Londra, report dall’Assemblea Internazionale contro la Guerra


Sabato 20 giugno 2026 l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università era a Londra, in occasione della seconda Conferenza Internazionale contro la Guerra. Vi han partecipato organizzazioni provenienti da tutta Europa (e anche oltre), in quello che è stato un incontro davvero internazionale.

L’evento si è svolo in tre momenti. Prima, venerdì 19, si sono incontrate solo le realtà inglesi (sindacati, attiviste/i e partiti), poi sabato 20 mattina si è tenuta un’assemblea internazionale a porte chiuse, in cui l’Osservatorio ha portato un contributo (vedi dopo); e infine sabato pomeriggio oltre 2500 persone da 27 paesi hanno partecipato alla conferenza a Westminster Hall.

Alla fine, sono state lanciati tre appuntamenti per mobilitazioni internazionali:

  • il 10 ottobre per la Palestina;
  • il 20-22 novembre contro il ritorno della leva, la militarizzazione della società e l’investimento di fondi pubblici nella guerra invece che nel welfare (partendo dal 20 come mobilitazione studentesca);
  • un data d’autunno ancora da definirsi a sostegno di uno sciopero dei lavoratori portuali.

La conferenza

Alla conferenza, tanti interventi hanno a poco a poco dato forma a quella che è un’opinione pubblica internazionale di rifiuto alla guerra e a un sistema economico basato sulla dominazione. I temi toccati sono stati, in particolare, il riarmo, l’erosione del welfare a favore dell’investimento militare, il ritorno della leva, le violazioni in Palestina, Cuba, Sud Globale, Ucraina, Russia e, internamente agli stati europei, nei confronti di immigrati e rifugiati. Fra gli interventi, i portuali di Genova, gli studenti tedeschi, due disertori, uno ucraino uno russo, spalla a spalla (unico intervento a due voci), Irene Montero per Podemos, Jérome Legavre per La France Insoumise, i principali sindacati inglesi, e Mustafa Barghouti, medico e politico palestinese del partito Iniziativa Nazionale Palestinese.

Quest’ultimo ha portato un vibrante discorso sulla vittoria. Ha citato Mandela e la Guerra in Vietnam. Ha riportato che sì, in Palestina dal 7 ottobre 2023 siano stati uccisi 22 mila bambini. E che sì, fu chiaro sin da subito che gli ospedali erano bombardati e che quindi non potevano più utilizzarli per far partorire migliaia di donne palestinesi. Ma ha raccontato anche di come hanno deciso di costituire un’équipe di 93 ostetriche che hanno cominciato ad andare loro stesse casa per casa, per assistere ai parti. E che dal 7 ottobre 2023 ad oggi ci sono state 82 mila nuove nascite. Secondo Barghouti, il popolo palestinese sta prendendo coscienza di essere non solo in grado di sopravvivere, ma anche di vincere contro l’oppressore e ritrovare finalmente quel diritto all’autodeterminazione negato da oltre un secolo.

Fra le realtà presenti, riportiamo:

  • sindacati inglesi (PCS, UNISON, National Education Union, Universities and Colleges Union), francesi (CGT, FO), spagnoli (CCOO, UGT), italiani (USB e CGIL), greci, belga e altri;
  • portavoce di partiti de La France Insoumise, Die Linke, Podemos, Potere al popolo, Mustafa Barghouti per la Iniziativa Nazionale Palestinese e altri;
  • realtà giovanili come SchulStreikGegenWehrpflicht, Rebeldia (Podemos), la frangia studentesca della Stop the War Coalition e Cambiare Rotta (USB);
  • realtà dell’attivismo antimilitarista come le internazionali Global Sumud Flotilla e Post-Soviet Left, le inglesi Stop the War Coalition, Palestine Solidarity Campaign, Campaign for Nuclear Disarmament e le statunitensi Codepink e Movement for Black Lives.

L’intervento dell’Osservatorio all’assemblea

L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università ha partecipato per diffondere il proprio manifesto sull’obiezione di coscienza totale e collettiva e i risultati della sua ricerca sui meccanismi di ritorno della leva in Europa. Risultati che hanno informato e conseguentemente portato l’Osservatorio a produrre il manifesto e che danno indicazioni importanti a chiunque in Europa voglia impedire il ritorno della leva e della guerra.

La valenza internazionale di quanto abbiamo trovato viene dal fatto che la nuova forma della guerra è una, e quindi le dottrine militari moderne dei vari paesi si trovano a convergere. Si basano sul concetto di “Difesa totale” (Whole of society, nei documenti UE e NATO) per cui la strategia militare prevede che anche la parte civile della società si adoperi per compiere la sua parte di sforzo bellico. Di conseguenza, per esempio i dual-use, il ritorno della leva militare, la normalizzazione della guerra, gli stand delle Forze Armate al Salone del Libro di Torino o in una piazza di Ancona.

Dall’analisi fatta traspaiono tre aspetti sul ritorno della leva. Aspetti che continuano a trovare conferma nelle varie mosse di graduale avvicinamento alla guerra fatte dai governi europei (per esempio, di Italia, Germania, Francia, Gran Bretagna…). Essi sono:

  • il momento dell’obbligo è anticipato dalla chiamata a prestare servizio di leva ad una iniziale schedatura di massa della popolazione in età di leva (e.g., il “questionario” in Germania);
  • la strumentalizzazione militare del servizio civile e, addirittura, della stessa obiezione di coscienza quando praticata come rifiuto al servizio militare in favore di un servizio civile;
  • la militarizzazione delle scuole e delle università.

Sull’obiezione di coscienza in particolare, vediamo che quella che 50 anni fa fu una conquista enorme contro il militarismo, ci viene oggi offerta dagli stessi guerrafondai nelle loro proposte di legge, grazie alla possibilità di inserirla in uno schema militare per renderlo, paradossalmente, ancora più forte.

Shared materials [to DOWNLOAD click on the following links]

Here the three materials we shared in London, i.e. the presentation of the Observatory against militarization of schools and universities, the dossier with the research work on the return of conscription in European countries, and our manifesto of resistance.

Introduction – English
Dossier – English
Manifesto – English
Introduction – Français
Dossier – Français
Manifest – Deutsch
Introducción – Español
Dossier – Español
Manifiesto – Español

Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università





#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
 Oss

Source link

Di