Un agente coinvolto, suo malgrado, in uno degli eventi più drammatici della storia recente americana: l’assalto al Campidoglio a Washington del 6 gennaio 2021. È da questo incredibile momento storico che parte il nuovo film diretto da Sean Penn, reduce dal terzo Oscar vinto come attore per Una battaglia dopo l’altra.
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Il progetto, ancora senza titolo, segna il ritorno del divo dietro la macchina da presa su un terreno scivoloso e attualissimo. Che lo potrebbe mettere, ancora una volta, in linea diretta di collisione con Trump. Non sarà, però, un film «sull’assalto», ma un racconto che gli addetti ai lavori definiscono «un’inattesa storia di amicizia».
Nel cast, come protagonista, dovrebbe esserci Bradley Cooper, attore candidato 5 volte all’Oscar. Grande amico di Penn con il quale vuole lavorare da tempo a un progetto tutto loro. Che sia il momento giusto? A produrre è Warner Bros, lo studio che ha già portato Penn a vincere la terza statuetta e che ora rinnova la fiducia nel regista per un secondo capitolo del loro sodalizio.
Sean Penn, 65 anni, alla regia di un film con l’amico 51enne Bradley Cooper protagonista: sarà ambientato durante l’assalto al Campidoglio del 2021. Ecco i dettagli (foto Getty Images)
La trama del nuovo film di Sean Penn con Bradley Cooper
La pellicola, sceneggiata da Penn stesso, ripercorre la vita di un agente di polizia coinvolto nell’assalto al Campidoglio. Ma lo fa guardando anche indietro, agli anni che hanno preceduto quella giornata e che hanno plasmato l’uomo prima ancora del poliziotto. È in quel percorso, raccontano le fonti, che si nasconde la chiave del film: la storia di una persona comune diventata, agli occhi di molti americani, una sorta di eroe per caso.
L’identità reale dell’agente a cui si ispira la sceneggiatura resta per ora segreta, sebbene il soggetto avrebbe già dato il proprio assenso al progetto. Le somiglianze fisiche tra Cooper e l’ex agente Michael Fanone, ferito gravemente durante gli scontri del 6 gennaio, hanno alimentato indiscrezioni sulla sua possibile identità. Ma le fonti vicine alla produzione non hanno né confermato né smentito. Fanone resta in ogni caso una figura interessante per inquadrare il tono del film: ex sostenitore di Donald Trump, entrato in polizia dopo l’11 settembre, ha preso le distanze dal presidente negli anni successivi. Nel suo libro, Hold The Line, ha raccontato amicizie inattese, tra cui quella con una donna transgender e quella con la cantante Joan Baez, nata da un ritratto che l’artista gli ha dedicato dopo l’attacco.
Le riprese slittano al 2027, tra impegni e nodi politici
Le riprese sono attese per la metà del 2027, una data dettata anche dagli impegni di Bradley Cooper con il prossimo capitolo della saga di Ocean’s, al fianco di Margot Robbie. Dietro le quinte, però, c’è un dettaglio che pesa più di una semplice questione di calendario: secondo Variety, non è ancora chiaro come il progetto si inserirà nei piani di David Ellison, il nuovo capo di Warner Bros e amico intimo di Trump. Penn, da sempre schierato su posizioni opposte a quelle dell’amministrazione, porta avanti un film che si muove su un terreno tutt’altro che neutro (sono stati i sostenitori del presidente ad assaltare il Campidoglio), ma che lo studio sembra comunque intenzionato a supportare.
Sean Penn e Bradley Cooper, un’amicizia che dura da 30 anni
Tra Sean Penn e Bradley Cooper esiste un legame che affonda le radici molto lontano da questo progetto. Nel 1999, durante una puntata di Inside The Actor’s Studio, un giovanissimo Bradley Cooper, allora studente di recitazione, si è alzato dal pubblico per fare una domanda a Penn, in un momento diventato virale anni dopo, quando entrambi erano già diventati star.
Da quel giorno Penn ha sempre seguito con interesse il percorso dell’attore, arrivando a scrivere per Deadline, e a ripeterlo pubblicamente da Jimmy Kimmell, un elogio del film A Star Is Born, definito un «trionfo». I due si sono poi ritrovati sullo schermo come comprimari in Licorice Pizza di Paul Thomas Anderson. Ora la loro storia si sposta su un piano completamente diverso, con Cooper davanti alla macchina da presa di Penn nei panni di protagonista.
Da Into the Wild a Superpower: Sean Penn regista
Prima ancora di essere un attore premiato con 3 Oscar (sono 8 in tutto quelli che ne hanno vinti 3 o più), Penn è un regista con una visione precisa e riconoscibile. Ha debuttato nel 1991 con Lupo solitario, proseguendo con 3 giorni per la verità nel 1995 e La promessa nel 2001, thriller che ha affidato a Jack Nicholson i panni di un detective ossessionato dalla ricerca di un assassino di bambini.
Il suo capolavoro dietro la macchina da presa resta però Into the Wild – Nelle terre selvagge, film del 2007 tratto dal libro di Jon Krakauer, per cui Penn ha dovuto attendere oltre 10 anni prima di ottenere i diritti. La pellicola, che racconta il viaggio di Christopher McCandless verso l’Alaska, gli è valsa tanti premi. Da segnalare anche Una vita in fuga dove dirige e recita accanto ai suoi figli, Dylan e Hopper.
Penn ha sempre intrecciato cinema e impegno politico: nel 2023 ha diretto Superpower, documentario sull’invasione russa dell’Ucraina che comprende anche un’intervista al presidente Volodymyr Zelensky, girata a Kiev nel primo giorno del conflitto. È la stessa sensibilità che torna ora nel nuovo progetto, ennesima prova della sua attenzione per le storie segnate dalla Storia.
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Sara Sirtori
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