere mentale.
Caritas Ucraina ha attivato diversi progetti per affrontare l’emergenza salute mentale, un aspetto trasversale che attraversa tutti i servizi. “Abbiamo sviluppato un modello integrato e sostenibile di assistenza sanitaria – spiega –. Il nostro approccio comprende servizi medici, servizi sociali, servizi ambientali, cure palliative, riabilitazione, assistenza pastorale e supporto spirituale”.
Operatori Caritas in prima linea vicino al fronte
Gli operatori Caritas forniscono servizi anche nelle aree vicine alla linea del fronte, in contesti molto pericolosi. “Continuano a lavorare persino durante gli allarmi perché ci sono moltissime persone che hanno bisogno di assistenza: anziani e altre categorie vulnerabili che dipendono dal loro supporto”, racconta Semegen-Bodak, a margine della Conferenza di Caritas internationalis sulla salute globale che si è svolta nei giorni scorsi a Castelgandolfo.
Undici centri medici per le cure primarie, un hospice, 5 équipe mobili di cure palliative
L’assistenza, che comprende il sostegno alla salute mentale, è fornita attraverso una rete composta da 11 centri medici che offrono cure primarie. Il personale è stato appositamente formato per fornire supporto psicosociale ed individuare precocemente eventuali problemi di salute mentale. Caritas Ucraina ha anche un hospice, cinque équipe mobili di cure palliative e otto équipe multidisciplinari mobili che forniscono servizi sociali a persone in difficoltà, anziani e persone con disabilità. Offrono assistenza domiciliare e facilitano l’accesso alle cure mediche e al supporto psicologico tramite consulenze in telemedicina. “Nelle aree più vicine al fronte – precisa la rappresentante di Caritas Ucraina –, queste équipe mobili consentono ai beneficiari di accedere al sostegno psicologico attraverso dispositivi di telemedicina e consulenze a distanza”.
Il supporto psicologico è a diversi livelli: si va dal sostegno psicosociale garantito dagli assistenti sociali fino all’intervento di psicologi, psicoterapeuti, psicologi clinici e psichiatri. Due centri medici offrono già servizi specialistici di salute mentale: “È un problema di enorme portata. Sostenendo le persone e intervenendo tempestivamente sui bisogni di salute mentale, possiamo contribuire a prevenire l’insorgere di ulteriori disturbi”.
Bambini vivono ogni giorno nell’ansia e nello stress
Anche i bambini, tra le categorie più colpite dalla guerra, stanno crescendo in un clima di costante pressione psicologica. Vivono quotidianamente nell’ansia e nello stress. “Per questo offriamo loro numerosi servizi dedicati – dice – e abbiamo sviluppato programmi specifici per il sostegno ai minori, con particolare attenzione alla salute mentale”.
Per le donne sono stati attivati progetti specializzati, sostenuti da donatori e partner, dedicati alle madri e ai bambini più piccoli. Vengono accompagnate durante la gravidanza e nel periodo successivo al parto, con particolare assistenza alle donne sole o vulnerabili.
L’unico centro per le dipendenze
Caritas Ucraina gestisce inoltre l’unico centro del Paese che offre servizi specializzati di assistenza sociale e supporto psicologico alle persone che soffrono di dipendenze, soprattutto alcool. I servizi comprendono riabilitazione psicologica, fisica e sociale. Molte associazioni e organizzazioni locali, comprese quelle che gestiscono centri medici, collaborano con il Ministero per i Veterani che garantisce un finanziamento per offrire consulenze psicologiche individuali e di gruppo ai veterani. “Questo ci consente di non dipendere solo dai donatori”, puntualizza Semegen-Bodak. Finora grazie al sostegno di organizzazioni come Cordaid, Caritas Austria e Caritas Germania hanno potuto creare la rete di centri medici e residenziali.
Oltre 15mila over 80 in attesa di evacuazione umanitaria
I centri residenziali forniscono assistenza a lungo termine agli anziani sfollati interni che non hanno familiari in grado di assisterli. “Offriamo alloggio, servizi sociali, assistenza medica e supporto psicologico – continua –. Molte di queste persone sono state evacuate dalle aree colpite dal conflitto e rimangono nelle nostre strutture per il resto della loro vita”. A oggi, oltre 15mila persone con più di 80 anni sono in attesa di evacuazione e hanno bisogno di un supporto specializzato. “Purtroppo molti anziani non possono permettersi di aspettare – ammette –. Spesso sono riluttanti a lasciare le proprie case e, quando finalmente decidono di farlo, a volte è già troppo tardi”.
I rifugi di emergenza
Una nota di speranza è constatare i progressi compiuti: “Abbiamo iniziato con cinque o sei rifugi di emergenza nell’ambito del nostro programma sanitario. Poi cinque sono stati trasformati in case di assistenza residenziale e continuiamo a fornire servizi in collaborazione con le autorità pubbliche”.
Patrizia Caiffa (Agensir)
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