Camerun: il governo inerte contro la violenza sulle donne


Da più di vent’anni si addende l’adozione di un nuovo Codice di famiglia. Nel frattempo il fenomeno si diffonde a macchia d’olio. Ventotto le giovani donne uccise da inizio anno, mentre non si contano le violenze fisiche, psicologiche ed economiche di cui sono vittime

Negli ultimi quindici anni, il governo camerunense di Paul Biya non è riuscito a ridurre la violenza contro le donne. Lo riporta Human Rights Watch in un rapporto pubblicato il 24 giugno.

Attraverso interviste condotte tra settembre e dicembre 2024 a sessanta donne vittime di violenza domestica e di discriminazioni di genere, l’organizzazione denuncia l’inazione del governo camerunense nell’adottare il Codice di famiglia.

«La violenza contro le donne non è semplicemente il risultato di atti violenti commessi da singoli individui. È resa possibile e aggravata da leggi discriminatorie e da fallimenti istituzionali in Camerun, che lasciano le vittime senza protezione», ha detto Juliana Nnoko, consulente senior della Divisione per i diritti delle donne di HRW.


Il Codice di famiglia mai adottato

Da più di vent’anni esiste una bozza del Codice di famiglia che attende d’essere aggiornata, discussa, votata e adottata. Nel frattempo, il fenomeno continua a diffondersi a macchia d’olio.

In assenza di dati più aggiornati, un documento dell’Istituto nazionale di statistica del Camerun, rilasciato nel 2021, riporta che il 45,5 % delle donne intervistate ha subìto una qualche forma di violenza nella propria vita.

La violenza domestica si riscontra anche tra le donne in gravidanza, con un tasso del 5% a livello nazionale e dell’8% nelle aree rurali. Si tratta di cifre che tuttavia non tracciano con esattezza il fenomeno nel paese, dato che molte donne si astengono dal presentare denuncia per motivi culturali, pratici, di stigma ed economici.

«Il governo ha urgente bisogno di leggi, politiche e servizi che affrontino la realtà della violenza domestica, diano priorità alla prevenzione e aiutino le vittime ad accedere alla giustizia», ha aggiunto Nnoko.


Violenza economica

Nel rapporto “‘Vivo in una perenne insicurezza’: discriminazione, mancanza di emancipazione economica e violenza contro le donne in Camerun”, Human Rights Watch segnala infatti che proprio l’assenza di leggi che tutelino le donne fa sì che molte di loro, trovandosi in situazioni di violenza domestica, non vedano altra alternativa che restare con i propri aggressori. Il più delle volte mariti, partner, parenti prossimi.

Dalla testimonianza delle sessanta donne originarie di Douala (nella regione del Litorale), Buea (nella regione del Sud-Ovest) e Maroua (nella regione dell’Estremo Nord), emerge anche come la violenza non si limiti a essere fisica e psicologica, ma anche economica.

Le donne raccontano di vendite di terreni e case acquistati in comune senza il loro consenso, vendita di attrezzature professionali o rescissione di contratti di locazione a loro insaputa, o ancora divieti da parte dei loro mariti di uscire e lavorare fuori casa.

Senza alcun accesso ai beni economici, le donne restano intrappolate, laddove spesso a venir meno sono anche tutte le reti di supporto di cui dovrebbero beneficiare. «La mia famiglia, i servizi sociali e la polizia mi hanno consigliato di perseverare [nel salvare il mio matrimonio] per il bene dei miei figli», racconta una donna residente a Buea, intervistata da HRW.


Dal 2023 il ministero per l’Emancipazione femminile e la famiglia sta elaborando un progetto di legge sulla violenza di genere, con il sostegno tecnico e finanziario della Banca Mondiale, di UN Women e del Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione (UNFPA). Ma da allora, nonostante le successive fasi di consultazione e validazione, il testo non è stato ancora esaminato dall’Assemblea Nazionale.

Progetti incompiuti

È dal 2011 che il Camerun prova a impegnarsi per una società più giusta. In quell’anno, aveva adottato la Politica nazionale di genere, seguita dalla strategia per combattere la violenza contro le donne, nel 2016, e rivista nel 2022.

Proprio nel 2016 è scoppiata la cosiddetta crisi anglofona, cioè il conflitto che oppone i movimenti separatisti delle regioni anglofone di Nord-Ovest e Sud-Ovest – che rivendicano l’indipendenza dell’Ambazonia – e lo stato centrale. Da allora, le violenze di genere nelle regioni attraversate dalla guerra si sono moltiplicate.

Come sottolinea HRW, secondo la strategia del 2016, l’obiettivo doveva essere raggiunto entro il 2020, mentre la versione del 2022 lo aveva fissato al 2026. Ad oggi, nessun passo concreto è stato fatto.


Intanto, i crimini di genere assumono proporzioni allarmanti.

I femminicidi e la posizione delle organizzazioni femministe

Secondo il monitoraggio del collettivo di associazioni camerunense Stop Féminicides 237 (in riferimento al prefisso telefonico internazionale del Camerun), da inizio di quest’anno sono state uccise 28 tra donne e ragazze. Nel 2025, sono state 77 le vittime, mentre nel 2024 sono state 67.

Le attiviste femministe da tempo chiedono che sia adottata la legge elaborata nel 2023 per contrastare le violenze di genere. Ad oggi, tali crimini sono giudicati ancora ai sensi del Codice penale, ritenuto insufficiente perché privo di un sistema coordinato di prevenzione, protezione e assistenza alle vittime.

«Il governo non interviene su questo tema. Il ruolo delle donne nella società non viene riconosciuto e questo perpetua il clima di femminicidio», denunciava Viviane Tathi, responsabile dell’associazione Sourire de Femmes, in un articolo di Le Monde.


In un contesto dove le norme sociali molto spesso giustificano e perpetuano la violenza contro le donne, nonché ruoli e pratiche di genere discriminatorie, la volontà politica nel porvi rimedio diventa dunque decisiva.

Specie se si considera che il paese dell’Africa centrale fa parte della Convenzione sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione contro le donne e del Protocollo di Maputo dell’Unione Africana.




#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
 michelatrevisan

Source link

Di